"Erano i giorni migliori, erano i giorni peggiori": Ursula von der Leyen ha citato le parole con cui Dickens descrisse il periodo della Rivoluzione Francese in apertura del suo discorso sullo stato dell'Unione che ha tenuto oggi, mercoledì 16 settembre, al Parlamento europeo. "Ed è anche una descrizione accurata del mondo in cui viviamo", ha aggiunto, sottolineando la velocità dei cambiamenti e l'eccezionalità delle sfide che sta affrontando l'Europa.

Nella prima parte del suo discorso, von der Leyen ha subito portato l'attenzione sulle tematiche che più le stanno a cuore, rivendicando il successo dell'UE nel liberarsi dalla dipendenza "tossica" dai combustibili fossili russi e l'aumento della spesa militare di quasi l'80% solo negli ultimi cinque anni, indispensabile per sopravvivere in un modo a suo dire ormai "apertamente ostile".

A Strasburgo oggi era presente anche il primo ministro canadese Mark Carney, sempre più distante da Trump e dagli Stati Uniti. "Vediamo il mondo con gli stessi occhi", ha dichiarato von der Leyen, che ha poi aggiunto − cogliendo l’occasione per rafforzare i legami con Ottawa − che vorrebbe lavorare con Carney affinché il Canada diventi il primo membro associato dell'UE (una proposta per ora solo politica).

Von der Leyen ha poi sottolineato come Europa e Canada condividano l’impegno per la democrazia e la possibilità di scegliere liberamente con chi collaborare. Grazie al Trattato internazionale di libero scambio (CETA), il commercio di beni tra Canade e UE è già cresciuto del 75% in meno di un decennio, ma adesso si guarderà oltre, fino alla creazione di uno spazio di prosperità comune e sicurezza economica. Il partenariato riguarderà diversi settori strategici: energia, materie prime critiche e batterie, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche e sicurezza informatica ed economica.

Il punto su energia e materie prime critiche

"L'Europa non può restare una potenza industriale se i suoi prezzi dell'energia sono strutturalmente troppo elevati", ha sottolineato la presidente. La guerra in Ucraina ha già spinto l'Unione a diversificare le proprie fonti di approvvigionamento, ma per Bruxelles la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili resta un problema. Dall'inizio del conflitto, ha ricordato von der Leyen, queste importazioni sono costate all'Europa 90 miliardi di euro in più, senza aggiungere nuova energia al sistema. La recente crisi nello Stretto di Hormuz, inoltre, ha mostrato ancora una volta quanto l'economia europea resti esposta agli shock esterni sui combustibili fossili.

La risposta indicata dalla Commissione passa quindi dall'elettrificazione e dall'aumento della produzione energetica interna. L'obiettivo è raddoppiare entro il 2040 la quota di elettricità nel mix energetico europeo, facendo ricorso a una logica di "neutralità tecnologica" che comprende rinnovabili, nucleare, biometano e altre fonti. Una maggiore elettrificazione potrebbe infatti ridurre di 260 miliardi di euro all'anno la spesa europea per l'importazione di combustibili fossili.

Nel 2025 l'Unione ha installato oltre 80 gigawatt di nuova capacità rinnovabile e una capacità sei volte superiore è ancora in attesa di essere collegata alla rete. Da qui la necessità, secondo la Commissione, di accelerare il pacchetto europeo sulle reti, velocizzare le connessioni e aumentare la capacità di stoccaggio.

La stessa logica di riduzione delle dipendenze viene applicata alle materie prime critiche. Per alcuni materiali strategici l'Europa dipende dalla Cina per oltre l'80% degli approvvigionamenti, mentre per alcune terre rare la quota supera il 90%. Per ridurre questa vulnerabilità, Bruxelles istituirà quindi una nuova European Critical Raw Materials Corporation, incaricata di contribuire all'approvvigionamento e all'accumulo di riserve di materie prime considerate strategiche e che possano garantire forniture per tutti i settori interessati, dalle auto elettriche ai chip, tra cui la difesa.

Il clima dopo l'estate degli eventi estremi

All'interno del quadro di vulnerabilità centrale nel suo discorso, von der Leyen ha inserito alla fine anche il cambiamento climatico. "Questa è stata l'estate della verità", ha detto, ricordando gli oltre 35.000 decessi aggiuntivi associati alle ondate di calore e che l'Europa si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale. "Questi sono stati i mesi estivi più caldi di sempre, ma probabilmente i più freschi degli anni a venire."

La presidente ha poi insistito sulla necessità di affiancare alla mitigazione una strategia più strutturata di adattamento. Il mese prossimo la Commissione presenterà un nuovo quadro per la resilienza climatica nel quale saranno individuati i cento territori più vulnerabili d’Europa e per ciascuno valutati i principali rischi e il modo più opportuno per affrontarli.

Tra le misure annunciate c'è anche una Climate Insurance Alliance, pensata per affrontare il cosiddetto protection gap: a oggi solo circa il 25% delle perdite provocate dalle catastrofi in Europa è coperto da assicurazioni private. La Commissione, in questo modo, vorrebbe evitare che i bilanci pubblici finiscano per assumere il ruolo di assicuratore di ultima istanza.

Si aggiungerà poi un Piano europeo contro le ondate di calore, con interventi sui sistemi di allerta precoce, sulla preparazione sanitaria, sull'adattamento urbano e sui sistemi di raffreddamento, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili.

