Per quasi due decenni, un solo documento ha tenuto in piedi l’intero impianto normativo degli Stati Uniti sulla protezione del clima: l’endangerment finding, la “constatazione di pericolo” emessa nel 2009 dall’EPA, l’Environmental Protection Agency, l’Agenzia di protezione ambientale statunitense. Una dichiarazione che, nero su bianco, stabiliva ciò che la scienza ripeteva da anni: i gas serra minacciano la salute pubblica. Da quella constatazione sono discese tutte le regolazioni sulle emissioni dei veicoli, delle centrali elettriche, degli impianti petroliferi. Ora l’amministrazione Trump l’ha cancellata. E una coalizione di 17 organizzazioni sanitarie e ambientaliste ha deciso che questo non può restare senza risposta.

Il ricorso è stato depositato mercoledì 18 febbraio presso la Corte d’appello del Distretto di Columbia, il tribunale federale che storicamente si occupa delle controversie sulle regolazioni delle agenzie federali. La tesi dei ricorrenti è netta: la revoca dell’endangerment finding è illegale, viola il Clean Air Act e ignora quasi vent’anni di evidenze scientifiche consolidate. Non si tratta di un semplice rollback normativo, sostengono i legali della coalizione, ma del tentativo dell’EPA di rinunciare completamente alla propria autorità di regolamentare i gas serra provenienti dai veicoli a motore.

Le conseguenze dello smantellamento dell’endangerment finding

Le conseguenze, se la revoca dovesse reggere in tribunale, sarebbero profonde. L’eliminazione dell’endangerment finding cancella d’un colpo tutti gli standard federali sulle emissioni di gas serra per auto e camion, compresi quelli dell’era Biden che avrebbero dovuto produrre il più grande taglio alle emissioni di CO₂ nella storia statunitense.

Ma l’effetto a cascata potrebbe essere ancora più vasto: poiché l’endangerment finding del 2009 era stato utilizzato come base anche per le regolazioni sulle centrali elettriche e sugli impianti oil & gas, la sua cancellazione mina le fondamenta di un intero sistema di protezione climatica. Paradossalmente, secondo diversi giuristi, l’eliminazione della regolazione federale potrebbe riaprire la strada a cause di “public nuisance” (danno pubblico) contro le aziende inquinanti, una via legale che era stata bloccata proprio perché la Corte Suprema nel 2011 aveva stabilito che la regolazione delle emissioni spettava all’EPA.

La causa contro l’EPA

A promuovere l’azione legale è un fronte ampio e trasversale, che unisce il mondo della salute pubblica a quello ambientalista. Tra i ricorrenti figurano l’American Public Health Association, l’organizzazione di consumatori Public Citizen, l’American Lung Association, l’Alliance of Nurses for a Healthy Environment e Physicians for Social Responsibility, accanto a organizzazioni storiche della difesa ambientale come l’Environmental Defense Fund, il Natural Resources Defense Council, il Sierra Club e la Conservation Law Foundation. Rappresentati legalmente da Earthjustice, i querelanti hanno citato come convenuti l’EPA e il suo amministratore Lee Zeldin. L’atto impugnato è la regola finalizzata dall’EPA il 13 febbraio 2026, che revoca formalmente la determinazione del 2009.

Per comprenderne la portata, occorre risalire al 2007, quando la Corte Suprema, nella storica sentenza Massachusetts v. EPA, stabilì che l’anidride carbonica e gli altri gas serra sono “inquinanti atmosferici” ai sensi del Clean Air Act e ordinò all’agenzia di determinare, sulla base della scienza, se rappresentassero un pericolo per la salute. L’EPA lo fece nel 2009, riconoscendo che sei gas serra, tra cui CO₂, metano e protossido di azoto, minacciano la salute e il benessere delle generazioni presenti e future. Quella constatazione è rimasta intatta per 17 anni, attraverso amministrazioni di entrambi i partiti.

L’EPA di Trump, piuttosto che contestare frontalmente la scienza, ha scelto un approccio diverso nella regola finale: sostiene che il termine “inquinamento atmosferico” nel Clean Air Act si applichi solo a fenomeni con effetti locali o regionali, non globali, e che le emissioni dei singoli veicoli statunitensi non incidano “in modo materiale” sul cambiamento climatico globale. Argomenti che la Corte Suprema aveva già respinto nel 2007, come non mancano di sottolineare i ricorrenti. La National Academy of Sciences e la comunità scientifica hanno confermato, nei commenti pubblici alla proposta dell’agosto 2025, che le evidenze a sostegno dell’endangerment finding si sono semmai rafforzate negli ultimi 17 anni. Trump ha definito la revoca “la più grande deregolamentazione della storia americana”, mentre Zeldin ha chiamato l’endangerment finding “il Santo Graal dell’eccesso normativo federale”.

Il contenzioso climatico negli USA di Trump

Per l’azione globale contro i cambiamenti climatici, la posta in gioco è enorme. Gli Stati Uniti sono il più grande emettitore storico di gas serra al mondo. Smantellare la base giuridica delle regolazioni climatiche federali − proprio mentre il paese è già uscito dall’Accordo di Parigi per la seconda volta − invia un segnale devastante alla comunità internazionale. Se la più grande economia del mondo rinuncia non solo a regolare ma persino a riconoscere che i gas serra sono pericolosi, l’effetto sul negoziato climatico multilaterale e sugli impegni di riduzione delle emissioni di altri paesi potrebbe essere significativo.

Questa causa si inserisce in un panorama di contenzioso climatico senza precedenti negli Stati Uniti. Solo nel primo anno del secondo mandato Trump, il Sabin Center della Columbia Law School ha registrato 304 azioni di deregolamentazione in materia climatica. Il Center for Biological Diversity ha presentato 83 cause contro la seconda amministrazione Trump. I procuratori generali democratici di 22 stati e del Distretto di Columbia hanno depositato 71 ricorsi, vincendone 40 sui 51 già risolti.

Secondo il tracker di Just Security, individui, imprese, sindacati, università e amministrazioni locali hanno complessivamente avviato 554 procedimenti contro le azioni esecutive dell'amministrazione. In questo mare di cause, quella sull’endangerment finding si distingue perché colpisce il pilastro fondante dell’intera architettura normativa climatica statunitense: se cade quello, cade tutto il resto.

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In copertina: immagine Envato