Questo articolo fa parte del canale tematico The Social and Governance Observer, in collaborazione con Trentino Sviluppo. Iscriviti alla newsletter su LinkedIn

La Provincia autonoma di Trento, con il supporto di Trentino Sviluppo, ha avviato il percorso per diventare il primo territorio con rating ESG in Italia. Un progetto che nel 2026 entrerà nel vivo dell’azione, anche grazie al contributo delle numerose realtà impegnate nello sviluppo di pratiche sostenibili, concrete e misurabili a beneficio dell’intera comunità: dalla tutela ambientale agli aspetti sociali, fino alle pratiche di buona governance.

Mobilità condivisa per migliorare la qualità di vita dei territori

Confindustria Trento dal 2024 ha avviato un piano di lavoro pluriennale dedicato ai valori ESG, strutturando un’azione sempre più organica a supporto delle circa 600 aziende associate. “Il primo passo – spiega il vicepresidente Marcello Lunelli, delegato a Esg e transizione ambientale - è stato offrire alle imprese uno strumento di autovalutazione: un check-up di sostenibilità pensato per fornire una fotografia chiara del posizionamento aziendale su questi temi. Al percorso hanno partecipato una trentina di realtà, di dimensioni diverse, che hanno ricevuto una valutazione complessiva. L’esperienza ha restituito risultati concreti e immediati: per molte piccole e medie imprese, infatti, questo attestato si è rivelato utile anche nei rapporti con gli istituti bancari, facilitando l’accesso a strumenti di credito agevolato”.
Confindustria Trento sta poi lavorando su alcuni grandi filoni tematici, come il riuso delle acque al di fuori dei processi industriali e la mobilità sostenibile: si stanno studiando soluzioni di trasporto condiviso per i dipendenti delle aziende delle aree a più alta concentrazione industriale o turistica, come quella dell’Alto Garda, ma anche della Val di Fiemme, con l’obiettivo di ridurre traffico ed emissioni, migliorando la qualità della vita dei territori.
Infine, recente è la decisione di redigere il primo Report di Sostenibilità dell’associazione, con dati riferiti al 2025, per misurare il valore generato nei confronti delle imprese associate, del territorio e della comunità nel suo insieme, puntando a rafforzare la cultura ESG come leva strategica e non solo come adempimento. Un esercizio innovativo a livello nazionale, che può fare da stimolo anche per le altre associazioni confindustriali presenti sul territorio italiano. Al suo interno, per esempio, l’organizzazione stessa favorisce il benessere delle persone e la conciliazione vita-lavoro, come testimoniano alcune specifiche certificazioni legate a questi ambiti. 

Supporto per integrare i criteri ESG nelle strategie di business

Anche Confcommercio Trentino ha avviato un percorso strategico per diffondere la cultura della sostenibilità tra le imprese associate, con particolare attenzione all'integrazione dei criteri ESG nelle strategie aziendali. “La sostenibilità rappresenta oggi un valore fondamentale nel contesto economico e sociale. Per questo abbiamo ritenuto opportuno proporre una formazione adeguata ai nostri collaboratori su questi temi e su come integrare i criteri ESG nelle strategie di business delle aziende iscritte”, spiega il direttore Massimo Travaglia.
L'obiettivo dichiarato dall'associazione è chiaro: “Vogliamo influenzare positivamente le pratiche sostenibili all'interno delle nostre realtà e tra gli associati stessi, che rappresentano gli stakeholder con maggiore influenza. I percorsi formativi strutturati dall'associazione includono moduli dedicati all'introduzione alla sostenibilità e allo sviluppo dei concetti legati all'Agenda 2030”.
Come sottolinea ancora Travaglia, “promuovere una cultura aziendale che valorizzi la sostenibilità non solo rispecchia un impegno etico, ma migliora anche la reputazione dell'impresa verso clienti e fornitori, catalizzando l'innovazione e migliorando la competitività aziendale. Inoltre, aiuta a fidelizzare i talenti e a creare un ambiente lavorativo più impegnato e responsabile. Ma offre anche un vantaggio economico che consente alle imprese di posizionarsi in modo strategico all’interno del mercato trentino, italiano e internazionale”.
Tra le iniziative concrete avviate da Confcommercio Trentino spiccano attività come la Comunità Energetica Rinnovabile, che offre alle imprese l'opportunità di abbattere i costi energetici partecipando alla transizione ecologica, gli incontri di formazione sui temi ESG declinati per le varie categorie di aziende, i momenti di confronto con esperti e professionisti, gli eventi di networking. L’Associazione si pone come garante di trasparenza ed efficienza, fornendo supporto tecnico e amministrativo dedicato. “Con le giuste competenze – conclude Travaglia – le imprese possono implementare strategie capaci di generare impatti positivi internamente ed esternamente a Confcommercio Trentino, raggiungendo gli obiettivi ambientali, sociali e di governance previsti dall’Agenda 2030”.

