Si adopera spesso, ma a sproposito, la frase “morire di caldo”. È quello che letteralmente sta accadendo in queste ore in molti luoghi del Mediterraneo e in Medio Oriente, con un’ondata di calore che non promette nulla di buono per i mesi di luglio e agosto, e molti morti per ipertermia. Cinque in Grecia, due a Cipro, ma addirittura centinaia tra i pellegrini visitatori dei luoghi santi dell’islam alla Mecca, e dozzine in India. L'estremo caldo, dovuto all'area di alta pressione prolungata sulle coste dell'Africa e del Mediterraneo centrale, dovrebbe durare almeno fino a venerdì 21 giugno.

L’ondata di caldo in Grecia

Cominciamo dalla Grecia, dove le vittime sono state sorprese durante escursioni nelle ore più torride della giornata. Lunedì 17 giugno, un poliziotto americano di 59 anni, con una esperienza notevole di trekking, che era uscito da solo per una passeggiata il martedì precedente è stato ritrovato ad Amorgos, nelle isole Cicladi. Domenica è stato ritrovato un altro americano, di 55 anni, riverso sulle rocce vicino al mare in un angolo remoto di Mathraki, isola a nord ovest della Grecia. Sabato era toccato a un nederlandese di 74 anni, perso in un canalone nell’isola orientale di Samos. Una settimana fa stessa sorte era toccata alla personalità televisiva della BBC Michael Mosley, uscito per una passeggiata su un sentiero impervio e senza ombra a Simi, vicino Rodi. Il suo corpo è stato trovato dopo quattro giorni. Ma i soccorritori greci sono ancora impegnati nella ricerca di due donne francesi di 73 e 64 anni, scomparse da venerdì a Sikinos sempre nelle Cicladi.

In Grecia l’ondata di caldo è già arrivata da un paio di settimane con un anticipo anomalo. Temperature superiori ai 40 gradi hanno sorpreso molti turisti su isole spesso aride e ripide, trovandoli impreparati su spiagge remote o sentieri rocciosi, ma anche nelle città. Il 12 e 13 giugno, così come mercoledì 18, il Ministero della cultura ha ordinato la chiusura dell'Acropoli di Atene e di altri siti archeologici dalle 12:00 alle 17:00 a causa del caldo insopportabile. In alcune parti del paese − Attica, Peloponneso Orientale e Tessaglia − è stata annunciata l'interruzione obbligatoria delle attività lavorative dalle 12:00 alle 17:00. I dipendenti pubblici hanno il diritto di lavorare da remoto e di prendere permessi speciali, mentre asili nido e scuole primarie sono sospesi in molte città, tra cui Atene e Salonicco. Ovviamente i turisti sono invitati a evitare passeggiate al sole, anche nei luoghi di mare.

Problemi seri anche a Cipro, con un bilancio di due anziani deceduti per colpi di calore, e altri tre in condizioni gravi, oltre a tanti ospedalizzati. Venerdì scorso il governo ha lanciato il primo allarme rosso della stagione, con picchi di temperatura di 45°C, dieci oltre la media per questo periodo dell'anno, stabilendo un record per la giornata di giugno più calda di sempre. Il caldo ovviamente ha complicato la situazione degli incendi, in un contesto di siccità e assenza di precipitazioni. Per adesso il 2024 risulta il decimo anno più secco degli ultimi 123 anni. Anche in Turchia le medie stagionali risultano essere dagli 8 ai 12 gradi più alte della norma, e in particolare a Istanbul i gruppi più vulnerabili sono stati invitati a evitare l’esposizione al sole, aggravata dall’elevata umidità.

A La Mecca pellegrini morti per il caldo

Più grave ancora la situazione nei luoghi santi dell’Islam, a cominciare da La Mecca, dove le temperature toccano i 48 gradi. Qui dalla scorsa settimana si stanno riversando centinaia di migliaia di pellegrini musulmani per il tradizionale Haji, il viaggio e raduno religioso che ogni credente deve fare almeno una volta nella vita, e che nel 2023 richiamò 1,8 milioni di persone. A domenica 16 giugno, secondo i dati diffusi dalle autorità saudite, almeno 550 pellegrini risultano deceduti durante lo svolgimento dei rituali a La Mecca e Medina. Almeno 323 erano egiziani, e almeno 60 giordani. Va ricordato che molti dei rituali sono eseguiti all'aperto e a piedi, creando problemi soprattutto per i più anziani. Solo domenica sono stati denunciati oltre 2.700 casi di "esaurimento da calore”. Lunedì, secondo il servizio meteorologico saudita, le temperature hanno raggiunto i 51,8 gradi alla Grande Moschea della Mecca, dove i pellegrini stavano girando intorno alla Kaaba.

Negli ultimi anni il regno saudita − che ha la responsabilità dei luoghi santi e gestisce i flussi di pellegrini − ha cercato di mettere in azione misure di mitigazione del calore, che però l’anno scorso non hanno impedito che ben 240 pellegrini − i più provenienti dall’Indonesia − morissero sempre per cause connesse al caldo, e in oltre 10.000 venissero quantificati i casi di malattie legate al calore, di cui 1.000 i colpi di calore.

