
Il Mediterraneo si prepara a fare dell’acqua una delle priorità della propria agenda politica ed economica. Dal 29 settembre al 2 ottobre 2026, La Nuvola di Roma ospiterà il Forum euromediterraneo dell’acqua, quattro giornate di confronto dedicate alla gestione sostenibile della risorsa, alla sicurezza idrica e alle risposte da costruire per affrontare la crisi climatica in vista della data simbolo del 2050.
La pressione è già concreta. Secondo i dati alla base del Forum, oltre 180 milioni di persone nell’area mediterranea vivono in condizioni di scarsità idrica. Allo stesso tempo, il bacino è sempre più esposto a fenomeni estremi, dalle siccità prolungate alle inondazioni. È una combinazione che mette sotto stress territori, infrastrutture e attività economiche e che rende insufficiente una gestione dell’acqua limitata all’emergenza.
L’obiettivo dell’appuntamento è infatti più ampio: costruire una prospettiva condivisa sulla sicurezza idrica nel Mediterraneo entro il 2050, affrontando quello che gli organizzatori definiscono un “trilemma idrico”: che l’acqua sia troppa, troppo poca oppure inquinata. Materia Rinnovabile è media partner ufficiale dell’evento − a cui ha contribuito per due track tematiche: governance e AI – e lo seguirà attraverso il canale settoriale The Water Observer e la relativa newsletter dedicata.
Undici sessioni per una sfida regionale
Il Forum è promosso dal comitato italiano One Water, insieme all’Istituto mediterraneo dell’acqua di Marsiglia e all’Unione per il Mediterraneo. L’edizione romana punta ad ampliare il perimetro delle precedenti iniziative dedicate al Mediterraneo, coinvolgendo gli stati membri dell’Unione Europea e i Balcani e aprendo il confronto anche verso la penisola arabica e l’Africa subsahariana.
Il programma è articolato in undici sessioni tematiche, pensate per affrontare la questione da prospettive differenti. Si parlerà di scarsità idrica ed eventi estremi, ma anche di finanza, governance, tecnologia e idrodiplomazia. Tra i temi emergenti figurano inoltre il rapporto tra acqua ed energia, i nuovi consumi idrici dell’industria tecnologica, gli strumenti finanziari e assicurativi collegati all’acqua e la tutela della qualità delle acque dolci.
Nel corso delle quattro giornate sono previsti panel di alto livello, Euro-Med Talks, workshop e sessioni speciali realizzate con partner provenienti dai diversi paesi della regione, con un programma che punta a mettere in relazione decisioni politiche, ricerca, innovazione e gestione concreta della risorsa.
Dalla cooperazione alle soluzioni
A Roma sono così attesi circa cinquemila partecipanti, oltre 40 delegazioni straniere e più di cento conferenze e incontri. Il confronto coinvolgerà istituzioni, organizzazioni internazionali, imprese, gestori del servizio idrico, università, mondo della ricerca e società civile.
Accanto al programma congressuale sarà presente anche una componente espositiva, con aziende, industrie ed esperti chiamati a presentare tecnologie, innovazioni di processo e pratiche già sperimentate. La platea degli interlocutori è particolarmente ampia: dalle grandi imprese alle PMI alle multiutility, passando per società di ingegneria, banche, assicurazioni, aziende IT, filiere agroalimentari e della moda, fino ai nuovi attori dell’economia spaziale.
Sul piano istituzionale, il comitato organizzativo riunisce diversi Ministeri italiani, tra cui affari esteri, ambiente e sicurezza energetica, agricoltura, sovranità alimentare e foreste, infrastrutture e trasporti e università e ricerca, insieme a Roma Capitale e Regione Lazio. Il comitato scientifico coinvolgerà invece istituti di ricerca, enti pubblici, esperti, imprese e rappresentanti della società civile.
La sfida, in definitiva, non riguarda soltanto la quantità di acqua disponibile. Significa ripensare il modo in cui la risorsa viene governata, finanziata, utilizzata e protetta. Per questo il Forum guarda al 2050 e prova a spostare il confronto dalla gestione delle crisi alla costruzione di sistemi più resilienti. In un Mediterraneo dove siccità, alluvioni e qualità dell’acqua sono questioni sempre più intrecciate, la cooperazione tra paesi diventa parte della strategia per ridurre i rischi e rendere più solida la sicurezza idrica della regione.
In copertina: immagine Envato

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