Von der Leyen si è poi concentrata sull'acqua. Le infrastrutture idriche europee perdono quasi un litro ogni quattro, principalmente a causa delle perdite nelle reti, mentre siccità e scarsità delle precipitazioni aumentano la pressione su agricoltura, industria, energia e catene di approvvigionamento. La risposta sarà una nuova European Water Initiative, che nelle intenzioni della Commissione dovrebbe intervenire sull'efficienza e sulla sicurezza delle risorse idriche.

Infine, gli incendi boschivi: dopo un'estate nella quale la protezione civile si è mobilitata su una scala senza precedenti, von der Leyen ha annunciato un gruppo di esperti incaricato di esaminare prevenzione e preparazione, dal coordinamento civile-militare al rafforzamento delle capacità operative. Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe un futuro corpo europeo antincendio. Già nell'estate 2026 l'UE aveva predisposto la più ampia operazione coordinata di risposta fino a quel momento, con quasi 800 vigili del fuoco pre-posizionati e mezzi aerei pronti a intervenire nei territori più esposti.

L'AI come nuova infrastruttura strategica

Per la Commissione l'intelligenza artificiale è un'infrastruttura fondamentale tanto per l'economia quanto per la sicurezza. Da una parte l'AI Act viene indicato come lo strumento essenziale per introdurre garanzie e affrontare potenziali rischi (come attacchi informatici più sofisticati), dall'altra Bruxelles vuole aumentare la capacità di calcolo europea, anche attraverso nuovi strumenti di finanziamento pubblico e privato destinati alle startup e alle imprese considerate strategiche, perché, ribadisce von der Leyen, "l'Europa deve restare in gara per proteggere la sua sicurezza nazionale".

Emergono sul fronte forti contraddizioni poco sviluppate nel discorso, e cioè che l'aumento della capacità di calcolo comporta infatti un fabbisogno crescente di energia, acqua, suolo e infrastrutture.

Le reazioni dell'ambientalismo europeo

L'European Environmental Bureau (EEB), organizzazione che riunisce oltre 190 associazioni ambientaliste in 41 paesi, ha riconosciuto l'importanza degli sforzi per l'uscita dai combustibili fossili, ma ha contestato il rischio che la resilienza climatica venga trattata separatamente dalle politiche che continuano a determinare pressione sugli ecosistemi.

"La presidente von der Leyen ha ragione a definire quella attuale ‘l'estate della verità’ per l'Europa", ha dichiarato Patrick ten Brink, segretario generale dell'EEB. "Gli europei hanno vissuto un'altra estate segnata da caldo, siccità e incendi devastanti. Ora la questione è come agire di fronte a questa verità. La resilienza climatica non può ridursi a un semplice capitolo della strategia europea, mentre altre politiche continuano ad aggravare i rischi che dobbiamo affrontare."

Sull'intelligenza artificiale, l'EEB ha messo in evidenza un aspetto che nel discorso della Commissione rimane sullo sfondo: l'impronta materiale dell'infrastruttura digitale. "La corsa europea alla potenza di calcolo richiederà energia, acqua, suolo e infrastrutture. Realizzare tutto ciò in modo "pulito ed efficiente" deve significare rispettare i limiti ambientali, effettuare adeguate valutazioni d'impatto, garantire tutele nelle procedure di autorizzazione e assicurare l'accesso alla giustizia. L'Europa dovrebbe porsi all'avanguardia nell'AI, ma anche guidare il percorso per renderla autenticamente sostenibile, trasparente e democratica", ha sottolineato Patrizia Heidegger, vicesegretaria generale dell'associazione.

Il punto di frizione, dunque, non riguarda tanto la necessità di rafforzare la resilienza europea, quanto il modo in cui questa viene definita. Nel discorso di von der Leyen, sicurezza energetica, competitività industriale, materie prime critiche, adattamento climatico e intelligenza artificiale vengono ricondotti all'esigenza − legittima − di ridurre le dipendenze esterne e aumentare la capacità dell'Europa di controllare le proprie infrastrutture strategiche. Tuttavia, questa strategia rischia di essere incompleta se relega la tutela ambientale in uno spazio marginale.

Ce lo ricorda in modo inequivocabile Faustine Bas-Defossez, policy director dell'EEB: "Mentre la presidente von der Leyen parla di un'estate della verità, il discorso di oggi ha offerto una risposta contraddittoria: trattare alcuni sintomi della nostra crisi ambientale indebolendo al contempo le tutele necessarie per affrontarne le cause. La natura e l'inquinamento sono stati grandi assenti nel discorso sullo stato dell'Unione di oggi. L'ambizione di mantenere la rotta sugli obiettivi climatici non può coesistere con un'agenda per la competitività che considera le tutele ambientali come ostacoli da rimuovere. L'Europa non può costruire competitività, sicurezza o prosperità su ecosistemi al collasso e su una crisi climatica sempre più grave. Il prezzo umano ed economico pagato quest'estate ce lo ha ricordato in modo inequivocabile. Si possono semplificare le procedure burocratiche, ma non si può semplificare fino a far sparire una siccità o un'alluvione".

 

In copertina: Ursula von der Leyen fotografata da Christophe Licoppe © European Union 2026