Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente, oggi in Europa viene riciclato solo il 46% dei rifiuti. Il resto, se non finisce in discarica, viene spedito in Paesi terzi, dove molto spesso non ci sono le infrastrutture di riciclo che possono trattare adeguatamente i rifiuti.

Secondo i dati della Commissione europea, le esportazioni di rifiuti sono aumentate del 75% dal 2004, una percentuale troppo alta che non coincide con i piani sull’economia circolari previsti dall’Unione. La Waste Shipment Regulation, approvata definitivamente dal Consiglio europeo lunedì 25 marzo, ambisce proprio a evitare che i Paesi in via di sviluppo diventino le discariche degli europei.

Si conferma quindi vietata l’esportazione di rifiuti di plastica verso paesi non OCSE, e in generale l’export di rifiuti per lo smaltimento in un altro Paese dell'UE sarà consentito solo in via eccezionale. Le spedizioni di rifiuti per il riciclo dovranno soddisfare severi requisiti di notifica, consenso e informazione preventiva. Tutte queste stringenti procedure saranno monitorate da una piattaforma elettronica che digitalizzerà lo scambio di dati e informazioni, rendendo più trasparente il sistema.

La presidente dell'Associazione europea per la gestione dei rifiuti, Claudia Mensi, ha dichiarato che le implicazioni sui riciclatori nazionali sono diverse. L’Europa dovrà investire per aumentare la capacità di riciclo e sviluppare un mercato sostenibile di domanda e offerta per le materie prime seconde, ovvero la materia riciclata.

 

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