Il 2025 si è confermato come un anno complesso e di passaggio, segnato da crisi ambientali persistenti, tensioni geopolitiche, nuove regole economiche e un crescente senso di vulnerabilità dei sistemi produttivi e sociali. Un clima colto e raccontato bene dalle preferenze di chi legge Materia Rinnovabile: gli articoli più letti dell’anno parlano infatti di rischi globali, gestione delle risorse strategiche, conseguenze di scelte politiche internazionali e impatto diretto di queste dinamiche sull’Italia.
Uno sguardo al lungo periodo emerge dall’articolo più letto, l’approfondimento su Fukushima, che a quattordici anni dal disastro nucleare fa i conti con un’eredità ancora aperta. L’articolo analizza le conseguenze ambientali, sanitarie ed economiche dell’incidente del 2011, mostrando come la gestione delle acque contaminate e il ritorno parziale della popolazione restino nodi irrisolti, con implicazioni rilevanti anche per il dibattito globale sull’energia nucleare.
Il peso della geopolitica sull’economia italiana è invece al centro dell’analisi sui dazi voluti da Donald Trump, un tema cardine dell’intero anno, con un articolo che entra nel merito dei settori più esposti, dall’agroalimentare alla meccanica, evidenziando come le barriere commerciali possano colpire filiere già fragili e ridisegnare gli equilibri dell’export italiano in un contesto internazionale sempre più protezionista.
Alla sicurezza economica si lega anche il tema delle riserve auree italiane custodite negli Stati Uniti. Il dibattito sul possibile rimpatrio dell’oro diventa l’occasione per riflettere sul ruolo delle riserve come strumento di stabilità finanziaria, sulla fiducia nei partner internazionali e sulle nuove incertezze che attraversano l’ordine monetario globale.
Sul fronte della transizione ecologica interna, grande attenzione ha suscitato l’introduzione del RENTRI, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti. L’articolo chiarisce obblighi, scadenze e funzionamento di una piattaforma che coinvolge migliaia di imprese e che rappresenta un tassello cruciale per la trasparenza e il controllo ambientale, ma anche una sfida operativa per il tessuto produttivo.
Le materie prime strategiche tornano più volte nel racconto del 2025. L’interesse di Trump per le terre rare ucraine viene letto come parte di una più ampia competizione globale per le risorse necessarie alla transizione energetica e digitale, mentre l’approfondimento sul Congo mostra il lato oscuro di questa corsa: il coltan, essenziale per l’elettronica, continua a finanziare conflitti armati e instabilità, intrecciando tecnologia, diritti umani e geopolitica.
I rischi climatici e ambientali si riflettono poi anche nelle nuove regole economiche. L’obbligo, introdotto quasi in sordina, delle polizze catastrofali per le aziende viene analizzato come risposta all’aumento di eventi estremi, ma anche come fonte di incertezza per imprese e professionisti chiamati a sostenere nuovi costi assicurativi.
La cronaca ambientale entra con forza nell’attenzione dei lettori attraverso l’incendio sul Vesuvio, raccontato non solo come emergenza locale ma come caso emblematico dei danni economici e ambientali legati alla gestione del territorio, alla prevenzione e alle responsabilità istituzionali.
Sul piano normativo europeo, l’articolo dedicato all’EUDR aggiorna i lettori sulle ultime novità del regolamento contro la deforestazione importata, spiegando le semplificazioni introdotte e il rinvio limitato a micro e piccole imprese, in un equilibrio delicato tra tutela ambientale e sostenibilità economica.
Ampio seguito ha avuto anche la sentenza del processo Miteni sui PFAS, definita storica per la condanna di undici ex manager. L’articolo ricostruisce un caso simbolo dell’inquinamento industriale in Italia, sottolineando le implicazioni giuridiche, ambientali e sanitarie di una decisione destinata a fare scuola.
La tutela della salute emerge inoltre nel focus sul divieto degli smalti semipermanenti contenenti sostanze tossiche, un tema apparentemente di nicchia che invece intercetta un’attenzione crescente verso i rischi chimici nei prodotti di uso quotidiano e il ruolo della regolazione europea.
Infine, la crisi del turismo balneare nell’estate 2025 chiude il quadro mostrando come cambiamento climatico, erosione costiera, aumento dei costi e calo della domanda stiano mettendo in discussione uno dei pilastri storici dell’economia italiana, con effetti su occupazione e territori.
Nel loro insieme, questi articoli raccontano un anno in cui ambiente, economia e politica si sono intrecciati in modo sempre più evidente. Non sappiamo cosa ci riserverà in merito il 2026, ma di certo Materia Rinnovabile continuerà a seguire queste trasformazioni con uno sguardo critico e approfondito, per aiutare lettrici e lettori a orientarsi in un mondo segnato da transizioni complesse e decisioni decisive.
In copertina: immagine Envato
