Gli appassionati di calcio si ricordano bene l’ultima Coppa del Mondo giocata negli Stati Uniti nel 1994, con la finale Italia-Brasile al Rose Bowl di Pasadena, il caldo asfissiante del luglio californiano e il rigore sbagliato di Roberto Baggio. Si giocò a mezzogiorno per esigenze televisive, con 36°C e il 70% di umidità. Faceva così caldo che nonostante la qualità tecnica dei giocatori in campo, la partita regalò pochissimo spettacolo, almeno fino ai rigori.

A 32 anni di distanza da quella torrida partita, gli Stati Uniti, questa volta insieme a Messico e Canada, tornano a ospitare un mondiale che si preannuncia letteralmente bollente, anche a causa di El Niño. Il fenomeno ciclico di surriscaldamento delle acque superficiali del Pacifico meridionale quest’anno potrebbe intensificare siccità, incendi, uragani e ondate di caldo tropicale a livelli mai registrati.

A partire da giovedì 11 giugno, il primo mondiale a 48 squadre si giocherà in 16 città, alcune delle quali potrebbero presentare condizioni climatiche estreme per le partite: oltre a New York, sono sotto osservazione Los Angeles, San Francisco, Kansas City, Philadelphia, Boston, Miami e, in Messico, Monterrey e Guadalajara. Se alcuni stadi indoor solitamente utilizzati per il football americano, come quelli di Atlanta, Dallas e Houston, possiedono l’aria condizionata, altri, come l’Estadio Guadalajara o il BBVA di Monterrey, saranno maggiormente esposti alle ondate di calore.

Le città e le nazionali più esposte al caldo

Secondo un'analisi di Bloomberg News basata su dati storici di temperatura e umidità nelle città ospitanti, il carico di calore non sarà distribuito uniformemente fra le squadre. La nazionale tunisina sarà la squadra più esposta al calore, seguita dalla Francia, finalista degli ultimi Mondiali. I giocatori dell’Uzbekistan dovrebbero invece stare più al fresco.
Il report si basa sulle temperature stimate del bulbo umido (WBGT - Wet Bulb Globe Temperature), che, coprendo il bulbo del termometro con un panno imbevuto d'acqua, simula il meccanismo di raffreddamento del corpo umano attraverso la sudorazione.

Anche secondo un recente studio pubblicato dall’Università di Belfast, nonostante le precauzioni prese dalla FIFA (orari serali, pause per rinfrescarsi durante le gare, stadi climatizzati), giocatori e tifosi devono aspettarsi un mondiale eccezionalmente caldo.
Il dottor Donal Mullan, ricercatore e climatologo della Queen's University di Belfast, ha dichiarato che molte sedi, in particolare Miami e Monterrey, ma anche Philadelfia, Kansas City, Boston e New York, ospiteranno partite in cui l'indice WBGT supererà i 28°C anche durante le gare serali. Si stima che 92 delle 104 partite potrebbero svolgersi in condizioni di elevato stress ambientale, con un impatto significativo sulle prestazioni dei giocatori.
“Da marzo, abbiamo assistito a temperature da record in diverse zone degli Stati Uniti. Il riscaldamento globale è una vera sfida. Come società, ne stiamo subendo le conseguenze in moltissimi ambiti della nostra vita. Per lo sport, sta rapidamente diventando un problema di salute pubblica”, ha detto Mullan al quotidiano Irish Time.

Timori e accorgimenti

Già la scorsa estate il caldo e soprattutto grossi temporali estivi hanno fatto sospendere alcune partite del Mondiale per club (a cui partecipano le squadre vincitrici dei tornei continentali) disputato negli Stati Uniti. Oltre a comportare rischi per la salute fisica e cali di concentrazione tra giocatori e addetti ai lavori, queste interruzioni danneggiano il ricco giro di denaro, tra diritti TV e sponsor: potrebbero influire negativamente sulla permanenza degli spettatori negli stadi, sugli ascolti e quindi sui ricavi pubblicitari.
Inoltre il protocollo per gli eventi sportivi all’aperto negli Stati Uniti è piuttosto severo: prevede di sospendere di almeno mezz’ora una partita se sono stati rilevati fulmini nel raggio circa 16 chilometri, e ogni volta che viene rilevato un fulmine, il conteggio riparte.

La FIFA, preoccupata dall’esperienza del Mondiale per club, ha introdotto all’interno del proprio regolamento accorgimenti inediti: le partite verranno divise in quattro tempi, vista la presenza di un hydration break (pausa acqua) di tre minuti al 22esimo del primo e del secondo tempo, e in tutte le partite all’aperto saranno presenti panchine climatizzate per allenatori e giocatori. La Federazione ha inoltre dichiarato di aver promosso sessioni di formazione sulla mitigazione del calore per i medici delle squadre e di aver collocato le gare programmate nelle fasce più calde della giornata in stadi coperti.

Acqua sì, ma la FIFA vieta le bottiglie riutilizzabili

Anche gli spettatori, specialmente chi consuma alcolici che accelerano la disidratazione, sono a rischio. Inizialmente la FIFA aveva invitato i tifosi a portare con sé bottigliette d'acqua all'interno degli stadi, dove saranno disponibili “sistemi di raffreddamento, come aree ombreggiate, sistemi di nebulizzazione e punti di distribuzione di bevande”.

Tuttavia, a una settimana dall'inizio della manifestazione, è arrivato il dietrofront: per motivi di sicurezza le bottiglie sono state proibite. La decisione ha però suscitato così tante polemiche e critiche da tifosi e politici che, alla fine, la FIFA ha modificato nuovamente il regolamento, vietando i contenitori di bevande riutilizzabili, ma consentendo le bottiglie monouso in plastica da mezzo litro. In barba alle sue strategie di circolarità.

 

In copertina: Mitch Rosen, Unsplash