Il consiglio di amministrazione di SNAM ha approvato la relazione finanziaria annuale 2025 e il nuovo piano strategico 2026-2030, delineando una delle più ampie strategie di investimento nella storia del gruppo. I risultati dell’esercizio mostrano una crescita significativa: i ricavi totali hanno raggiunto 3.885 milioni di euro, in aumento dell’8,9% rispetto al 2024, mentre l’EBITDA adjusted si è attestato a 2.969 milioni di euro (+7,8%). L’utile netto adjusted ha superato 1.422 milioni di euro, con un incremento del 10,3%.

Gli investimenti complessivi nel 2025 hanno raggiunto circa 2,8 miliardi di euro, con il 34% allineato alla Tassonomia europea e il 54% collegato agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. L’indebitamento finanziario netto si è attestato a 17,5 miliardi di euro, valore inferiore alla guidance rivista, nonostante il pagamento del dividendo 2024 agli azionisti per 974 milioni di euro. Il dividendo relativo all’esercizio 2025 sarà pari a 0,3021 euro per azione, in crescita del 4% rispetto all’anno precedente.

La performance è stata sostenuta soprattutto dall’aumento dei ricavi regolati legati alle infrastrutture del gas, cresciuti del 9,5%. A trainare questa dinamica è stata la crescita della RAB tariffaria, che ha raggiunto 26,2 miliardi di euro grazie all’inflazione e alla realizzazione del piano di investimenti. Ulteriori contributi sono arrivati dall’inclusione di Stogit Adriatica nel perimetro di consolidamento e dall’entrata in esercizio del terminale FSRU di Ravenna nel maggio 2025.

“Investiamo 14 miliardi di euro entro il 2030 per creare un sistema energetico italiano ed europeo sempre più integrato, sicuro e competitivo”, ha dichiarato Agostino Scornajenchi, Amministratore Delegato di Snam. “Stiamo affrontando in modo pragmatico le sfide poste dall'attuale contesto globale, con una domanda di energia prevista in crescita nel medio-lungo termine e con il gas che continuerà a svolgere un ruolo centrale, come vettore di bilanciamento energetico fondamentale per preservare l'affidabilità e l'adeguatezza del sistema, come emerge dal nostro nuovo scenario basato sull’evoluzione tecnologica.”

Il piano strategico 2026-2030: infrastrutture e transizione

Il nuovo piano strategico di SNAM prevede investimenti per circa 13,7 miliardi di euro al netto dei contributi pubblici, pari a 14,4 miliardi lordi, con un aumento del 10% rispetto al piano precedente. Il 97% delle risorse sarà destinato ad attività regolate, confermando la centralità delle infrastrutture energetiche nella strategia industriale del gruppo.

La quota principale degli investimenti riguarda il trasporto del gas, con 9,2 miliardi di euro destinati allo sviluppo delle infrastrutture, tra cui il completamento della Linea Adriatica, lo sviluppo della rete in Sardegna, la sostituzione di circa 976 chilometri di gasdotti e l’installazione di nuove stazioni di compressione dual-fuel. Altri 2,1 miliardi di euro saranno investiti nel potenziamento dei siti di stoccaggio, mentre circa 1 miliardo sarà destinato all’espansione del terminale di rigassificazione di Panigaglia e al consolidamento della partecipazione in OLT.

Una componente significativa del piano riguarda le tecnologie di decarbonizzazione. Circa 800 milioni di euro saranno destinati al progetto Ravenna CCS, sviluppato con ENI, che mira a creare una rete nazionale per il trasporto e lo stoccaggio della CO₂. Il progetto potrebbe raggiungere una capacità di stoccaggio potenziale superiore a 500 milioni di tonnellate di CO₂ e prevede una prima fase industriale in grado di gestire fino a 4 milioni di tonnellate l’anno.

Parallelamente, circa 200 milioni di euro saranno dedicati allo sviluppo di una dorsale dell’idrogeno, che utilizzerà per circa il 60% infrastrutture esistenti riconvertite. L’iniziativa è inclusa nella lista dei progetti di interesse comune dell’Unione Europea e ha ricevuto un cofinanziamento del programma Connecting Europe Facility.

Nel segmento delle Market Solutions, circa 240 milioni di euro saranno destinati all’efficienza energetica attraverso la controllata Renovit, mentre 140 milioni saranno investiti nello sviluppo del biometano. In questo ambito, la piattaforma Bioenerys gestisce già 47 MW di impianti tra biogas e biometano, derivanti da rifiuti agricoli e organici.

Scenario energetico e innovazione tecnologica

Il piano industriale si basa su uno scenario energetico caratterizzato da una domanda globale in crescita. Secondo le stime dell’Agenzia internazionale dell’energia, la domanda finale mondiale di energia potrebbe raggiungere circa 145.000 TWh entro il 2035. Nello stesso periodo, la domanda globale di gas è prevista aumentare dell’1,6% annuo fino a circa 5.000 miliardi di metri cubi.

In Italia la domanda di gas dovrebbe rimanere stabile fino al 2035, sostenuta dai consumi industriali e dal ruolo del gas come tecnologia di bilanciamento per la crescente quota di rinnovabili non programmabili. In questo contesto, i flussi di esportazione potrebbero crescere fino a circa 7 miliardi di metri cubi annui dal 2030, rafforzando il ruolo dell’Italia come hub energetico per il Sud Europa.

Per sostenere l’integrazione dei diversi vettori energetici, SNAM prevede investimenti per circa 1 miliardo di euro in innovazione tecnologica digitale ed energetica. Circa 800 milioni saranno destinati a tecnologie digitali avanzate, tra cui sistemi di intelligenza artificiale, digital twin e piattaforme ERP evolute per la gestione degli asset. Ulteriori 200 milioni saranno investiti in ricerca su cattura del carbonio, molecole sintetiche e sistemi di stoccaggio energetico.

Parallelamente, la sostenibilità rimane uno dei pilastri della strategia aziendale. Nel 2025 le emissioni Scope 1 e Scope 2 sono diminuite del 9% rispetto al 2024 e del 35% rispetto alla baseline 2022, grazie soprattutto alla riduzione delle emissioni di metano, calate del 12% in un anno e del 67% rispetto ai livelli del 2015 definiti dal programma dell’UNEP.

Questi risultati hanno contribuito al mantenimento della leadership ESG del gruppo, con rating elevati nei principali indici internazionali e il riconoscimento del Gold Standard dell’Oil & Gas Methane Partnership 2.0 per il quinto anno consecutivo.

Nel medio termine, la strategia finanziaria punta a mantenere una struttura del debito solida, con un costo medio stimato intorno al 2,8-2,9%. Entro il 2030 circa il 95% del finanziamento complessivo del gruppo dovrebbe essere composto da strumenti sostenibili.

Guardando oltre il 2030, SNAM prevede ulteriori opportunità di investimento per circa 14 miliardi di euro tra il 2031 e il 2035. In questo scenario, la RAB tariffaria potrebbe crescere da 26,2 miliardi nel 2025 a oltre 41 miliardi nel 2035, consolidando il ruolo dell’azienda come infrastruttura chiave per la sicurezza energetica europea e per la progressiva integrazione tra gas naturale, idrogeno e tecnologie di cattura della CO₂.

 

In copertina: Agostino Scornajenchi, CEO di SNAM alla presentazione del piano strategico 2026-2030, foto di Nick Zonna, Agenzia IPA