
Ventiquattro padiglioni, 125.000 metri quadrati espositivi, 1.056 aziende espositrici di cui 315 dall’estero. Sono i numeri con cui Key – The Energy Transition Expo 2026 si prepara ad aprire i battenti a Rimini, segnando la quarta edizione autonoma della manifestazione dedicata alla transizione energetica. Numeri che, secondo Alessandra Astolfi, Global Exhibition Director Green & Technology division di Italian Exhibition Group, fotografano uno stato di salute dinamico del settore, in Italia e non solo.
“Il 2025 è l’anno in cui, a livello globale, le rinnovabili hanno superato il carbone. E la tecnologia più competitiva, rapida da installare e scalabile resta il fotovoltaico”, spiega Astolfi. Non a caso il solare – in tutte le sue declinazioni, dallo storage all’agrivoltaico – sarà protagonista con nuove aree dedicate, insieme a sistemi di monitoraggio, software e applicazioni di intelligenza artificiale per la gestione degli impianti.
Tante le novità. Innanzitutto, il padiglione riservato agli EPC contractor (Engineering, Procurement and Construction) e quello per la finanza. Un segnale preciso: la partita non si gioca più solo sull’innovazione tecnologica, ma sulla capacità di rendere cantierabili e finanziabili gli impianti utility scale. “Senza strumenti finanziari adeguati, i cantieri rischiano di fermarsi. Il tema dei tempi e della certezza degli investimenti è centrale”, puntualizza Astolfi. Si parte subito il 3 marzo al Palacongressi di Rimini con KEY CHOICE, la piattaforma per chi vuole sviluppare il mercato dei PPA, i power purchase agreement, in Italia.
Accanto a solare ed eolico, KEY investe con decisione sull’efficienza energetica, a cui sono dedicati due padiglioni e due rapporti di approfondimento, realizzati con Federcostruzioni e con il supporto tecnico-scientifico di ENEA. L’efficienza, sottolinea Astolfi, è “un target trasversale, difficile da confinare in un solo spazio”, ma determinante per centrare gli obiettivi di decarbonizzazione.
Una posizione ben esemplifica dalla prima demo experience di Key – The Energy Transition Expo: una “casa green” prototipo, ambiente smart in cui impiantistica, qualità dell’aria e materiali dialogano in un unico ecosistema integrato. Un laboratorio concreto di ciò che significa integrare tecnologie e comfort abitativo.
Key, piattaforma europea e mediterranea, non solo italiana
Sul piano del posizionamento internazionale, KEY punta a distinguersi rispetto ad altri grandi appuntamenti europei più verticali – come Intersolar a Monaco per il fotovoltaico o Wind Hamburg per l’eolico – scegliendo un approccio sistemico. “Abbiamo deciso di abbracciare l’intera transizione energetica. Le tecnologie sono complementari e cambiano a seconda dei territori e dei fabbisogni”, spiega Astolfi. E la transizione non si fa con le aziende di un solo paese. “Per questo vogliamo rafforzare il nostro profilo europeo e guardare sia all’area mediterranea che a quella asiatica, se la Cina ha sempre avuto una grande presenza, la novità sono le delegazioni dell’India e dalla Turchia. Una scelta coerente con il dibattito sulle politiche industriali europee, dal Net-Zero Industry Act al Critical Raw Materials Act, e con la necessità di consolidare una filiera continentale delle tecnologie pulite.”
In questa prospettiva nasce l’Africa Investment Hub, dedicato alla cooperazione economica con paesi come Egitto, Algeria, Marocco, Tunisia, Costa d’Avorio, Senegal e Sudafrica. L’obiettivo è favorire il matching tra imprese italiane ed europee e mercati in forte crescita demografica e industriale, in collaborazione con il Ministero degli affari esteri, ICE e associazioni di settore. “L’Africa ha materie prime, spazio e un fabbisogno energetico crescente: è un interlocutore strategico.”
Politica, regolazione e industria: il dialogo necessario
In un momento segnato dal dibattito sul Decreto energia, KEY si conferma anche piattaforma di confronto istituzionale. È prevista la presenza del ministro Gilberto Pichetto Fratin, di parlamentari e ambasciatori di vari governi, vertici di GSE ed ENEA, oltre a rappresentanti della Commissione europea.
Di particolare rilievo la partecipazione dell’International Energy Agency (IEA), che presenterà in anteprima a KEY parte di uno studio sulla decarbonizzazione prima del lancio ufficiale a Roma. Per Astolfi, “è un segnale importante: KEY viene riconosciuta come appuntamento europeo di riferimento”.
Per avere uno spaccato della situazione, anche a seguito dell’ultimo Decreto energia, sarà da seguire, il 4 marzo, l’evento inaugurale con le associazioni di settore e la presentazione di un rapporto sulle criticità per il raggiungimento dei target di decarbonizzazione, con un confronto diretto tra industria e istituzioni.
“Siamo in una fase di grande accelerazione della transizione, con nuove grandi opportunità in Asia e l’Africa, e l’Europa che non intende rallentare sull’energia”, conclude Astolfi. “Key è il place to be per essere a centro di questa trasformazione.”
In copertina: immagine Envato
