
da Bruxelles – All’edizione 2026 del Packaging Waste & Sustainability Forum tenutasi a Bruxelles, il futuro degli imballaggi è apparso non tanto sotto forma di materiale innovativo, quanto piuttosto di sistema complesso in fase di sviluppo. Con l’avvicinarsi dell’attuazione del regolamento UE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWR), che irrigidisce i requisiti in materia di riciclabilità, contenuto riciclato e riutilizzo, l’attenzione si è spostata su come questi obiettivi funzioneranno nella pratica. Un consenso trasversale emerso dai dibattiti è che il riutilizzo e il riciclo non rappresentino più alternative, ma infrastrutture parallele che devono essere progettate congiuntamente.
È inoltre opinione diffusa che, in questo contesto, la responsabilità estesa del produttore (EPR) si stia evolvendo da strumento di conformità a leva per ottimizzare le prestazioni del sistema e promuovere la transizione verso l'economia circolare.
Il dibattito tra riutilizzo e riciclaggio
Da 33 anni, il Packaging Waste & Sustainability Forum rappresenta un punto d’incontro tra autorità di regolamentazione europee e industria dell’imballaggio per discutere dei principali cambiamenti normativi e pratici. Quest'anno, dal 24 al 26 marzo, le istituzioni normative si sono nuovamente sedute al tavolo con i fornitori; gli operatori del settore dei rifiuti hanno scambiato idee con gli innovatori nel campo dei materiali, e i proprietari dei marchi hanno cercato indicazioni su come orientarsi nel PPWR – in vista della pubblicazione delle linee guida di attuazione da parte della Commissione europea il 30 marzo – e sull'allineamento dei sistemi di responsabilità estesa del produttore a livello transfrontaliero.
Questa convergenza è stata evidente nel percorso Città circolari e consumatori, che ha collegato la normativa UE ai sistemi di gestione dei rifiuti urbani e ai modelli di vendita al dettaglio in evoluzione, dai sistemi di restituzione dei depositi (DRS) alla selezione basata sull'intelligenza artificiale e alla logistica del riutilizzo. Mentre l'UE si avvicina agli obiettivi di raccolta del 90% e a un maggiore contenuto riciclato entro il 2030, il “packaging sostenibile” sta perdendo il suo significato di semplice etichetta per diventare sempre più il risultato delle prestazioni del sistema.
Tale tensione è evidente nel dibattito tra riutilizzo e riciclo. Laure Darondeau, responsabile della sostenibilità degli imballaggi presso Nestlé Waters & Premium Beverages, ha spiegato che le valutazioni del ciclo di vita condotte dall’ADEME (Agenzia francese per la transizione ecologica) dimostrano che il vetro a rendere supera il vetro monouso già dopo pochi cicli – circa 4 o 5 riutilizzi, con alti tassi di restituzione – mentre il confronto con l’alluminio e il PET resta meno netto e dipende fortemente dall’efficienza del sistema e dalle distanze.
Queste differenze rispecchiano logiche industriali distinte. I sistemi a uso singolo si avvalgono di linee di produzione altamente ottimizzate, mentre il riutilizzo richiede infrastrutture separate per la raccolta, il lavaggio e il riempimento, spesso gestite internamente per garantire il controllo della qualità. Di conseguenza, il riutilizzo è risultato essere la soluzione più indicata in contesti specifici quali il settore alberghiero o i modelli di consegna locale.
Sistemi di restituzione dei depositi
D'altra parte, i sistemi di restituzione dei depositi, o deposito cauzionale, (Deposit Return System, DRS) sono sempre più considerati la colonna portante dell'economia circolare. Come sottolineato da Marián Áč, presidente dell'Associazione europea dei sistemi di restituzione dei depositi (EDRSA), i paesi con sistemi consolidati, come la Norvegia, raggiungono tassi di restituzione superiori al 90%; mentre i sistemi più recenti, come quello slovacco, si stanno avvicinando rapidamente a tale livello. Oltre alla raccolta, il DRS si è rivelato efficace anche nella riduzione dei rifiuti.
Tuttavia, anche i sistemi più efficienti lasciano una quota residua di contenitori non restituiti. La sfida ora è integrare il riutilizzo in questi sistemi. Sebbene l'infrastruttura DRS esistente possa tecnicamente gestire i contenitori riutilizzabili, il riutilizzo richiede cicli più brevi e locali e controlli più rigorosi, il che rende l'integrazione complessa senza una riprogettazione dei ruoli e delle strutture dei costi.
L'intelligenza artificiale e l'evoluzione delle aspettative dei consumatori
Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale (AI) sta rivoluzionando la gestione dei rifiuti. Secondo Yaseed Chaumoo, amministratore delegato di DeepNest, piattaforme come Deepnest di Greyparrot utilizzano la visione artificiale per monitorare il comportamento degli imballaggi negli impianti di smistamento reali, fornendo dati dettagliati su materiali, formati e persino marchi. Questa “intelligenza dei rifiuti” permette ai produttori e alle autorità di regolamentazione di valutare la riciclabilità nel mondo reale e di collegare le scelte di progettazione – come etichette, colori o materiali – alle prestazioni e ai costi di conformità.
Anche le aspettative dei consumatori sono in evoluzione. Secondo un sondaggio di Pro Carton condotto su 5.000 persone tra Spagna, Francia, Germania, Italia e Regno Unito, il costo della vita è ora la principale preoccupazione dell’opinione pubblica, ma il clima e i rifiuti seguono a ruota. Il riciclo è considerato l’azione individuale più efficace per mitigare l’impatto climatico, e la riciclabilità ha ormai superato la facilità di apertura o la richiudibilità come caratteristica principale degli imballaggi. A parità di condizioni, circa l'89% degli intervistati preferisce gli imballaggi a base di fibra rispetto alla plastica, specialmente in Italia, Germania e Francia, eppure una percentuale analoga non è disposta a pagare un sovrapprezzo per imballaggi “sostenibili”, ormai considerati un requisito minimo. Quattro su dieci dichiarano di aver cambiato prodotto nell’ultimo anno esclusivamente a causa dell’insoddisfazione per l’imballaggio – spesso dovuto a scarsa riciclabilità o imballaggio eccessivo – e i consumatori più giovani non esitano a rivolgere la propria fedeltà altrove.
Complessivamente, questi trend indicano un allontanamento dai dibattiti sui materiali a favore delle prestazioni del sistema. Gli elevati tassi di raccolta, la riciclabilità nella pratica e il comportamento dei consumatori stanno diventando gli indicatori chiave. La capacità delle ambizioni europee in materia di imballaggi circolari di trasformarsi in risultati tangibili dipenderà ora dall’efficacia con cui i responsabili politici, le città e le aziende riusciranno ad allineare normative, infrastrutture e progettazione.
In copertina: immagine Envato
