Haiki+ archivia il 2025 con indicatori preliminari in forte crescita e rafforza il proprio posizionamento nella transizione ecologica e nell’economia circolare italiana con il nuovo Piano di sviluppo 2026-2028, presentato oggi, martedì 24 febbraio.
I ricavi 2025 si attestano a 304 milioni di euro, in aumento del 50% rispetto ai 204 milioni del 2024. L’EBITDA raggiunge 46 milioni di euro, anch’esso in crescita del 50% rispetto ai 31 milioni dell’esercizio precedente, con un margine stabile al 15%. L’incremento dei ricavi, pari a 100 milioni di euro, deriva per circa l’80% da operazioni di M&A, in particolare dall’acquisizione di Ecobat (ora Haiki Metals), mentre il restante 20% è attribuibile a crescita organica, trainata soprattutto da Haiki Mines.
Nel 2025 il gruppo ha gestito circa 825.000 tonnellate di rifiuti, segnando un +37% su base annua. Il 55% dei volumi è stato avviato a trattamento, di cui il 67% presso impianti interni. Oltre il 70% delle tonnellate trattate internamente, pari a circa 220.000 tonnellate, è stato recuperato sotto forma di materiali valorizzabili come piombo, carta, metalli e plastiche o tramite recupero energetico.
Il rapporto PFN/EBITDA si attesta a 2,4x, in aumento rispetto all’anno precedente per effetto di 46 milioni di euro di M&A non previsti nella guidance iniziale e 34 milioni di Capex destinati a nuovi impianti e ampliamenti di discarica. Il livello rimane comunque in linea con gli standard dell’industria ambientale.
Piano 2026-2028: focus su riciclo, innovazione e riduzione del debito
Il nuovo Piano industriale prevede ricavi in crescita fino a 380 milioni di euro al 2028, con un CAGR dell’8%, e un EBITDA pari a 68 milioni di euro, in aumento del 14% medio annuo. L’EBITDA margin è stimato al 18%, tre punti percentuali sopra il livello 2025.
Come ha spiegato l’amministratore delegato, Giovanni Rosti, la strategia si fonda su quattro direttrici: incremento delle performance di riciclo, innovazione tecnologica degli impianti, risposta alle vulnerabilità infrastrutturali nazionali e consolidamento della base finanziaria garantita dalle discariche. In Italia, persistono infatti gap strutturali nei settori plastiche, tessili e RAEE, con carenze impiantistiche che limitano la capacità di recupero domestica e aumentano la dipendenza dall’export dei rifiuti.
Dei 76 milioni di euro di crescita ricavi previsti nel triennio, l’80% sarà generato dallo sviluppo organico nel recupero materia attraverso maggiore saturazione impiantistica e miglioramento del mix industriale. Il restante 20% deriverà da nuovi progetti, tra cui un impianto per il riciclo tessile e l’Ecofactory dedicata al litio. Parallelamente, il business discariche vedrà una riduzione progressiva dei ricavi fino a 65 milioni nel 2028, coerentemente con l’evoluzione verso un modello più industriale e meno dipendente dallo smaltimento finale.
Investimenti e generazione di cassa
Il Piano prevede 56 milioni di euro di investimenti nel triennio 2026-2028. Oltre il 60% sarà destinato al mantenimento della capacità di smaltimento nelle discariche, mentre oltre il 20% riguarderà il revamping degli impianti Haiki Metals, con focus sul sito di Marcianise. Investimenti innovativi interesseranno Recycling e Haiki Electrics, anche con il supporto di progetti regionali.
La generazione di cassa operativa finanzierà sia il piano di investimenti sia il rimborso di 60 milioni di euro di debito. Il rapporto PFN/EBITDA è atteso in riduzione a 1,7x nel 2026 e fino a 0,6x nel 2028, delineando un percorso di progressivo deleveraging.
Dal 2021 al 2025 Haiki+ ha quadruplicato i ricavi, passando da 77 a 304 milioni di euro, e più che raddoppiato l’EBITDA da 20 a 46 milioni. Numeri che confermano l’intenzione del gruppo di tenere una traiettoria industriale orientata alla valorizzazione della materia, alla resilienza del sistema paese e alla creazione di valore sostenibile per stakeholder e territorio.
RM Editori srl società benefit e la testata Materia Rinnovabile sono di proprietà di Haiki+
In copertina: la sede Haiki+ di Milano
