Nel 2025 in Italia si registra una frenata nelle installazioni di capacità fotovoltaica, che però non riguarda gli impianti di maggiori dimensioni. Lo rilevano due analisi a consuntivo, quella di Italia Solare e quella di Elettricità Futura. “Per la prima volta dal 2020 cala la potenza installata”, avverte Italia Solare, stimando una riduzione del 5% nonostante la tenuta degli impianti più grandi. Nel 2025 gli impianti installati di taglia inferiore a 20 kiloWatt (kW) sono diminuiti al 22% del totale (era il 27% nel 2024) mentre gli impianti sopra il MegaWatt (MW) hanno raggiunto la metà dell’installato nell’anno, rileva Elettricità Futura.
Esaminando i dati di Terna, Italia Solare – che rivendica di essere l’unica associazione in Italia dedicata esclusivamente al fotovoltaico – segnala che al 31 dicembre 2025 risultano connessi nel nostro paese 2.092.088 impianti fotovoltaici, per una potenza totale di 43.513 MW. Sostanzialmente oltre il 70% è costituito da installazioni di medie-grandi dimensioni su attività produttive come edifici commerciali, industriali, capannoni, aziende agricole o aree pertinenziali, il cosiddetto fotovoltaico C&I (Commercial & Industrial), e da impianti di grande taglia utility scale. Meno del 30% riguarda invece impianti residenziali. Secondo il report di Italia Solare, il 27% (11.627 MW) della potenza installata è relativo a impianti residenziali, il 43% (18.850 MW) è attribuibile al C&I mentre il 30% (13.036 MW) è rappresentato da impianti di grande taglia.
Fotovoltaico, il 2025 in numeri
Cala anche la potenza installata, come si diceva. Quella connessa alla rete nel corso del 2025 fa segnare un’aggiunta di 6.437 MW, registrando un calo del 5% rispetto al 2024, dovuto principalmente al rallentamento dei settori residenziale (-32%) e C&I (-26%), riduzione parzialmente compensata dall’aumento delle connessioni di impianti di grande taglia (+15%).
Il dato collima con quello di Elettricità Futura che, nel suo ultimo report sulla potenza rinnovabile installata e relativo al quarto trimestre 2024, indica che nel corso dell'intero 2025 la potenza da fonti rinnovabili in Italia è aumentata complessivamente di 7.191 MW, aumento quasi interamente trainato dal fotovoltaico con 6.437 MW di incremento di capacità e circa il 50% delle nuove attivazioni superiori a 1 MW. “Era dal 2013 – a parte il 2020, anno del Covid – che non si registrava una riduzione della potenza connessa rispetto all’anno precedente”, avverte Italia Solare. “Anche in termini di numero di nuovi impianti si è registrato un calo nel 2025 per cui ne sono stati installati 213.200, in diminuzione del 25% rispetto all’anno precedente (283.914).”
Entrando nel dettaglio della potenza fotovoltaica aggiunta lo scorso anno, Italia Solare individua alcuni trend. Innanzitutto, risulta in calo il settore residenziale (quello sotto i 20 kW): "Ormai cessata l’onda lunga del Superbonus, sembra essersi stabilizzato attorno a una media di 300 MW installati a trimestre, con una riduzione della potenza del 24% rispetto al 2024". In calo anche il numero degli impianti che è passato da 274.537 nel 2024 a 198.667 dello scorso anno.
Allo stesso modo il settore C&I (tra i 20 kW e il MW) nel 2025 registra un calo (-21%) sull’anno precedente (2.194 MW del 2024 a fronte dei 1.744 del 2025): "Durante i primi tre trimestri il settore C&I ha registrato una riduzione, per poi risalire nell’ultimo trimestre dell’anno. Tali variazioni potrebbero essere dovute allo stop & go del mercato, causato dall’annuncio di tanti bandi, che spesso spinge le imprese ad attendere certezze e contributi, di cui questo settore non necessita, per investire nella realizzazione di impianti", rileva l'associazione, ricordando il balletto di provvedimenti nazionali e regionali tra restrittivi e ultrarestrittivi sulle installazioni e i relativi ricorsi alla giustizia amministrativa e costituzionale.
