A fine gennaio il Greenhouse Gas (GHG) Protocol ha presentato il Land Sector and Removals Standard (LSR), introducendo per la prima volta una metodologia globale coerente per la contabilizzazione delle emissioni di gas serra e degli assorbimenti di CO₂ legati all’agricoltura e all’uso del suolo. Uno strumento a lungo atteso dalle aziende, che potranno ora includere nei propri inventari Scope 1 e Scope 3 sia le rimozioni naturali sia quelle tecnologiche, come la cattura diretta della CO₂ dall’aria o la cattura del carbonio fossile con stoccaggio geologico.

Una lacuna nella rendicontazione climatica

Agricoltura e cambiamento dell’uso del suolo sono responsabili di circa un quarto delle emissioni globali, ma fino a oggi le imprese non disponevano di un metodo credibile per riportare in modo completo sia le emissioni di gas serra sia le rimozioni di CO₂ associate al settore. Il nuovo LSR Standard colma questa lacuna, fornendo requisiti chiari e condivisi per la contabilità climatica degli impatti del land sector e introducendo robuste garanzie per le aziende che scelgono di contabilizzare le rimozioni, naturali o tecnologiche, nei propri inventari GHG.

“Uno dei maggiori punti ciechi della rendicontazione climatica aziendale è stato finora il settore dell’uso del suolo”, sottolinea Dominic Waughray, vicepresidente esecutivo del World Business Council for Sustainable Development (WBCSD). “Questo standard riduce gran parte di quell’incertezza, offrendo un riferimento riconosciuto a livello globale per misurare gli impatti dell’agricoltura con lo stesso rigore applicato ai consumi energetici.”

Integrità, qualità dei dati e tracciabilità

Lo standard nasce dalla consapevolezza che il raggiungimento degli obiettivi climatici richiederà non solo una profonda riduzione delle emissioni, ma anche rimozioni di CO₂ credibili. Per questo stabilisce criteri stringenti: migliore qualità dei dati, contabilizzazione dell’intero ciclo di vita e trasparenza sulla durata dello stoccaggio del carbonio nel tempo.

Un elemento di particolare rilievo riguarda lo Scope 3: questo è infatti il primo standard del GHG Protocol a introdurre requisiti di tracciabilità per le emissioni legate all’uso del suolo lungo la catena del valore. Le aziende potranno così coinvolgere i fornitori nella riduzione delle emissioni e nell’aumento delle rimozioni, prevenendo al contempo fenomeni di doppio conteggio, greenwashing e altre pratiche fraudolente.

Un processo di sviluppo lungo e inclusivo

Il Land Sector and Removals Standard entrerà in vigore il 1° gennaio 2027, lasciando alle imprese il tempo necessario per prepararsi. È il risultato di un processo di sviluppo durato cinque anni, rigoroso, trasparente e inclusivo, basato su un’ampia consultazione globale che ha coinvolto aziende, governi, comunità scientifica e società civile.

Alcuni numeri danno la misura del lavoro svolto: oltre 300 revisori esterni, 138 esperti internazionali coinvolti in gruppi di lavoro tecnici e workshop, 96 aziende impegnate in test pilota e più di 4.000 commenti pubblici, analizzati e recepiti dal segretariato del GHG Protocol. La nuova metodologia è pensata per aziende di qualsiasi dimensione, che si collocano in qualsiasi punto della catena del valore: quelle che vorranno conformarsi al quadro volontario del GHG Protocol dovranno quindi seguire lo standard LSR.

“Fornendo questo quadro scientifico collaudato, il GHG Protocol sta dotando le imprese di metodi credibili per monitorare i progressi e dimostrare il proprio impatto, dai grandi produttori alimentari ai rivenditori di abbigliamento, fino alle startup attive nella rimozione del carbonio”, afferma Craig Hanson, Managing Director of Programs del World Resources Institute. “Questo rafforza la fiducia necessaria per investire in pratiche di gestione sostenibile del territorio.” E ancora: insieme alla collaborazione con ISO, “questa rappresenta un’altra pietra miliare per l’obiettivo del GHG Protocol di promuovere il miglioramento e l’armonizzazione globale della contabilità dei gas serra, come parte del piano d’azione stabilito alla COP30”.

Leakage agricolo e carbonio forestale

Nel rispetto della governance del GHG Protocol, due temi particolarmente complessi sono stati sottoposti alla valutazione dell’Independent Standards Board: il leakage agricolo, ovvero le emissioni generate dallo spostamento delle produzioni al di fuori delle filiere aziendali, e la contabilità del carbonio forestale.

Nel primo caso lo standard prevede che le aziende esposte a un elevato rischio di leakage debbano contabilizzare e rendicontare separatamente tali impatti. Per quanto riguarda invece il carbonio forestale, considerata la complessità scientifica e operativa del tema, si è deciso di non includerlo in questa prima versione dello standard. Il GHG Protocol avvierà una Request for Information per raccogliere contributi e valutare un futuro aggiornamento, che sarà preceduto da ulteriori test sul campo. Con il lancio del Land Sector and Removals Standard si compie quindi un nuovo passo verso l’armonizzazione globale della contabilità dei gas serra, rafforzando credibilità, coerenza e comparabilità della rendicontazione climatica aziendale.

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In copertina: immagine Envato