Ci sono numeri che descrivono una direzione più che una quantità. Le 1.496 tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche gestite da Ecolamp nei primi sei mesi del 2026 dicono che la raccolta italiana tiene la linea. Attorno, in Europa, la stessa raccolta la sta perdendo.

Il Consorzio nazionale, nato nel 2004 dalle aziende dell’illuminotecnica e oggi riferimento per oltre 500 produttori, ha chiuso il semestre quasi in pareggio con il 2025, a -1,5%. Una variazione minima, che sullo sfondo continentale pesa più come tenuta che come frenata.

Il grosso arriva dal raggruppamento R4: 941 tonnellate tra piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, apparecchi di illuminazione e pannelli fotovoltaici a fine vita. Seguono 536 tonnellate di sorgenti luminose esauste, il raggruppamento R5, e quasi 19 tonnellate nei nuovi R1, R2 e R3, entrati stabilmente in raccolta nel corso del semestre.

Dentro questi numeri convivono due movimenti opposti. Le sorgenti luminose calano, ed è un calo fisiologico: le lampade tradizionali sono uscite dal mercato da anni e i LED che le hanno sostituite durano molto più a lungo, quindi tornano a fine vita con lentezza. A compensare c’è la crescita dell’R4, spinta soprattutto dai conferimenti dell’utenza professionale. Un raggruppamento che si svuota, un altro che si riempie.

Il fotovoltaico come nuovo baricentro

La parte più consistente dell’R4 sono i pannelli solari dismessi. Il servizio dedicato ExtraVoltaico ne ha gestiti circa 315 tonnellate, più che raddoppiando rispetto alle 150 dello stesso periodo 2025, un +110%. Siamo all’anticipo di un’onda. I moduli installati durante il primo boom del solare stanno arrivando alla fine del loro ciclo tutti insieme. Le proiezioni europee stimano che i soli 27 stati membri accumuleranno tra 6 e 13 milioni di tonnellate di rifiuti fotovoltaici entro il 2040, con l’Europa destinata a diventare il secondo mercato mondiale del riciclo di pannelli. Chi oggi costruisce la filiera per intercettarli si prepara a un flusso che nei prossimi anni cambierà scala.

Dopo aver aperto la raccolta a tutti i RAEE, domestici e professionali, lo scorso maggio Ecolamp si è vista assegnare le prime 45 isole ecologiche per i raggruppamenti R1, R2 e R3, dedicati rispettivamente agli apparecchi del freddo e del clima, agli altri grandi bianchi, a televisori e monitor. Le isole hanno portato circa 15 tonnellate, a cui se ne aggiungono quasi 4 dell’ambito professionale. Un anno fa lo stesso perimetro valeva una tonnellata: oggi ne vale quasi 19. Per il secondo semestre la stima è di altre 80-100 tonnellate.

La geografia della raccolta

Sul territorio comandano il Nord e il Centro. La Lombardia resta prima con 494 tonnellate, oltre un terzo del totale nazionale, seguita da Veneto con 163 ed Emilia-Romagna con 125. In coda regioni come Molise e Basilicata, ferme a poche tonnellate: una distanza che ricalca da vicino la mappa industriale del paese.

In Europa il racconto cambia registro. Nel 2023 il tasso di raccolta dei RAEE nell’Unione Europea è sceso al 37,5%, dopo aver toccato il 48,6 nel 2019. La direttiva fissa l’obiettivo al 65% dal 2019 in poi, e nel 2022 solo tre stati membri, Bulgaria, Lettonia e Slovacchia, lo hanno raggiunto. Quasi metà dei RAEE generati sfugge ancora alla raccolta ufficiale. Non è un problema soltanto europeo: a livello globale, secondo il Global E-waste Monitor delle Nazioni Unite, nel 2022 si sono prodotti 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, l’82% in più rispetto al 2010, e appena il 22,3% è stato raccolto e riciclato correttamente. La corsa dei rifiuti va cinque volte più veloce di quella del riciclo.

Il dato non è passato inosservato a Bruxelles. Nel luglio 2025 la Commissione europea ha avviato una valutazione della direttiva RAEE per capire perché gli obiettivi restino fuori portata e come renderli più realistici. Il modello della responsabilità estesa del produttore, su cui si reggono i consorzi come Ecolamp, è al centro di quella revisione.

"I dati del primo semestre 2026 confermano la solidità del modello di raccolta di Ecolamp, complessivamente stabile rispetto allo stesso periodo dello scorso anno", commenta Fabrizio D’Amico, direttore generale del consorzio. "Inoltre continua a crescere il servizio ExtraVoltaico dedicato ai pannelli fotovoltaici a fine vita, che ha più che raddoppiato i volumi gestiti. Risultati che confermano come l’ampliamento della nostra attività risponda a un’esigenza concreta del mercato, permettendoci di contribuire in modo sempre più completo allo sviluppo dell’economia circolare."

Il semestre lascia Ecolamp con una raccolta stabile, un servizio fotovoltaico che raddoppia e tre nuovi raggruppamenti appena avviati. Restano da riempire le 80-100 tonnellate stimate per la seconda metà dell’anno e, sullo sfondo, il divario tra ciò che l’Europa raccoglie e ciò che si è impegnata a raccogliere.

 

In copertina: immagine Envato