Un progetto pensato per valorizzare il territorio, promuovere Bovino come meta di turismo sostenibile e contrastare il progressivo spopolamento dell’area anche grazie alla transizione ecologica: questi sono gli obiettivi di Bovino Innovation, iniziativa inserita nel progetto pilota Semi nel vento finanziato dal PNRR e attuato dal comune di Bovino. Inserito nel club de I borghi più belli d’Italia dell’Associazione nazionale comuni italiani e insignito della Bandiera arancione del Touring Club Italiano, Bovino è un suggestivo borgo di quasi tremila residenti nell’Appennino Dauno, in provincia di Foggia, in Puglia. Adagiato sulla sommità di un colle e circondato da boschi e uliveti, si trova in un contesto di grande valore naturalistico, caratterizzato dalla presenza di diversi Siti di interesse comunitario (SIC).

“Questo progetto è nato nell’ambito del Bando Borghi del PNRR ed è finalizzato a incentivare la promozione di Bovino come destinazione turistica sostenibile”, racconta a Materia Rinnovabile la sindaca Stefania Russo. “Nel nostro comune esiste già un certo flusso turistico, ma con questo progetto intendiamo rilanciare Bovino come una destinazione per un turismo differente, che apprezza gli aspetti paesaggistici, come i percorsi per il trekking, ma anche i giardini pensili da poco inaugurati vicino al Castello. Vogliamo far conoscere i nostri prodotti enogastronomici, come l’olio e i formaggi, lavorando per istituire il marchio DECO per alcune eccellenze tipiche del comune.”

Bovino Innovation e una visione condivisa di sostenibilità

Il progetto Bovino Innovation viene implementato da Casa Netural APS, impresa sociale di Matera che si occupa di valorizzazione territoriale e innovazione sociale nelle aree interne. È realizzato in collaborazione con la rivista Materia Rinnovabile, che ha spostato una parte della redazione nel borgo pugliese per organizzare incontri di formazione sulla transizione ecologica, sul turismo responsabile e per raccontare il territorio.

“L’obiettivo di questo progetto è di costruire, a partire dalle risorse già presenti, una destinazione turistica green fondata sulla valorizzazione culturale e orientata a un modello di sviluppo con la sostenibilità al centro”, spiega Andrea Paoletti, presidente di Casa Netural. “Promuovere una visione condivisa di sostenibilità all’interno della comunità significa coinvolgere attori pubblici e privati in un processo di co-progettazione. Il turismo sostenibile diventa un motore di sviluppo territoriale, capace di generare benefici diffusi e di rappresentare un elemento distintivo per il territorio.”

Nel 2025 Casa Netural ha realizzato a Bovino un progetto di residenze artistiche che ha coinvolto attivamente la comunità locale. Quattro artisti, suddivisi in due turni, hanno vissuto per un mese nel borgo con l’obiettivo non solo di sviluppare opere ma di costruire relazioni con i residenti, condividendo la quotidianità del luogo. Da questa esperienza sono nate diverse iniziative, come attività di teatro di comunità e installazioni artistiche (ad esempio, bandiere con testi letterari collocate in punti panoramici) in grado di raccontare l’identità e le peculiarità del territorio.

Tra gli incontri promossi da Casa Netural nell’ambito di Bovino Innovation è previsto anche un focus sulla creazione di una cooperativa di comunità, uno strumento associativo per diminuire lo spopolamento delle aree interne. Questo modello prevede che almeno nove soggetti, tra cittadini, imprese ed enti locali, collaborino per dar vita a una realtà capace di generare nuove opportunità.

“L’obiettivo del progetto è piantare semi che possano trasformarsi in occasioni di occupazione”, sottolinea la sindaca Russo. “La cooperativa potrebbe intervenire su diverse criticità locali, come il recupero del patrimonio immobiliare abbandonato o la valorizzazione di uliveti e vigneti incolti, contrastando il fenomeno dello spopolamento.” Bovino era infatti un comune di riferimento per tutta l’area per la sua posizione strategica e la ricchezza di risorse tra terreni agricoli, uliveti e fonti d’acqua, ma ha vissuto un progressivo spopolamento dall’inizio del Novecento, soprattutto nel centro storico, un tempo parte pulsante di un paese che negli anni Cinquanta contava oltre novemila residenti.

Le fragilità del territorio e la sfida di un turismo sostenibile

Bovino è situato in un’area di grande valore naturalistico e paesaggistico, ma presenta anche alcune criticità legate al rischio idrogeologico e agli incendi. In questo contesto opera l’associazione locale Protezione ambiente e tutela antincendio (PATA), impegnata nella salvaguardia del territorio. Fondata nel 1984, la PATA gestisce il sistema operativo comunale in convenzione con la regione e interviene sul territorio con diversi mezzi, tra cui camion antincendio e fuoristrada. L’associazione organizza azioni preventive, come la pulizia dei sentieri e dei torrenti, e realizza interventi di emergenza per ripristinare la viabilità dopo frane e allagamenti, come accaduto in seguito al passaggio del ciclone Erminio all’inizio di aprile 2026.

La prevenzione e la cura del territorio sono elementi fondamentali per una zona di grande valore paesaggistico, e anche da questi aspetti passa la promozione di Bovino come una destinazione sostenibile. Il comune ha organizzato per il weekend del 16 e 17 maggio un festival della sostenibilità, per far conoscere i percorsi escursionistici, le masserie didattiche e i prodotti enogastronomici locali.

“L’obiettivo è promuovere Bovino come una località sostenibile attenta all’ambiente”, sottolinea la sindaca Russo. “Insieme ai comuni di Troia e Orsara abbiamo istituito il centro di educazione alla sostenibilità, finanziato dalla regione Puglia, che organizzerà degli incontri sulla tutela dell’ambiente. Con l’Unione dei comuni dei Monti Dauni vogliamo realizzare un progetto di promozione turistica dell’intera area. Dobbiamo essere consapevoli che abbiamo un grande patrimonio: oggi il turismo è spesso gestito tramite il volontariato, ma l’obiettivo è trasformarlo in una risorsa economica e occupazionale.”

“A Bovino esistono diversi elementi di valore come il sistema museale, il borgo storico, alcuni parchi, oltre a produttori enogastronomici d’eccellenza, elementi tutt’altro che scontati in un piccolo paese”, conclude Paoletti di Casa Netural. “In questi centri il cambiamento culturale è spesso lento, però si può lavorare sul lungo periodo generando benefici per la comunità. In questi contesti non è semplice fare rete ma il lavoro di squadra è fondamentale nel settore turistico. Bovino ha degli aspetti da valorizzare, come l’autenticità, la bellezza storico-paesaggistica e un territorio poco esplorato: sono delle qualità importanti in un settore turistico che ha la tendenza a omologare i luoghi.”

 

In copertina: Bovino vista dal Castello. Foto di Anna Spinelli