A Ceccano, in provincia di Frosinone, sorgerà il primo impianto industriale europeo per il recupero e il riciclo di terre rare da magneti permanenti provenienti da hard disk e motori elettrici. Il via libera per la costruzione dell'impianto presso il sito industriale di Itelyum Regeneration è arrivato martedì 16 giugno dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica che lo ritiene fondamentale per rafforzare la filiera italiana ed europea del riciclo delle materie prime critiche.
L’impianto INSPIREE, selezionato dalla Commissione europea tra i 47 progetti strategici nell’ambito del Critical Raw Materials Act, produrrà ossidi e carbonati di terre rare (neodimio, praseodimio e disprosio) da riciclo chimico di magneti permanenti esausti, estratti da hard disk e motori elettrici a fine vita. “Questa iniziativa conferma il ruolo centrale dell’Italia nello sviluppo di tecnologie avanzate e rappresenta un modello concreto di integrazione tra innovazione industriale, sostenibilità ambientale e sicurezza economica”, ha dichiarato il viceministro Vannia Gava. Per un paese povero di materie prime come l’Italia, puntare sull'approvvigionamento circolare di terre significa rafforzare la propria indipendenza tecnologica e industriale, oggi fortemente minacciata dalla Cina.
Gli hard disk, motori elettrici, turbine eoliche funzionano grazie a magneti permanenti che contengono terre rare (neodimio, praseodimio, disprosio, terbio). Una filiera oggi quasi interamente controllata da Pechino che nell’aprile 2025 aveva imposto delle restrizioni sull'esportazione di sette elementi delle terre rare pesanti (neodimio, terbio, disprosio, samario, gadolinio, lutezio, scandio e ittrio) e per tutti i magneti permanenti correlati. L’ottobre successivo l’Unione Europea ha ottenuto una sospensione sui controlli fino al prossimo novembre, ma resta parecchio esposta alle politiche monopoliste cinesi.
Il sito potrà disassemblare circa 1.000 tonnellate all’anno di rotori elettrici, mentre l’impianto idrometallurgico avrà la capacità di trattare 2.000 tonnellate di magneti permanenti. È previsto il recupero di circa 500 tonnellate all’anno di ossalati di terre rare, una quantità sufficiente per un 1 milione di hard disk e computer, e 10 milioni di magneti permanenti per applicazioni varie nell’automotive elettrico.
I partner del progetto INSPIREE, coordinato da Erion, sono EIT Raw Materials, consorzio nel settore delle materie prime a livello mondiale; OSAI e KU Leuven per il disassemblaggio degli hard disk, Glob Eco per quello di motori elettrici; Treee per la raccolta e il trattamento dei RAEE, Smart Waste Engineering e l’Università degli studi dell’Aquila che ha sviluppato e brevettato la tecnologia di riciclo dei magneti permanenti.
Immagine di copertina: Envato Elements