Promuovere e facilitare un cambiamento culturale 

Semplificare l’approccio alla sostenibilità e favorire un cambiamento culturale delle imprese artigiane, che spesso non hanno risorse sufficienti per sostenere autonomamente questo impegno: rispondendo a un’esigenza emersa direttamente dal territorio, l’Associazione Artigiani Confartigianato Trentino ha ideato un progetto strutturato per accompagnare verso la rendicontazione non finanziaria le realtà associate. “Molte si trovano a lavorare con aziende di grandi dimensioni, sempre più attente ai parametri ESG anche nella scelta dei fornitori, oppure si relazionano con il mondo del credito, dove la concessione dei finanziamenti è sempre più legata alla valutazione di strategie di sostenibilità”, racconta Claudio Filippi, responsabile dell’Area Studi dell’associazione. 
Il primo passo è quindi quello di offrire strumenti concreti di orientamento: servizi di supporto gestionale e amministrativo, pensati per aiutare le aziende a comprendere dove si collocano rispetto ai criteri di sostenibilità e a valorizzare pratiche già in atto. “Molte piccole imprese adottano da tempo comportamenti virtuosi, ma faticano a farli emergere in modo strutturato e, ancor più, a comunicarli”, prosegue Filippi. “Sul piano ambientale, per esempio, sono frequenti gli investimenti per la riduzione dei consumi, in particolare idrici ed energetici, e per il passaggio all’uso delle energie rinnovabili, che hanno bisogno di essere correttamente misurati e valorizzati”.
Considerato lo stretto legame che gli imprenditori instaurano con i lavoratori  e con la comunità locale, l’associazione rivolge un’attenzione particolare alla dimensione sociale. In questa direzione va la sottoscrizione di accordi territoriali, suddivisi per categoria, che migliorano le condizioni previste dai contratti nazionali: maggiore flessibilità negli orari, permessi aggiuntivi, integrazioni retributive e misure a sostegno del rientro dalla maternità. E ancora, iniziative sul fronte del welfare, come la cassa mutua per l’accesso agevolato a cure e visite mediche, a disposizione sia dei titolari sia dei dipendenti.
“Per sostenere la conciliazione tra vita lavorativa e familiare - conclude Filippi - abbiamo  proposto alla Provincia misure come il rafforzamento dei servizi educativi e la riduzione del costi per le famiglie: favorire l’occupazione femminile significa sostenere anche l’economia locale, rispondendo alla crescente carenza di manodopera”.

