Le spiegazioni più affascinanti si trovano spesso nell’etimologia di una parola. Quando nel Seicento Jean Baptiste van Helmont coniò la parola “gas”, la fece derivare da χάος (Kaos), pagando un tributo ai greci che per primi avevano parlato di questa strana versione della materia. La scienza cambia linguaggio, ma non del tutto l’intuizione di fondo: ciò che è invisibile può muovere il mondo. Per gli antichi i gas erano un principio cosmico: lo pneuma, che avvicinava sia il concetto di aria che di spirito. I gas avevano origine divina, erano l’elemento che derivava dal Kaos, il luogo primigenio della materia informe e rozza a cui attinge il Demiurgo per la formazione del mondo ordinato, il Cosmo. Per i romani esisteva l’aria cattiva, l’aer malus o corruptus, che indicava sia i gas tossici che le pestilenze, che nel Medioevo sarebbero stati i miasmi.

Poi, grazie all’approccio scientifico, a metà del Settecento si iniziò a fare un po’ d’ordine nel caos. Henry Cavendish identificò uno dei primi gas, estremamente leggero e infiammabile, che chiamò “aria infiammabile” – oggi lo chiamiamo idrogeno – e capì che la combustione di questo gas in aria produceva acqua. Al suo interno le molecole si muovevano in modo caotico e imprevedibile, un elemento sfuggente per natura, non imbrigliabile, non comprimibile. Un nuovo stato della materia aveva trovato una sua classificazione.

L’ossigeno venne individuato tra il 1772 e il 1774: Carl Wilhelm Scheele lo isolò prima ma pubblicò dopo, Joseph Priestley lo descrisse in esperimenti con ossido di mercurio e lo chiamò “aria deflogisticata”. Fu Antoine-Laurent de Lavoisier a comprendere la natura dell’ossigeno come elemento semplice, rigettando la teoria del flogisto e gettando le basi della chimica moderna. E poi arrivò la scoperta di azoto, anidride carbonica, metano, cloro, ammoniaca e altri ancora.

Oggi tutti i gas svolgono un ruolo centrale nella nostra economia, da vettori energetici (metano, idrogeno, ammoniaca) all’uso in medicina (ossigeno e protossido di azoto), nell’industria (argon per la saldatura) e nel settore alimentare (come l’azoto dei fertilizzanti e la CO2 per le bibite gassate). Anche nel loro apporto negativo (la sovrabbondanza di gas climalteranti o l’eccesso di azoto), determinano il nostro sviluppo, la nostra storia, il nostro pianeta e la vita su di esso.

Per questo abbiamo voluto dedicare un intero numero della rivista a questa materia incredibile che viene illustrata in modo entusiasmante da Mark Miodownik, autore del libro Gassss... Le sostanze sublimi che pervadono il mondo (Bollati Boringhieri, 2025).

Siamo partiti dal signore dei gas energetici, il gas naturale (di cui il metano è la componente principale) e il complesso ruolo che riveste nella transizione energetica e nel cambiamento climatico, con due interviste a Robert Howarth, professore della Cornell University, noto soprattutto per le sue ricerche sulle emissioni di metano legate all’industria dei combustibili fossili, e con Ana Maria Jaller-Makarewicz una delle analiste più ricercate nel mercato del gas. Il giornalista Stefano Vergine ha scritto una lunga inchiesta sulle dipendenze europee da USA e Medio-Oriente per capire come il metano costituisca un limite al mercato energetico europeo, ma allo stesso tempo rimanga un carburante fondamentale, oggi coadiuvato dal ben più sostenibile biometano, in fase di grande crescita. Siamo poi andati ad analizzare tutto il mondo dei gas tecnici, da quelli refrigeranti al mondo medicale, senza dimenticarci il boom delle tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2 e l’idrogeno come combustibile (che fatica a decollare), finendo con casi studio su alcune eccellenze internazionali nel settore della chimica e degli impianti.
Un altro numero che ci ha stupiti a ogni pagina e ci ha catapultati tra geopolitica energetica e settori super sofisticati della chimica, che contribuiscono a decarbonizzare la nostra economia e fornire soluzioni sempre più innovative e a basso impatto. Come per ogni numero, buona lettura!

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In copertina: foto rielaborata di Pascal Bullan, Unsplash