Come dimostrano anche in questa estate critica, le ondate di calore sempre più intense e frequenti stanno modificando il modo in cui le città affrontano gli effetti del cambiamento climatico. Secondo le più recenti analisi di Copernicus e dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), l’aumento delle temperature e la maggiore intensità degli eventi estremi impongono nuove strategie di adattamento, capaci di tutelare soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione. In questo contesto prende forma un’iniziativa che amplia il concetto stesso di infrastruttura urbana: trasformare i luoghi della cultura in spazi di protezione climatica.

In occasione della Giornata europea in ricordo delle vittime della crisi climatica, mercoledì 15 luglio, Spazio Ilisso inaugura a Nuoro il primo rifugio climatico ospitato in un museo in Sardegna. L’iniziativa nasce dalla valorizzazione di due giardini del complesso museale già aperti gratuitamente al pubblico e pensati come luoghi in cui trovare refrigerio durante le ore più calde, ma anche socialità.

Il progetto, patrocinato dal comune di Nuoro e sostenuto dal Patto europeo per il clima e da EUCliPa, l'associazione che unisce cittadini e ambasciatori italiani del Patto europeo per il clima, è in realtà solo il punto di partenza di un progetto più ambizioso: costruire una rete regionale di rifugi climatici (attualmente insistente) che coinvolga il patrimonio culturale della Sardegna. A coordinarne la progettazione è EETRA, società benefit certificata B Corp specializzata in consulenza ESG, che ha l’incarico di definire criteri condivisi per la mappatura, la qualificazione e il monitoraggio degli spazi.

Una rete regionale per aumentare la resilienza urbana

Il concetto di rifugio climatico si sta consolidando in numerose città italiane ed europee come risposta agli impatti della crisi climatica. Barcellona e Parigi hanno sviluppato negli ultimi anni reti diffuse di edifici pubblici, biblioteche, parchi e centri civici accessibili gratuitamente durante le emergenze per il caldo. E anche in Italia emergono le esperienze di Bologna, Firenze, Roma ma anche Napoli. In Sardegna, invece, il comune di Sassari ha di recente attivato una rete composta da 22 rifugi distribuiti tra giardini, parchi, biblioteche e altri spazi pubblici.

L’obiettivo del progetto promosso da Spazio Ilisso è estendere questo approccio sul territorio regionale valorizzando quindi risorse già esistenti, anche perché, in una regione a forte afflusso turistico proprio nei mesi più caldi, poter offrire un tale servizio pubblico contribuirebbe alla resilienza urbana ma allo stesso tempo anche alla promozione del territorio e del patrimonio culturale.

“Mettere in rete i rifugi climatici della Sardegna significa dare struttura e continuità a qualcosa che il territorio già possiede: i suoi spazi verdi e culturali”, sottolinea infatti Michela Fancello, cofondatrice di EETRA ed EU Climate Pact Ambassador. “Il nostro lavoro è contribuire a costruire i criteri e gli strumenti che permettono di riconoscerli, qualificarli e collegarli in una rete capace di crescere nel tempo, a beneficio delle persone che vivono o che attraversano la nostra regione.”

Il museo come infrastruttura civica del futuro

Dal punto di vista socioculturale, il progetto di Spazio Ilisso amplia il ruolo tradizionalmente attribuito ai musei, che infatti, oltre alla conservazione delle collezioni e alla divulgazione, possono diventare infrastrutture civiche dedicate al benessere delle persone, offrendo servizi semplici ma essenziali in fase di caldo intenso.

In particolare, il museo nuorese metterà a disposizione della cittadinanza gratuitamente giardini ombreggiati, arricchiti di opere d’arte, con aree di sosta, libri consultabili, connessione wi-fi, punti di ricarica per telefoni e dispositivi elettronici, il tutto in u microclima creato e favorito dalla presenza di alberi secolari e specie botaniche rare. Un insieme di servizi che amplifica il concetto di rifugio climatico.

L’inaugurazione del 15 luglio, prevista alle ore 18, sarà poi accompagnata da incontri dedicati ai parchi storici della Sardegna, al ruolo della scuola come rifugio climatico e alle tecnologie digitali per la gestione di una futura rete regionale. L’ingresso è libero e gratuito ma è consigliata la prenotazione tramite il sito ufficiale dell’evento.

 

In copertina: foto di Spazio Ilisso via Wiki Commons