STEP by Pollutec è un nuovo evento della durata di due giorni che debutterà al Paris Expo Porte de Versailles il 1° e 2 dicembre 2026, sviluppato da RX France come piattaforma specializzata a complemento di Pollutec, la sua fiera di punta dedicata all’ambiente nella città di Lione. Dal punto di vista dei visitatori, è progettato per i decisori industriali e territoriali che necessitano di soluzioni pratiche per ridurre i costi, garantire le risorse, decarbonizzare le operazioni e rafforzare la resilienza.

Basato su due pilastri fondamentali – la decarbonizzazione e l’economia circolare – il programma di STEP si articola attorno alla geopolitica, alla sicurezza delle risorse e alla resilienza industriale europea, facendo così eco alle priorità definite nel rapporto Draghi, nella Bussola per la competitività dell’UE, nel Clean Industrial Deal e nel prossimo Circular Economy Act. La presidente onoraria Brune Poirson e relatori quali Janez Potočnik e Antoni Ballabriga di BBVA saranno i protagonisti della prima edizione.

Anne-Manuèle Hébert è alla guida di Pollutec dal 2023 e quest’anno assume un nuovo incarico: direttrice del lancio di STEP by Pollutec. Abbiamo discusso con lei del motivo per cui la transizione ecologica necessitasse di un secondo evento, più mirato, ad affiancare la fiera di Lione, fiore all’occhiello di RX France.

 

Qual è stata la logica alla base del lancio di STEP?

Il contesto è cambiato. Il cambiamento climatico, la dipendenza dalle materie prime e dall’energia, la necessità di sovranità industriale e di competitività sono stati alla base di un nuovo scenario imprenditoriale. La transizione ecologica, un tempo percepita come un vincolo, è oggi una leva per rispondere a queste sfide urgenti. La decarbonizzazione e l’economia circolare sono parte della risposta. Le industrie non hanno più bisogno di scegliere tra trasformazione, efficienza e sovranità. La sfida consiste nel trovare il giusto equilibrio. È proprio questo il senso profondo che attribuiamo al lancio di STEP.

Perché proprio questi due pilastri, decarbonizzazione e circolarità, anziché altri?

Questa trasformazione rappresenta un cambiamento radicale del modo di produrre: i rifiuti non si limitano a rimanere rifiuti, e la scarsità delle risorse ora è compresa a ogni livello. L’elettrificazione e la decarbonizzazione costituiscono la missione di ogni settore, sino alle autorità locali. È questo il motivo dietro alla nostra scelta.

Per chi è pensato STEP?

Il nostro scopo è riunire l’intera catena del valore di decarbonizzazione e circolarità: fornitori di soluzioni, consulenti, istituti di credito, assicurazioni, enti ufficiali. Non esiste un unico profilo, c’è però un criterio comune: la necessità di sfruttare la trasformazione ecologica per acquisire maggiore solidità. Ci piace questa parola: è un connubio tra efficienza e resilienza, oggi come negli anni a venire.

Il programma è incentrato su “geopolitica e gestione strategica delle risorse” e “rafforzamento della resilienza europea”: temi strettamente legati alle priorità definite nella relazione Draghi, nella Bussola per la competitività, nel Clean Industrial Deal e nella Circular Economy Act. Cosa possono aspettarsi i partecipanti?

Il panorama politico è cambiato dai tempi del Green Deal e occorre un aggiornamento. Parleremo della legge sull’economia circolare, che ritengo fondamentale per la sovranità industriale europea, e della dipendenza energetica dell’Europa. Inoltre, stiamo attualmente concentrando la nostra attenzione sull’acqua, non solo come risorsa ecologica ma anche come risorsa industriale. L’estate appena trascorsa ci ha fornito un motivo in più per inserirla nel programma.

Come è strutturato il programma dei due giorni?

Il primo giorno sarà incentrato sul quadro generale: la politica europea e la situazione geopolitica alla base. Il secondo giorno sarà interamente dedicato a casi di studio sulla decarbonizzazione o sull’economia circolare, selezionati in quanto replicabili. Chiunque partecipi, come visitatore o espositore, potrà incontrare gli stakeholder giusti per rafforzare la propria strategia di resilienza industriale. Per la prima edizione, prevediamo oltre duecento espositori e da 5.000 a 7.000 partecipanti. La varietà è più importante dei numeri: espositori che operano nei settori della decarbonizzazione e dell’economia circolare, visitatori provenienti dalle amministrazioni locali, dall’ecosistema ecologico e dall’industria stessa.

Come differisce STEP da Pollutec, la vostra fiera di punta?

Pollutec è una fiera pensata per chi sa già di aver bisogno di una soluzione settoriale: gestione dei rifiuti, trattamento delle acque, energia. L’approccio di STEP è diverso: parliamo di trasformazione ecologica non come obiettivo ma come strumento, attraverso un approccio intersettoriale. Ci rivolgiamo a chi non è esperto di trasformazione, come i professionisti della produzione, degli acquisti, della finanza e della responsabilità sociale d’impresa (CSR), ma anche ai dirigenti di alto livello, la cui missione è migliorare, spesso a costi inferiori e in modo più sostenibile.

Quindi si tratta davvero della competitività di cui parlava Mario Draghi.

Esattamente. Il suo rapporto è una grande opportunità per i settori impegnati nella trasformazione ecologica, perché il cambiamento di mentalità richiesto ai governi e alle aziende è esattamente ciò che porta al cambiamento.

Le fiere incentrate sul concetto di sostenibilità non sono sempre altrettanto sostenibili. Cosa sta facendo STEP per gestire la propria impronta ecologica?

STEP è organizzato da RX, azienda impegnata nel raggiungimento delle zero emissioni nette entro il 2040 in tutte le proprie fiere. Investiamo nella riduzione dei rifiuti e, quando non possibile, nel loro riciclo o upcycling, collaborando con associazioni del settore alimentare e dei materiali. Le bottiglie d’acqua in plastica monouso sono state eliminate e sostituite da fontanelle, incoraggiamo i partecipanti a viaggiare in treno e, a partire da Pollutec 2023, non viene più utilizzata la moquette. In RX disponiamo di un team dedicato alla sostenibilità e, certamente, saremo lieti di essere valutati dai partecipanti in base ai nostri stessi criteri, in modo adeguato e con il coinvolgimento del nostro direttore della sostenibilità.

 

In copertina: Anne-Manuèle Hébert