
L’amministrazione Trump ha lanciato l’ennesimo assalto al diritto internazionale e alla lotta contro il cambiamento climatico. Con una mossa gravissima e senza precedenti, mercoledì 7 gennaio il segretario di stato Marco Rubio ha annunciato il ritiro degli USA dal Un Framework Convention on Climate Change (UNFCCC), la convenzione quadro sui cambiamenti climatici firmata nel 1992 a Rio e che conta tra i suoi membri tutti i paesi del mondo. Oltre che dall’UNFCCC gli USA si sono ritirati da 66 organizzazioni internazionali, incluso l’IPCC, il panel intergovernativo sui cambiamenti climatici.
“Quello che era iniziato come un quadro pragmatico di organizzazioni internazionali per la pace e la cooperazione si è trasformato in una vasta architettura globale, spesso dominata da un'ideologia progressista e distaccata dagli interessi nazionali”, ha detto il segretario di stato Marco Rubio. “Il presidente Trump è chiaro: non è più accettabile donare a queste istituzioni il sangue, il sudore e le risorse economiche del popolo statunitense, con poco o nulla da mostrare in cambio”, ha aggiunto Rubio in una nota. “I giorni in cui miliardi di dollari di denaro dei contribuenti fluivano verso interessi stranieri a spese del nostro popolo sono finiti.” E ancora: “Molti di questi organismi promuovono politiche climatiche radicali, governance globale e programmi ideologici che sono in conflitto con la sovranità e la forza economica degli Stati Uniti”, si legge in una nota informativa della Casa Bianca.
Nella lista delle organizzazioni da cui gli USA sono usciti figurano anche l’International Union for Conservation of Nature (l’equivalente dell’IPCC per la biodiversità), UN-Water, International Renewable Energy Agency (IRENA), Intergovernmental Forum on Mining, Minerals, Metals, and Sustainable Development, tra le più rilevanti.
Molte organizzazioni ambientaliste sono insorte. “Altro che miliardi spesi con scarsi risultati. Il solo Accordo di Parigi dell'UNFCCC ha ridotto il riscaldamento previsto entro il 2100 da 3,6 °C a 2,7 °C grazie alla cooperazione internazionale sul clima”, scrive 350.org in un comunicato. Proprio questa settimana si tiene l’anniversario dei devastanti incendi boschivi di Los Angeles, resi ancora più violenti dalle condizioni climatiche estreme, che hanno costretto centomila statunitensi ad abbandonare le proprie case. Un promemoria che dovrebbe servire a ricordare al presidente degli Stati Uniti cosa significa il caos climatico per i propri cittadini.
Una ferita senza precedenti
Istituita nel 1992, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici è il trattato che definisce il quadro giuridico per i negoziati internazionali volti ad affrontare il cambiamento climatico. Nell'ambito del trattato, ogni anno le nazioni si riuniscono per definire come rallentare collettivamente il riscaldamento dell'atmosfera terrestre, causato principalmente dalla combustione di carbone, petrolio e gas.
Una volta che gli Stati Uniti saranno fuori dal trattato, potrebbe essere difficile ritornarvi. Non è chiaro se un futuro presidente potrebbe facilmente rientrare nel trattato, oppure servirebbe una nuova ratifica dal Senato degli Stati Uniti che richiederebbe i due terzi dei voti, compito difficile nell'attuale contesto politico polarizzato, animato dai reazionari clima-negazionisti repubblicani.
Secondo Savio Carvalho, dell’associazione per il clima 350.org, “gli Stati Uniti si stanno dando la zappa sui piedi diventando l'unico paese al mondo che non vuole partecipare alla grande corsa dell'umanità per salvare il pianeta e le generazioni future. Le energie rinnovabili stanno rapidamente trasformando l'economia globale. Allontanarsi dall'UNFCCC nel disperato tentativo di aggrapparsi a un'era dei combustibili fossili ormai al tramonto non porterà forza economica, ma debolezza e isolamento. Questo non fermerà gli oltre ottanta paesi che alla COP30 ci hanno dimostrato di essere determinati a tracciare una tabella di marcia per un futuro senza combustibili fossili”.
Ancora incerte le reazioni di Wall Street e del settore energetico. Una cosa è sicura: la nuova dottrina MAGA di Trump è solo all’inizio della rivoluzione copernicana che gli USA vogliono imprimere al diritto e alle organizzazioni internazionali, attaccando soprattutto la transizione ecologica.
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In copertina: Marco Rubio fotografato da Freddie Everett, foto ufficiale del Dipartimento di stato, via Flickr
