Anche se le incertezze macroeconomiche e le tensioni geopolitiche sembrano far perdere centralità al dibattito sul clima, i dati parlano chiaro: l’economia verde a livello globale continua a crescere. In particolare, i numeri mostrano il comparto della green economy superare i 5.000 miliardi di dollari di valore annuo nel 2024. Un importo destinato a raggiungere i 7.000 miliardi di dollari entro il 2030, secondo le proiezioni.
A dirlo è il report annuale dell’alleanza dei leader climatici globali del World Economic Forum (WEF), realizzato in partnership con il Boston Consulting Group (BCG), una delle principali società di consulenza strategica nel mondo. Il rapporto, dal titolo Already a Multi-Trillion-Dollar Market: A CEO Guide to Growth in the Green Economy, è stato presentato a gennaio 2026 al meeting annuale a Davos.
Lo studio evidenzia che il mercato della transizione è oggi il secondo per crescita a livello globale, dopo il comparto tecnologico. La domanda di investimenti sostenibili è infatti in crescita, ma non mancano le sfide per migliorare l’efficienza e la maturità tecnologica delle nuove soluzioni a basso impatto ambientale. Proprio per contribuire a fronteggiare le criticità, il report offre anche un quadro di riferimento per supportare gli amministratori delegati nel guidare la transizione verde.
I settori fondamentali della green economy
Grazie a settori chiave come quello dell’energia rinnovabile, dei trasporti e delle infrastrutture sostenibili, oggi la green economy è un elemento fondamentale per la competitività delle imprese sul lungo termine. Secondo il report, uno dei principali motori di questa crescita è stato il drastico calo dei prezzi di alcune tecnologie di energia pulita. Dal 2010, infatti, il costo medio del solare fotovoltaico e quello delle batterie al litio è diminuito nell’ordine del 90%, mentre quello dell’eolico offshore di circa il 50%.
Pertanto, oggi oltre la metà delle strategie di riduzione delle emissioni di gas serra nel mondo potrebbe già essere attuata utilizzando tecnologie economicamente competitive. Nonostante energia e trasporti rimangano le principali leve della crescita verde, il report nota che anche altri settori stanno accelerando. Tra questi, quello delle soluzioni alternative ai combustibili fossili, come le pompe di calore e la bioenergia. Il rapporto prevede che la loro redditività commerciale potrebbe infatti migliorare significativamente nei prossimi anni, grazie allo sviluppo di nuove tecnologie e alla diminuzione dei costi.
Anche le tecnologie per la gestione del carbonio e del metano, l’agricoltura sostenibile, le soluzioni per incentivare la circolarità e la gestione dei rifiuti, così come gli strumenti di previsione climatica, stanno tutte crescendo rapidamente. Aumentano inoltre gli investimenti nelle soluzioni di adattamento ai cambiamenti climatici, come i sistemi di raffreddamento avanzati, i materiali da costruzione resilienti e le soluzioni innovative per la gestione delle inondazioni, che hanno raggiunto complessivamente 1.100 miliardi di dollari nel 2024.
Le opportunità della transizione verde
Il report dichiara che le aziende green registrano spesso performance superiori in termini di indicatori finanziari. Dopo aver analizzato migliaia di società quotate in borsa in diversi settori e aree del mondo, è infatti emerso che tra il 2020 e il 2024 i ricavi delle aziende che operavano nell’economia verde sono cresciuti a un ritmo doppio rispetto a quelli delle realtà convenzionali.
Inoltre, le imprese con una quota significativa di ricavi legati alla transizione hanno ottenuto capitali a condizioni più favorevoli e premi di valutazione rilevanti. In particolare, quelle per cui queste attività superano il 50% dei ricavi hanno raggiunto valutazioni di mercato superiori del 12-15% rispetto alla concorrenza, a dimostrazione della fiducia degli investitori.
Secondo Pim Valdre, responsabile del settore clima ed economia naturale presso il World Economic Forum, “questo rapporto ci ricorda che la transizione verde continua a rappresentare una delle maggiori opportunità di crescita del nostro tempo, in quanto contribuisce alla creazione di posti di lavoro, all'innovazione, alla resilienza e alla prosperità sostenibile. Il report fornisce analisi a supporto dei CEO che si trovano ad affrontare un panorama in rapida evoluzione e offre un quadro di riferimento per prosperare nella crescente economia verde”.
L’economia green nel mondo: la Cina al primo posto
Oggi 142 paesi, responsabili di oltre il 76% delle emissioni di gas serra globali, hanno adottato obiettivi di neutralità climatica, creando un perimetro regolatorio che continua a sostenere la domanda di soluzioni low carbon. La crescita della green economy a livello globale, però, non sarà omogenea. Il report evidenzia infatti come i paesi che già adesso puntano fortemente sugli investimenti sostenibili sono quelli che vedranno maggiori opportunità di progresso economico nei prossimi anni. A guidare questa crescita sarà la Cina, che sta innovando rapidamente e costruendo tecnologie per l’energia pulita su scala più ampia rispetto al resto del mondo.
Nel 2024, infatti, la Cina era in testa negli investimenti green, pari a 659 miliardi di dollari, seguita dall’Europa (410 miliardi) e dagli Stati Uniti (circa 300 miliardi). Questi dati ridefiniscono il baricentro industriale e tecnologico dell’economia verde, lanciando all’Unione Europea la sfida strategica di tradurre ambizione normativa e innovazione in una leadership industriale su vasta scala.
“La transizione non è più una scommessa sul futuro, ma un insieme di mercati che vale già oggi migliaia di miliardi di dollari, con la Cina in testa per investimenti e capacità manifatturiera”, commenta Laura Villani, managing director e senior partner di BCG. “Le prospettive di crescita restano rilevanti: la vera sfida ora è rendere questa traiettoria duratura, trasformando investimenti e potenziale in valore economico, innovazione e occupazione stabile lungo l’intera filiera, dalla ricerca alla manifattura fino ai servizi.”
In copertina: immagine Envato
