Per capire che cosa contiene la legge di bilancio sul fronte dell'energia conviene partire dal portafoglio da cui escono i soldi. Gli oltre 14 miliardi che il Consiglio dei ministri ha destinato alla transizione energetica, alla sicurezza degli approvvigionamenti e al costo dell'elettricità arrivano dalla clausola nazionale di salvaguardia, la deroga con cui la Commissione europea permette agli stati di spendere in deficit fuori dai vincoli del Patto di stabilità e crescita. Funziona come un fido bancario con la causale già stampata sul modulo: per l'energia il margine arriva fino allo 0,3% del prodotto interno lordo all'anno, e il perimetro concordato con Bruxelles comprende rinnovabili, ferrovie, riqualificazione degli edifici e mobilità sostenibile, lasciando fuori i sussidi alle fonti fossili. Nella manovra da circa 26 miliardi approvata dal governo, il fido dell'energia vale circa 7,2 miliardi per il 2027 e una cifra analoga per il 2028.

Una parte di questi soldi, però, servirà a pagare spese già programmate. Secondo il Sole 24 Ore, circa 3,4 miliardi, quasi la metà dei 7,2 previsti per il 2027, andranno a coprire misure che il governo aveva finora finanziato con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Spostandoli sul deficit autorizzato dall'Europa, il governo libera spazio nel bilancio ordinario per altri interventi, con un gioco di sponda simile a quello già fatto l'anno scorso con la rimodulazione del Piano.

Alle imprese più di due quinti del pacchetto

La fetta più grande va al sistema produttivo, che riceve oltre sei miliardi: 2,5 alle aziende energivore e 3,53 alle piccole e medie imprese che energivore non sono. Il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (MASE) vincola i benefici a interventi di decarbonizzazione e allo sviluppo di nuova capacità rinnovabile. Dentro questa voce trova posto un nuovo Energy Release riservato alle piccole e medie imprese, con una dote di un miliardo, accanto alla conferma di quello già attivo per gli energivori. Il meccanismo somiglia a un prestito che si restituisce in chilowattora: il Gestore dei servizi energetici (GSE) anticipa alle aziende elettricità rinnovabile a prezzo calmierato, e le aziende la rendono costruendo nuovi impianti che, secondo le regole già in vigore, devono entrare in funzione entro 40 mesi dalla firma e produrre almeno il doppio dell'energia ricevuta.

Sul fronte della generazione energetica, 1,2 miliardi sosterranno circa 3 gigawatt di nuovo fotovoltaico, una spesa pubblica che equivale a circa 40 centesimi per ogni watt installato. Altri 800 milioni servono a recuperare la capacità degli invasi idroelettrici, che con gli anni si riempiono di sedimenti e trattengono meno acqua di quanta ne fossero capaci in origine. Al biometano vanno 700 milioni di contributi agli investimenti, affiancati da incentivi alla produzione, con l'obiettivo dichiarato di sostituire gas fossile e risparmiare alle imprese gli oneri del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS), il mercato in cui chi inquina paga ogni tonnellata di anidride carbonica rilasciata. Dopo le imprese, la voce più pesante è la rete ferroviaria, con oltre 5 miliardi per sicurezza e sviluppo tecnologico, più di un terzo dell'intero pacchetto.

Agli edifici pubblici è destinato un miliardo e mezzo: 600 milioni per ospedali e strutture sanitarie, 650 milioni per circa 700 scuole, con una copertura che può arrivare all'intero costo dell'intervento e una media di oltre 900.000 euro per istituto, e 250 milioni per università, impianti sportivi, centri di ricerca e istituzioni dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM). La presidente del Consiglio ha spiegato che il target è portare climatizzatori e pompe di calore in tutte le scuole italiane, con erogazioni che partiranno dal 2028. "Il nostro obiettivo è coniugare sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e competitività", ha dichiarato il ministro Gilberto Pichetto Fratin.

Anche il settore energetico contribuisce alle coperture. Alle società dell'energia il governo chiede circa 700 milioni in più, da sommare al contributo già previsto per finanziare il decreto bollette, il cui secondo capitolo, con il tetto temporaneo al prezzo del gas usato nelle centrali termoelettriche, è stato rinviato a un prossimo Consiglio dei ministri. Meloni ha attribuito lo slittamento a verifiche tecniche e ha annunciato una proroga del mercato tutelato.