Progetti per i lavoratori, dalla residenzialità al welfare

Guardando ancora agli aspetti sociali, una delle criticità delle destinazioni turistiche trentine è la difficoltà di reperire alloggi per il personale, a causa della pressione abitativa: l’Associazione Albergatori e Imprese Turistiche della Provincia di Trento (ASAT Federalberghi Trentino) svolge così un ruolo di advocacy per favorire la riconversione degli alberghi dismessi in foresterie o staff house, affiancando iniziative di welfare aziendale e strumenti per la fidelizzazione dei lavoratori stagionali.
Per permettere agli associati di valutare la propria impronta sul fronte sociale, ma anche ambientale ed economico, nell’aprile 2024 è stata lanciata la piattaforma ASAT2030, coerente con Agenda 2030 e con la strategia provinciale SproSS, mentre nel 2025 è stata attivata una collaborazione con Sparkasse per favorire l’accesso a finanziamenti sostenibili.
Positivi i risultati in campo ambientale: l’86% degli albergatori e delle imprese turistiche utilizza fornitori di energia rinnovabile, il 96% pratica la raccolta differenziata oltre gli obblighi di legge ed espone cartellonistica adeguata, il 74% ha eliminato le plastiche monouso. Il 73% ha implementato sistemi di risparmio idrico, il 78% ha adottato soluzioni per la riduzione dell’inquinamento luminoso, ma solo il 18% ha adottato misure per ridurre le sostanze inquinanti, mentre il 91% ha predisposto stazioni di ricarica per veicoli elettrici, anche se solamente il 30% offre sconti per mezzi di trasporto a basso impatto.
Buone prassi di salute e sicurezza sono attuate dal 69% delle strutture ricettive, ma solo il 34% offre polizze assicurative integrative. L’85% delle realtà è accessibile a persone con mobilità ridotta, anche se solo il 14% ha nominato un responsabile per la diversità.
Storicamente ASAT si è distinta nella diffusione di una cultura del turismo sostenibile, attraverso progetti come Dolomiti Walking Hotels e Cuore Rurale o iniziative legate alla valorizzazione del patrimonio museale, mentre nel corso del tempo diverse destinazioni, dal Garda alla Val di Fiemme, hanno avviato percorsi di certificazione GSTC (Global Sustainable Tourism Council).
“In ottica futura – commenta Davide Cardella, direttore generale di ASAT - Federalberghi Trentino – le aree da migliorare riguardano la mobilità sostenibile, la comunicazione e la collaborazione con i fornitori: il 72% non comunica efficacemente il proprio impegno verso la sostenibilità, un aspetto importante non solo per valorizzare il lavoro svolto, ma anche per sensibilizzare un numero sempre maggiore di cittadini”.

La cooperazione come leva di sostenibilità

Sugli aspetti ambientali, sociali e di governance si concentra anche la Federazione Trentina della Cooperazione (FTC), che è l’ente di rappresentanza di oltre 400 imprese cooperative attive in diversi settori – dall’agricoltura al credito, dalla distribuzione alimentare al sociale, fino all’edilizia e ai servizi – e opera come soggetto di sistema per supportare le realtà associate nel rendere la sostenibilità un fattore concreto di sviluppo.
Sul piano culturale FTC promuove attività formative per diffondere competenze e consapevolezza sui temi della sostenibilità e accompagna le cooperative che scelgono di avviare percorsi di rendicontazione volontaria.
Sul fronte sociale la Federazione è impegnata nel contrasto allo spopolamento delle aree montane, sostenendo i negozi “unici” di paese, la creazione di spazi di coworking e la promozione di forme di mobilità sostenibile. Un’attenzione crescente è rivolta alla digitalizzazione, con la piattaforma inCooperazione, pensata per favorire l’intercooperazione. Nell’ambito della solidarietà cooperativa, la convenzione Etika consente a soci e clienti delle cooperative di accedere a forniture di energia e gas green, a un prezzo vantaggioso, generando anche risorse per progetti di autonomia delle persone con disabilità.
In ambito di governance, nel 2025, in occasione dei 130 anni, FTC ha promosso un percorso di ascolto diffuso degli stakeholder, raccogliendo idee utili a orientare le strategie future.
Centrale è anche l’impegno per la transizione energetica, attraverso il supporto alla nascita delle comunità energetiche rinnovabili e alla stipula di accordi quadro con Dolomiti Energia per offrire alle cooperative energia rinnovabile e gas a emissioni compensate, a condizioni vantaggiose.
Accanto alle azioni rivolte all’esterno, la Federazione prosegue nel rafforzamento delle politiche ESG interne; il suo impegno è riconosciuto anche dalle certificazioni ambientali (EMAS, ISO 14001) e sociali (UNI PdR 125 sulla parità di genere, Great Place to Work, Family Audit).
Il protocollo rinnovato nel 2025 con la Provincia autonoma di Trento conferma infine il ruolo della cooperazione come partner strategico per uno sviluppo territoriale sostenibile, fondato su partecipazione, responsabilità collettiva e radicamento nelle comunità.

In copertina: foto di Trentino Sviluppo