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Da Roma - Il Mediterraneo entra nella fase in cui la cooperazione idrica deve misurarsi non solo con la scarsità, ma anche con la capacità di trasformare impegni politici in progetti finanziabili. Da Roma arriva così la Rome Initiative on Water, schema promosso dall’Unione per il Mediterraneo (UfM) per facilitare progettazione, finanziamento e gestione di sistemi idrici sostenibili nell’area mediterranea.
L’iniziativa è stata lanciata il 28 settembre, durante la seconda riunione ministeriale UfM sull’acqua, copresieduta dalla commissaria europea per ambiente, resilienza idrica ed economia circolare competitiva Jessika Roswall e dal ministro giordano dell’acqua e dell’irrigazione Raed Abu Saoud. L'incontro, ospitato dalla Repubblica italiana, ha riunito i 43 stati membri.
Il passaggio ha un rilievo che supera il perimetro tecnico della gestione idrica. La Dichiarazione, infatti, arriva alla vigilia del Forum euromediterraneo dell’acqua, in programma alla Nuvola di Roma dal 29 settembre al 2 ottobre, ed è la prima dichiarazione ministeriale dell’UfM approvata dopo i fatti del 7 ottobre. Un’intesa per consenso, quindi richiedente l’unanimità dei paesi membri, compresi gli stati arabi e Israele, e che restituisce quindi all’acqua una funzione concreta di dialogo in uno scenario regionale segnato da conflitti e tensioni geopolitiche.
Il testo si basa sulla prima Dichiarazione ministeriale dell’Unione per il Mediterraneo sull’acqua, concordata a Malta nel 2017. A quasi dieci anni di distanza, l’aggiornamento arriva in un Mediterraneo più esposto agli effetti del cambiamento climatico, alle pressioni demografiche, al degrado degli ecosistemi e alla crescente fragilità delle infrastrutture e dei servizi idrici.
“Il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile relativi all’acqua rappresenta una sfida fondamentale nel Mediterraneo, un’area particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici che deve affrontare contemporaneamente pressioni socioeconomiche e demografiche, nonché tensioni geopolitiche”, ha affermato il segretario generale ad interim dell’UfM, Fadi Hajali. “Come sottolinea la Dichiarazione ministeriale dell’UfM sull’acqua nel Mediterraneo, la cooperazione regionale per una gestione sostenibile e integrata delle risorse idriche deve essere rafforzata se vogliamo raggiungere questi obiettivi nel prossimo futuro. L’Iniziativa di Roma sull’acqua ci avvicina di un passo a questa ambizione, trasformando gli impegni politici in risultati tangibili.”
“L’Italia si trova al centro del Mediterraneo dal punto di vista geografico, storico e culturale e promuove il dialogo e la cooperazione in tutta la regione”, ha dichiarato il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani. “L’acqua è strategica per il nostro futuro comune: gestirla in modo sostenibile contribuisce a costruire un Mediterraneo più resiliente, stabile e prospero. L’Italia sta traducendo questo impegno in azioni concrete attraverso progetti di sicurezza idrica e il dialogo regionale, tra cui la seconda riunione ministeriale dell’Unione per il Mediterraneo dedicata all’acqua, ospitata a Roma. Una nuova iniziativa italiana aiuterà inoltre i paesi del Mediterraneo a progettare e finanziare progetti di sicurezza idrica, rendendo l’acqua un motore ancora più forte di cooperazione tra gli stati.”
Le sfide per la resilienza idrica
Lo stress idrico è una realtà in tutti i paesi della sponda sud ed est del Mediterraneo; nel Sud Europa, il 70% della popolazione vive in aree soggette a stress idrico durante l’estate. Nella regione, oltre 180 milioni di persone sono classificate come povere d’acqua. Al cambiamento climatico si sommano degrado ambientale, pressioni demografiche e un quadro geopolitico segnato da crisi persistenti.
La Rome Initiative, richiamata al punto 21 della Dichiarazione (qui disponibile in lettura integrale), punta a mobilitare investimenti e assistenza tecnica, favorendo partenariati transfrontalieri, sviluppo delle competenze, scambio di conoscenze e preparazione dei progetti. Il modello indicato è quello della Blue Mediterranean Partnership dell’UfM: una piattaforma chiamata a connettere e coordinare iniziative esistenti, aumentandone impatto e visibilità. Il nodo è anche finanziario: se l’accesso ai servizi idrici, igienico-sanitari e di igiene è migliorato in parte della regione, la sostenibilità economica dei sistemi non è ancora garantita in molti paesi.
“La regione mediterranea è una delle aree del mondo più vulnerabili alla scarsità idrica e agli effetti dei cambiamenti climatici”, ha concluso Jessika Roswall. “Definendo le priorità per l’azione nazionale e la cooperazione regionale in materia di gestione sostenibile delle risorse idriche, adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione dei loro effetti, finanziamenti e infrastrutture, sono convinta che l’incontro odierno contribuirà in modo significativo a rafforzare la resilienza idrica nella regione.”
In copertina: foto © UfM, via Flickr
