Ci sono materiali “invisibili”, ma decisivi per l’industria europea. Tra questi c’è il neodimio, una terra rara essenziale per i magneti permanenti che alimentano motori elettrici, turbine eoliche e tecnologie strategiche. È su questo snodo che si colloca il memorandum d’intesa sottoscritto il 26 gennaio da Haiki+ e RarEarth, finalizzato allo sviluppo di progetti congiunti per la realizzazione di impiantistica dedicata al recupero del neodimio dai magneti permanenti provenienti dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).
L’obiettivo dell’accordo, come si legge nel comunicato stampa, “è valutare la creazione di una filiera italiana per il recupero, la valorizzazione e la potenziale produzione di nuovi magneti, contribuendo al rafforzamento dell’autonomia nazionale su materie prime critiche strategiche per la transizione energetica e digitale”.
L’accordo tra Haiki+ e RarEarth
L’accordo nasce dall’integrazione tra le competenze industriali di Haiki+, attiva nella gestione, nel trattamento e nella valorizzazione dei rifiuti e nello sviluppo di impiantistica per l’economia circolare, e il know-how tecnologico di RarEarth, società innovativa specializzata in processi avanzati per la produzione di magneti permanenti contenenti terre rare da materiale riciclato.
“Questo accordo si inserisce nel percorso di sviluppo industriale di Haiki+, orientato alla valorizzazione dei rifiuti come risorsa e al presidio di filiere strategiche per il Paese”, ha dichiarato Giovanni Rosti, Amministratore Delegato di Haiki+. “Il recupero di materie prime critiche dai RAEE rappresenta una leva chiave per rafforzare la competitività e la resilienza del sistema industriale nazionale”.
“La collaborazione con Haiki+ ci consente di mettere a fattor comune competenze tecnologiche e industriali per fare un passo decisivo verso una filiera delle terre rare più sicura, circolare e strategica per ltalia e l’Europa”, ha invece commentato Enrico Pizzi, CEO di RarEarth.
I target europei e gli obiettivi del memorandum
In Europa i volumi di rifiuti contenenti magneti permanenti sono infatti in aumento, mentre la stessa UE ha annunciato l’introduzione, a partire dall’inizio del 2026, di restrizioni all’esportazione dei rifiuti e rottami di magneti permanenti contenenti terre rare, con l’obiettivo di incentivare il riciclo all’interno dell’UE e ridurre la dipendenza da forniture extra-europee. Secondo le stime della Commissione europea, il riciclo potrebbe arrivare a coprire fino a circa il 20% dell’attuale domanda di magneti permanenti dell’Unione, pari a circa 20.000 tonnellate, in settori chiave come mobilità elettrica, difesa ed energie rinnovabili, anche grazie alla mobilitazione di ingenti risorse finanziarie a sostegno di progetti industriali e tecnologici in grado di garantire capacità produttiva nel breve termine.
Il memorandum prevede così l’avvio di un percorso di analisi tecnica e industriale per valutare soluzioni impiantistiche innovative dedicate al recupero di neodimio, approfondire le sinergie tra le competenze di Haiki+ e RarEarth e sondare modelli di collaborazione per lo sviluppo di progetti di economia circolare nel settore dei RAEE. Una fase esplorativa che però ha già una direzione chiara: tradurre gli obiettivi europei in capacità industriale.
In copertina: Giovanni Rosti, foto Haiki+
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