Dall’8 al 10 maggio 2026 torna a Venezia Pavè - Pedalando a Venezia, festival giunto alla quinta edizione che unisce narrazione, sostenibilità e mobilità dolce. L’iniziativa si configura come uno spazio di confronto multidisciplinare in cui riflettere sulle trasformazioni ambientali e sociali contemporanee, con un programma che intreccia cultura e territorio.

Il progetto, ideato dall’associazione La Velostazione Venezia APS, coinvolge ogni anno centinaia di partecipanti tra cittadini, professionisti e appassionati di ciclismo. Il format si basa su un approccio integrato che combina incontri culturali, esperienze sul campo e momenti di condivisione, contribuendo a diffondere modelli di mobilità a basso impatto ambientale. In un contesto come quello veneziano, caratterizzato da elevata fragilità ecosistemica, la promozione della mobilità attiva rappresenta uno strumento strategico per ridurre emissioni e pressione turistica.

Tra formazione, narrazione ed esperienza

L’edizione 2026 si sviluppa lungo tre direttrici principali. La prima riguarda la formazione, con una giornata dedicata a workshop e incontri tecnici ospitati presso M9 - Museo del Novecento. Qui professionisti e studiosi approfondiscono temi legati alla progettazione sostenibile, con il riconoscimento di crediti formativi per gli iscritti all’Ordine degli architetti.

La seconda dimensione è quella narrativa, con una serie di talk che coinvolgono scrittori, antropologi e attivisti. Attraverso linguaggi diversi, dalla letteratura al cinema, il festival propone una riflessione sui concetti di paesaggio, comunità e viaggio, stimolando un dibattito pubblico sempre più rilevante nel contesto della transizione ecologica.

Infine, la terza componente è esperienziale. Le pedalate previste domenica 10 maggio rappresentano il cuore dell’evento, con percorsi che attraversano laguna, fiumi e aree rurali. Sono previsti itinerari di 90 e 150 chilometri, con una partecipazione massima di circa 500 ciclisti, oltre a una prova endurance di 330 chilometri tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Un’offerta che intercetta la crescente diffusione del cicloturismo, settore che in Italia registra incrementi annui superiori al 15%.

Porto Marghera e la sfida della rigenerazione

Tra le novità più significative dell’edizione 2026 vi è lo spostamento degli eventi conclusivi a Porto Marghera, area simbolo della storia industriale del territorio. Qui verrà allestito il Pavè Village, punto di partenza delle escursioni ciclistiche.

La scelta non è solo logistica ma assume un valore strategico. Porto Marghera, storicamente legata alla produzione industriale, è oggi al centro di processi di riconversione e riqualificazione urbana. L’inserimento di eventi culturali e iniziative legate alla mobilità sostenibile contribuisce a ridefinire l’identità di questi spazi, promuovendo nuovi modelli di fruizione basati su lentezza e sostenibilità.

Il festival si inserisce inoltre in un quadro istituzionale ampio, sostenuto da enti pubblici e finanziato anche attraverso il Fondo unico nazionale del turismo 2026. Un segnale di crescente attenzione verso iniziative capaci di coniugare sviluppo territoriale, cultura e transizione ecologica.

 

In copertina: uno scatto dalla social ride 2025, foto di Pavé Venezia