In controtendenza, come si diceva, il settore utility-scale (1 MW) con una crescita del 15% e numerosi impianti di grande taglia connessi alla rete (2.910 MW nel 2024 contro i 3.412 MW dello scorso anno), soprattutto nell’ultimo trimestre. "Tale aumento di connessioni è il risultato delle tante autorizzazioni rilasciate negli ultimi anni", commenta Italia Solare. "L’analisi dei dati mostra una forte accelerazione per gli impianti di potenza superiore ai 10 MW, con una quota crescente di connessioni in particolare nell’ultimo trimestre, che da solo (1.031 MW) ha superato la somma dei tre precedenti trimestri (688 MW)."
Nel 2024, ricorda Elettricità Futura nel suo report, la potenza da rinnovabili era aumentata di 7.500 MW, di cui 6,8 GigaWatt da fotovoltaico. Nell’anno la media di incremento della potenza era circa 625 MW/mese, di cui 560 MW/mese di fotovoltaico e circa 57 MW/mese di eolico. Due terzi delle nuove attivazioni provenivano da impianti con potenza inferiore a 1 MW. Nel 2025 la potenza da impianti solari è dunque aumentata di 6.436 MW, di cui 5.621 GW da nuove attivazioni, mentre continua a diminuire la numerosità degli impianti realizzati nell’anno, per effetto della crescita degli impianti di grande taglia.
Nel 2024 l’incremento di potenza si era attestato a 6.800 MW, di cui 6.000 MW da nuove attivazioni. Per arrivare agli obiettivi PNIEC, però, "nei prossimi cinque anni bisogna realizzare più di 10 GW all’anno di nuova potenza da rinnovabile", segnala la principale associazione del mondo elettrico italiano. Nel periodo 2026-2030 sono quindi necessarie nuove installazioni per almeno 47 GW di cui 36,5 GW di fotovoltaico al ritmo di 7,3 GW/anno e 14,4 GW di eolico, tenendo un passo da quasi 2,9 GW/anno.
Il caos normativo che frena il fotovoltaico
Intanto, però, il fotovoltaico continua a trovare ostacoli sul proprio cammino che ne frenano il dispiegamento. Il “famigerato” Decreto agricoltura, all'art. 5, vieta l’installazione di impianti fotovoltaici a terra su terreni agricoli produttivi, si salva solo l'agrivoltaico "avanzato”. Il successivo Decreto aree idonee, delegando alle regioni l'individuazione delle zone dove è possibile installare impianti, ha finito per causare un’elevata incertezza per gli investitori, almeno fino alla definizione dei piani regionali, salvo ricorsi.
Il DL 175/2025 (Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili) puntava a semplificare ma ha finito per introdurre nuovi criteri di idoneità in grado di limitare ancor di più l'iniziativa privata in assenza di piani regionali chiari. E da questo punto di vista alcune regioni, come la Sardegna, hanno approvato moratorie estremamente severe o leggi che bloccano quasi totalmente le rinnovabili. Inevitabile che tutto ciò finisse in mano alla magistratura amministrativa, che nel corso dell’anno passato è intervenuta con decisione.
Il TAR del Lazio ha sollevato dubbi di incostituzionalità sul Decreto agricoltura, valutando che il divieto assoluto a terra impedisca un bilanciamento ragionevole con la tutela ambientale. La decisione della Corte costituzionale è attesa nel corso di quest’anno. Il Consiglio di stato, per parte sua, con diverse sentenze ha ribadito che le regioni non possono introdurre divieti generalizzati che superino i limiti statali, annullando di conseguenza diversi provvedimenti restrittivi locali. La Consulta ha anche dichiarato incostituzionali alcune parti della legge della regione Sardegna che bloccava le autorizzazioni, ribadendo che il potere di veto regionale non è assoluto.
“Nel 2026 si potrebbe prevedere un numero ancora crescente di impianti di grande taglia, anche in considerazione degli esiti delle aste FER X di fine 2025”, commenta Italia Solare. “Rimane però un dubbio: visto che si sta insistentemente parlando di un taglio delle tariffe del Conto energia per il 2026 e il 2027, che sarebbe il terzo intervento retroattivo, quanti soggetti continueranno a investire in Italia?” E allora, almeno, auspica infine Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare,
“incoraggiamo il governo ad attuare politiche di sostegno finanziario a famiglie e imprese, specialmente di accesso agevolato al credito. Infatti, il fotovoltaico conviene, anche senza incentivi per le imprese e con la sempre necessaria detrazione del 50% per il residenziale. Ma quel che serve è aiutare famiglie e imprese ad anticipare la spesa degli impianti fotovoltaici.”
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