In un contesto storico caratterizzato da una crescente instabilità geopolitica, con significative ripercussioni sui prezzi delle risorse energetiche, consolidare il ruolo dello storage, lo stoccaggio di energia, può essere un’opzione vincente per sviluppare la filiera nazionale e garantire all’Italia competitività sul lungo periodo. Proprio a questo scopo è nato il Tavolo nazionale accumuli, una nuova iniziativa promossa da Globe Italia e Strategic Partners con il patrocinio del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE) e di Kyoto Club, lanciata ieri, 30 marzo 2026, a Roma.

L’obiettivo di questa piattaforma permanente è promuovere il pieno riconoscimento dello storage quale infrastruttura di sistema, da integrare stabilmente nella pianificazione energetica nazionale, nei meccanismi di mercato e nelle politiche industriali. Per farlo, il Tavolo svolgerà un ruolo di coordinamento, promuovendo una visione integrata che coinvolgerà l’intera filiera degli accumuli lungo tutto il loro ciclo di vita, e superando così l’attuale frammentazione del settore.

Perché rafforzare lo storage

Investire in strategie di storage può contribuire a una maggiore stabilità della rete, perché permette di utilizzare l’energia accumulata dalle fonti rinnovabili in modo continuativo, lungo tutto l’arco della giornata. Uno stoccaggio efficace risponde quindi alla flessibilità della domanda di energia e riduce la volatilità dei prezzi, come ha illustrato Giorgio Boneschi, il direttore generale di Elettricità Futura, durante l’apertura dell’evento.

“La transizione energetica è oggi una questione di autonomia strategica e competitività”, ha spiegato Boneschi. “Le rinnovabili sono indispensabili, ma richiedono un sistema elettrico in grado di gestirne la variabilità: la volatilità penalizza imprese e consumatori. Gli accumuli permettono di rendere disponibile l’energia quando serve, migliorando stabilità ed efficienza del sistema. L’Italia ha anticipato questo percorso con il MACSE [meccanismo di approvvigionamento di capacità di stoccaggio elettrico, ndr], la cui prima asta ha registrato un’offerta quadrupla rispetto alla domanda, segno del forte interesse del mercato.”

Boneschi fa riferimento al meccanismo con cui lo stato italiano seleziona e remunera le aziende che mettono a disposizione sistemi di accumulo energetico. La prima asta, organizzata da Terna e tenutasi a settembre 2025, ha ricevuto infatti offerte notevolmente superiori alla domanda.

“I recenti conflitti geopolitici hanno reso evidente la vulnerabilità del sistema energetico europeo, determinando forti tensioni sui prezzi del gas e rafforzando la consapevolezza della necessità di investire negli accumuli”, ha aggiunto Fabrizio Penna, capo del dipartimento del PNRR del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica. “In Italia, il PNRR ha contribuito a orientare questa riflessione, mentre il mercato ha risposto positivamente, come dimostrano i risultati dell’asta MACSE. A livello europeo si avverte l’esigenza di ripensare l’approccio complessivo alla transizione energetica, coniugando la crescita delle rinnovabili con la competitività industriale. Gli atti e le politiche che l’Unione sta rivedendo vanno proprio in questa direzione e rappresentano una necessità per garantire sicurezza energetica, stabilità dei prezzi e sviluppo economico."

Come opererà il Tavolo nazionale accumuli

Secondo Letizia Magaldi, presidente del Kyoto Club, “per troppo tempo gli accumuli sono rimasti ai margini del dibattito energetico, nonostante il loro ruolo centrale. Il Tavolo nasce per dare voce a una filiera che deve crescere e per affrontare anche questioni strategiche come l’autonomia tecnologica e gli investimenti in ricerca e sviluppo, favorendo la diffusione sul territorio di una cultura industriale dello storage”.

Per raggiungere questo scopo, il Tavolo nazionale accumuli opererà lungo quattro direttrici strategiche. La prima riguarda il rafforzamento delle politiche industriali e il potenziamento dell’autonomia tecnologica nazionale. La seconda si focalizza invece sullo sviluppo delle applicazioni industriali dello storage, in quanto leva fondamentale per la competitività dell’Italia nel contesto europeo e internazionale della transizione energetica. 

L’iniziativa punterà poi alla semplificazione delle infrastrutture e dei processi autorizzativi, così da velocizzare la realizzazione dei progetti. Infine, il Tavolo supporterà investimenti e finanza verde, facilitando l’accesso al capitale e promuovendo lo sviluppo su larga scala. Il tutto con l’obiettivo di promuovere una maggiore coesione del settore dello storage a livello nazionale.

“Senza coordinamento sull’accumulo, la transizione energetica rischia di essere lenta, costosa e instabile”, ha concluso Matteo Favero, presidente di Globe Italia. "Il nostro tavolo serve proprio a mettere insieme competenze, decisori, imprese e tecnologia per rendere la rivoluzione verde strategica, efficace e sostenibile economicamente.”

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In copertina: immagine Envato