L’ondata di caldo in India

In India, già colpita all’inizio di giugno da un’ondata di calore nel bel mezzo delle operazioni di spoglio dei voti delle elezioni, da quattro giorni la parte settentrionale del paese è letteralmente incendiata da una seconda ondata, che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario. Nello stato dell’Uttar Pradesh, nel distretto di Ballia, con 43 gradi di massima per molti giorni, sono state registrate “dozzine di vittime” nei giorni dal 15 al 17 giugno; altre 44 sono state contate nello stato del Bihar. Lo spauracchio generale è la cosiddetta “wet-bulb temperature”, ovvero la condizione in cui il corpo umano non riesce più a raffreddarsi attraverso la sudorazione, che scatta a una temperatura di 35 gradi e un’umidità del 100%. La speranza, invece, è affidata alle attese piogge cicloniche in arrivo dalla costa occidentale del subcontinente, che riequilibreranno la situazione.

La situazione in Italia e la crisi idrica in Sicilia

L’anticiclone africano, collocato tra Canarie, Marocco e penisola iberica, con le sue temperature previste di 40 gradi, ha intanto raggiunto l’Italia, con un picco di caldo previsto tra mercoledì 19 e venerdì 21 giugno, con temperature anche oltre 12 gradi sopra la norma climatologica in alcune aree. In particolare sono previsti fino a 44 gradi nelle zone interne della Sardegna e 39 gradi a Roma giovedì 20 giugno. Colpito anche il Nord Italia, che finora aveva vissuto una fase relativamente fresca. Venerdì 21 giugno tornerà qualche temporale.

Secondo i dati dell’Osservatorio ANBI sulle risorse idriche, la situazione dell’acqua nel Mezzogiorno d'Italia, soprattutto in Sicilia, è drammatica, con siccità e crescenti razionamenti d'acqua. Nonostante maggio sia stato più piovoso del consueto, da settembre 2023 il deficit di pioggia in Sicilia tocca circa i 300 millimetri, e i bacini siciliani trattengono ormai meno di 300 milioni di metri cubi d'acqua. In Basilicata, in una sola settimana di grande caldo, gli invasi sono calati di oltre 10 milioni di metri cubi, elevando il deficit sul 2023 a quasi 171 milioni di metri cubi. Analoga condizione si registra in Puglia: nei bacini mancano all'appello oltre 154 milioni di metri cubi rispetto al 2023. In Campania la crisi idrica è a macchia di leopardo, mentre resta precaria la Sardegna: le aziende agricole di Posada verranno rifornite d'acqua tramite autobotti, perché l'invaso Maccheronis trattiene solamente 7,68 milioni di metri cubi (l'anno scorso erano 23,23). Senza significative piogge, dovranno bastare per l'intera estate.

Le temperature negli Stati Uniti

Infine passiamo agli Stati Uniti, dove un'intensa ondata di caldo minaccia New York e altre parti della costa atlantica, ma anche il Midwest e la valle dell’Ohio. Lunedì 17 giugno il sindaco di New York Eric Adams ha convocato una conferenza stampa per lanciare l’allarme, anche se la Grande Mela potrà contare sull’effetto della brezza marina. Ma in generale su tutte le aree metropolitane del Nord-Est e del New England si attendono temperature tra i 37 e i 40 gradi, con una combinazione di caldo pericoloso e umidità soffocante che sarà evidentemente rischiosa per le persone più vulnerabili o chi deve lavorare all’aperto.

Il caldo anomalo come conseguenza del cambiamento climatico

Non c’è bisogno di ricordare il legame evidente e scientificamente provato tra il cambiamento climatico indotto dalle attività umane e la frequenza, l'intensità e la durata degli eventi di calore o in generale di eventi meteorologicamente estremi. Così come il fatto che saranno sempre più frequenti, più forti e più ampi man mano che il clima terrestre si riscalderà. Come rileva un recente studio, il progetto Indicators of Global Climate Change coordinato da Piers Forster, direttore del Priestley Centre for Climate Futures presso l’Università di Leeds, il riscaldamento globale causato dall’uomo sta avanzando di 0,26°C per decennio, il tasso più alto mai registrato. Il rapporto dice anche che il riscaldamento indotto dall’uomo è salito a 1,19°C nel decennio passato (2014-2023).

L’analisi mostra anche che il bilancio di carbonio rimanente – una stima della quantità di anidride carbonica che può ancora essere emessa in atmosfera prima di superare il limite di 1,5°C di riscaldamento globale – è di circa 200 gigatonnellate (miliardi di tonnellate di gas serra), che corrispondono a circa cinque anni di emissioni attuali. Nel 2020, il gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) aveva calcolato che il bilancio di carbonio rimanente per arrivare a 1,5°C era compreso tra le 300 e le 900 gigatonnellate di anidride carbonica, con una stima centrale di 500. Da allora, le emissioni di anidride carbonica e il riscaldamento globale sono continuati. All’inizio del 2024, il bilancio di carbonio rimanente per arrivare alla soglia di 1,5°C era di 100-450 gigatonnellate, con una stima centrale di 200.

 

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Immagine di copertina: pellegrini a La Mecca, Ibrahim Uz, Unsplash

 

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