Una delle sfide per le piccole aziende che vogliono investire nella bioeconomia circolare è la difficoltà nel reperire informazioni affidabili e di facile applicazione. Proprio per rispondere a questa necessità nasce la piattaforma ERBN.eu, sviluppata nell’ambito del progetto europeo thERBN (Thematic European Rural Bioeconomy Network), che punta a creare una rete tematica tra chi lavora nelle aziende agricole e forestali.

Il webinar di lancio della nuova piattaforma, gratuito e aperto a tutti, è previsto per il 6 maggio 2026. L’evento si rivolge a professionisti del settore primario, quali agronomi e agronome, operatori e operatrici agricoli e forestali, per illustrare come funziona la piattaforma e quali opportunità offre. I lavori si apriranno con l’intervento del direttore responsabile di Materia Rinnovabile, Emanuele Bompan, che illustrerà il valore economico e sociale della trasformazione dei residui agricoli per le aziende.

Gli obiettivi di ERBN.eu

La nuova piattaforma segna un passo significativo per il settore primario italiano, perché offre a chiunque la possibilità di accedere e caricare materiale sul tema della bioeconomia rurale. In questo modo, colma anche un gap nel panorama digitale europeo, valorizzando le opportunità economiche e sociali generate direttamente in campo e all’interno di aziende agricole e forestali.

“Definirei la piattaforma una comunità di pratica”, spiega a Materia Rinnovabile Laura Silici, project manager di thERBN. “Ha l'obiettivo di funzionare come una repository, cioè una collezione di materiali di diverso tipo: possono essere i classici report paper, ma anche molti materiali multimediali, quindi spiegazioni concrete, tutorial, registrazioni di vecchie interviste, così come schede tecniche che illustrano le analisi di costi e benefici di diverse pratiche. Tutti i materiali sono incentrati su un tema molto specifico, che è quello della bioeconomia circolare.”

ERBN.eu identifica e rende accessibili soluzioni tecnologiche scalabili pensate per la realtà delle piccole aziende agricole e forestali, che possono essere utilizzate anche senza grandi investimenti iniziali. “Il progetto nasce per dare un'attenzione soprattutto allo sviluppo delle economie rurali”, commenta Silici. “È una piattaforma che parla anche ai ricercatori, ma vuole rivolgersi soprattutto ai piccoli e medi produttori. Ha un focus molto specifico e l'obiettivo è mettere in relazione sia i provider sia i cercatori di conoscenza, quindi fungere un po' da vetrina, ma anche un po' da broker, connettendo le persone o le associazioni.”

Come funziona la piattaforma

Durante l’evento di lancio della piattaforma, che si terrà online dalle 14.30 alle 15.45, verrà spiegato nel dettaglio come accedere al materiale. “Bisogna innanzitutto iscriversi al sito”, ci anticipa Silici. “Una volta creato un profilo, lo si può rendere più o meno visibile in base ai contatti e alle connessioni che si vogliono creare. Inoltre, si possono cercare materiali e casi studio suddivisi in diverse tipologie.” 

È infatti possibile caricare autonomamente del materiale, che il gestore di ERBN.eu revisionerà prima di renderlo visibile a tutti. “Una funzionalità importante della piattaforma è il collegamento con EU-FarmBook, un altro grande sito di repository che colleziona soluzioni innovative in campo agricolo a livello europeo”, sottolinea Silici. “Siccome ERBN riguarda anche un segmento delle innovazioni in ambito agricolo, si è pensato di renderla automaticamente collegata a EU-FarmBook. Quindi tutto quello che viene caricato sulla nostra piattaforma passa anche automaticamente a EU-FarmBook, ma non viceversa.”

Partecipare al webinar, organizzato in collaborazione con APRE (Agenzia per la promozione della ricerca europea) e DEAFAL ETS (Delegazione europea per l’agricoltura familiare in Africa, Asia e America Latina), servirà quindi a capire anche come entrare in contatto con altri operatori del settore, in Italia e in altri paesi europei. “Il materiale può essere caricato in qualsiasi lingua e c’è la possibilità di tradurre almeno l’introduzione in diverse lingue”, aggiunge la project manager. “Inoltre, il fatto di mettere a sistema non solo i materiali, ma anche i profili, serve in parte anche a questo scopo: se qualcuno è interessato a una determinata risorsa e non può averla nella propria lingua, può comunque contattare l'utente e scambiarsi informazioni su quel tema.”

La bioeconomia circolare oggi in Italia

La piattaforma, sviluppata originariamente dal progetto europeo BioRural, metterà a disposizione degli operatori e delle operatrici soluzioni concrete per affrontare le sfide che regolarmente incontrano nella gestione dei residui. “Oltre a supportare la costruzione e la produzione di questi primi materiali per nutrire la piattaforma, abbiamo inaugurato anche un gruppo di lavoro tematico a livello italiano”, aggiunge Silici. “In un precedente step, abbiamo fatto una mappatura dei bisogni per quel che riguarda la bioeconomia circolare in Italia, confrontandoci con tecnici, produttori, ricercatori. Su questa base, abbiamo creato un gruppo di persone interessate a portare avanti una riflessione su qual è lo stato attuale e quale può essere una visione futura sulla bioeconomia circolare. C’è tanta motivazione anche da parte degli operatori, che a volte è ispirata da princìpi di sostenibilità ambientale, a volte però anche da problemi economici, che riguardano le spese dello smaltimento dei rifiuti e quindi la possibilità di valorizzarli.”

Oggi il settore della bioeconomia circolare in Italia incontra ancora alcuni ostacoli. Secondo la project manager di thERBN, “quello che spesso limita un investimento concreto, soprattutto da parte di piccoli operatori che non riescono a fare economie di scala, è la normativa, il quadro istituzionale, perché la bioeconomia circolare dovrebbe basarsi per definizione sulla circolarità delle risorse, che comporta l’integrazione di diversi settori e filiere, che oggi invece in Italia sono regolamentati separatamente”. Un approccio integrato, che favorisca la transizione del settore agricolo e forestale verso pratiche più sostenibili.

“Anche all’interno delle regioni stesse, spesso manca un confronto tra chi si occupa di agricoltura e chi di gestione dei rifiuti o dell’energia. Non c’è dialogo tra le autorità competenti, il che si traduce spesso in norme contraddittorie, producendo una situazione di immobilismo. Quindi il futuro della bioeconomia circolare, secondo me, dipende moltissimo da quali sono le priorità definite a livello normativo e istituzionale”, conclude Silici, auspicando infine un “cambio di rotta” che incentivi le politiche circolari a livello locale.

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In copertina: immagine Envato