"Oggi l'amministrazione Trump ha revocato l’endangerment finding [l’accertamento di rischio, nda]: la norma scientifica che era servita come base per i limiti alle emissioni dei tubi di scappamento e alle norme sulle centrali elettriche. Senza di essa, saremo meno sicuri, meno in salute e meno in grado di combattere il cambiamento climatico, tutto questo affinché l'industria dei combustibili fossili possa guadagnare ancora di più." Le parole di Barack Obama su X danno subito il peso della gravità dell’ultimo grande assalto dell’amministrazione Trump ai regolamenti ambientali.
Giovedì 12 febbraio, il presidente degli Stati Uniti ha infatti abrogato l’accertamento di rischio, la base scientifica del 2009 ai sensi del Clean Air Act (istituito dal repubblicano Nixon) che stabiliva in maniera incontrovertibile che le emissioni di gas serra costituiscono una minaccia per la salute umana. L'amministrazione ha anche annunciato il ritiro dei limiti alle emissioni prodotte da auto e camion, che in precedenza erano regolamentati dalla norma implementata durante il primo mandato di Barack Obama.
"Si tratta di una decisione di enorme portata", ha dichiarato il presidente Trump alla Casa Bianca, mentre Lee Zeldin, amministratore dell'EPA, l’Agenzia per la protezione dell'ambiente, sorrideva al suo fianco. "Stiamo ufficialmente ponendo fine all’endangerment finding, una politica disastrosa dell'era Obama", ha aggiunto.
Zeldin l'ha definita accuratamente, “la più grande azione di deregolamentazione nella storia degli Stati Uniti contro l’ambiente”. Ha accusato i democratici di aver lanciato una “crociata ideologica” sul cambiamento climatico che “ha strangolato interi settori dell'economia statunitense”, in particolare l'industria automobilistica. E che ora è tempo di vendetta.
Per quasi diciassette anni, l'EPA si è basata su questa norma scientifica fondata su oltre duecento pagine di ricerche e prove, per giustificare le normative che limitano le emissioni di anidride carbonica, metano e altri inquinanti provenienti da pozzi di petrolio e gas, tubi di scappamento, ciminiere e altre fonti che bruciano combustibili fossili. Secondo l'Environmental Defense Fund, un gruppo di difesa dell'ambiente, l'abrogazione della conclusione di pericolo dovrebbe aumentare le emissioni di gas serra degli Stati Uniti del 10% nei prossimi trent’anni, oltre che peggiorare significativamente la qualità dell’aria in numerose comunità. Di fatto è la delegittimazione governativa statunitense della scienza climatica, la più grande azione climanegazionista mai intrapresa.
La notizia ha fatto infuriare l’opposizione democratica, il mondo della società civile, la comunità scientifica e milioni di cittadini che hanno duramente condannato sui social media l’iniziativa. La decisione è stata duramente contestata da migliaia di dipendenti dell’EPA stessa. Justin Chen, presidente dell'American Federation of Government Employees Council 238, che rappresenta migliaia di dipendenti dell'EPA, ha definito l'abrogazione un "tradimento" della missione dell'EPA, che è quella di proteggere la salute umana e l'ambiente. L’ hardliner trumpiano Zeldin, tuttavia, non riconosce più il sindacato dopo che l'agenzia ha sciolto il contratto con questo ad agosto.
Il governatore democratico della California Gavin Newsom, in un comunicato stampa, ha definito la decisione "avventata", avvertendo che porterà a più "incendi mortali, più morti per il caldo estremo, più inondazioni e siccità causate dal climate change". Ha conseguentemente minacciato di portare Trump in tribunale per questo.
E proprio sul terreno legale si sposterà ora la risposta all’atto scellerato dell’amministrazione Trump. Gli esperti legali sostengono che la regolamentazione dell'anidride carbonica sia ben supportata dal testo del Clean Air Act, un fatto che anche la conservatrice Corte Suprema ha riconosciuto in diversi casi, suggerendo che la corte potrebbe pronunciarsi contro l'amministrazione se l'abrogazione finisse nel suo calendario. Per di più Trump ha deciso di attaccare l’unica legacy positiva del presidente repubblicano Richard Nixon (che firmò il Clean Air Act il 31 dicembre 1970), un fatto visto negativamente anche da alcuni repubblicani. Insomma, per Zeldin e Trump si apre una lunga stagione di battaglie legali. La Corte Suprema sarà sicuramente richiamata a confermare le decisioni precedenti. Ma anche qualora la Corte dovesse affermare che il governo federale non può più regolamentare i gas serra in base alla legge vigente, gli stati e i privati avrebbero via libera per stabilire le proprie norme sui gas serra o intentare cause per i danni causati dal cambiamento climatico, dato che non sarebbero più soggetti all'autorità federale. Ciò creerebbe un caos normativo, costringendo potenzialmente il Congresso a ripristinare l'autorità dell'EPA.
"Penso che questo sia un caso di incredibile eccesso da parte di questa amministrazione, e credo che sarà proprio per questo che saranno chiamati a rispondere in tribunale", ha affermato Rachel Cleetus, direttrice senior delle politiche presso l'Union of Concerned Scientists, un'organizzazione che si occupa di difesa dell'ambiente.
C’è poi un dettaglio che è sfuggito a molti: l’EPA ha deciso di revocare l’endangerment finding per le "fonti mobili" come le automobili, ma non ha revocato le dichiarazioni di pericolo separate per le emissioni provenienti da "fonti fisse" come le centrali elettriche e i pozzi petroliferi. Diversi gruppi che rappresentano le industrie inquinanti, tra cui l'American Petroleum Institute (API), avevano esortato l'amministrazione a concentrarsi sulle automobili, “probabilmente a causa dell'aumento della responsabilità legale che avrebbero dovuto affrontare se l'inquinamento da carbonio non fosse più soggetto alla regolamentazione federale”, scrive Jack Bittle, su Grist.
L’ennesima mossa che conferma la perdita di credibilità degli Stati Uniti e rafforza attori come la Cina, ma indirettamente anche l’Europa. Secondo numerosi commentatori statunitensi, infatti, il vulnus trumpiano alle regolamentazioni ambientali costituirà uno svantaggio competitivo e un enorme grattacapo per le future amministrazioni. Non sarà facile ripristinare il rispetto della scienza e il sostegno alle leggi ambientali, che hanno richiesto decenni per essere realmente efficaci: il rischio, però, è una prolungata spaccatura ideologica sulla sfida al cambiamento climatico e la tutela della natura.
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In copertina: Donald Trump e Lee Zeldin entrano alla conferenza stampa di annuncio della deregolamentazione, foto di Will Oliver, Agenzia IPA