Case ed efficienza, le aliquote restano dove sono

Per il patrimonio edilizio privato la manovra congela il quadro attuale: la detrazione resta al 50% per l'abitazione principale e al 36% per gli altri immobili, evitando la discesa al 36 e al 30% che sarebbe scattata automaticamente dal 2027. Sull'ecobonus al 65% per la prima casa, ipotesi rilanciata nelle settimane scorse dal viceministro dell'economia Maurizio Leo, i comunicati del governo tacciono, e la risposta arriverà con il testo che approda alla Camera.

Sull'efficienza degli edifici, intanto, Bruxelles ha fatto sentire la sua voce su un altro tavolo. Rispondendo a un'interrogazione degli eurodeputati del Movimento 5 Stelle, la Commissione europea ha confermato di aver trasmesso all'Italia osservazioni ufficiali sul Piano sociale per il clima, il documento con cui il governo spiega come intende spendere i 9,35 miliardi del Fondo sociale per il clima previsti tra il 2027 e il 2032, circa 1,3 miliardi l'anno. Il piano italiano finanzia la sostituzione di infissi e impianti di riscaldamento e lascia fuori il cappotto termico, giudicato troppo costoso. La Commissione richiama il principio dell'“energy efficiency first”, secondo cui l'energia più economica è quella che si smette di disperdere, e quello della neutralità tecnologica. Installare una caldaia nuova in una casa con le pareti fredde equivale a montare un motore più potente su una barca che imbarca acqua.

La nona proroga per Plastic e Sugar Tax

Sul versante dell'economia circolare la notizia arriva sotto forma di rinvio. Plastic tax e Sugar tax slittano di altri sei mesi, dal 1° gennaio al 1° luglio 2027. Il vicepremier Antonio Tajani l'ha presentata in conferenza stampa come un segnale rivolto alle imprese, e pochi giorni prima, all'assemblea di Federchimica, si era detto favorevole a un rinvio di un anno intero.

Le due imposte nascono con la legge di bilancio 2020 del secondo Governo Conte. La prima vale 45 centesimi per ogni chilo di plastica contenuta nei manufatti con singolo impiego, i cosiddetti MACSI, la seconda 10 euro per ettolitro di bevanda zuccherata pronta e 25 centesimi al chilo per i prodotti da diluire. In sei anni nessuna delle due ha incassato un euro. L'Osservatorio sui conti pubblici italiani dell'Università Cattolica ha contato otto proroghe per la Plastic Tax e sette per la Sugar Tax, decise da governi e maggioranze di ogni colore. Il solo rinvio previsto dalla manovra dell'anno scorso è costato all'erario 73 milioni di gettito mancato per la Plastic Tax e 372 per la Sugar Tax. Il gettito della tassa sulla plastica, osservano diversi analisti, potrebbe compensare almeno in parte il contributo che l'Italia versa all'Unione Europea sugli imballaggi in plastica non riciclati.

Auto e campi, i criteri della manovra

Diventa strutturale l'esenzione dal bollo per le auto fino a 80 kilowatt e per le moto, una platea pari a circa il 70% dei veicoli in circolazione. Il criterio scelto è la potenza del motore. Durante l'esame del Decreto bollo auto, Forza Italia aveva proposto di alzare la soglia a 85 kilowatt per i soli veicoli Euro 6, legando così l'esenzione alla classe ambientale, ma l'emendamento è stato ritirato.

Per l'agricoltura, la manovra conferma con un miliardo le agevolazioni sul gasolio agricolo, una voce che il perimetro della clausola europea, chiuso ai sussidi fossili, non avrebbe potuto accogliere. Al credito d'imposta per l'Agricoltura 4.0, prorogato fino al 2029, vanno 160 milioni. Federacma, la federazione dei commercianti di macchine agricole, calcola che con un'aliquota del 40% la dote potrebbe muovere circa 400 milioni di investimenti, una cifra che giudica insufficiente dopo un 2026 in cui l'incentivo è rimasto bloccato e i concessionari hanno perso quasi un anno di fatturato. Il rinnovo di un parco macchine ancora vecchio, sostiene l'associazione, ridurrebbe insieme consumi, emissioni e infortuni.

Il testo comincia ora il suo percorso alla Camera. Molte delle misure fiscali portano la scadenza al 31 dicembre 2027 e consegnano al prossimo governo la scelta di rinnovarle, con un conto di almeno 6 miliardi. Per rendere spendibili i 14 miliardi dell'energia serve invece un passaggio europeo: l'attivazione della clausola per l'Italia è in calendario all'ECOFIN del 10 novembre.

 

In copertina: da sinistra: Tajani, Meloni, Salvini e Giorgetti in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri illusrano la manovra di bilancio © Palazzo Chigi