Lavoro, conoscenza, città, politica, dinamiche sociali: la transizione riguarda ogni aspetto della nostra vita. Aprile 2026 porta in libreria una costellazione di libri che parlano tra loro, attraversando questi diversi territori diversi: è il segno di un cambiamento profondo, che non riguarda solo l’ambiente ma il modo stesso in cui abitiamo il mondo. Nove libri che, ciascuno a proprio modo, cercano di nominare questa trasformazione; nove traiettorie che convergono in una stessa domanda: come abitare un pianeta in trasformazione? Tra dati, storie e visioni, la risposta sembra passare da qui: dalla capacità di immaginare nuovi equilibri, più fragili, forse, ma anche più giusti. Dalla teoria alla pratica, abbiamo selezionato nove titoli, tra novità, e nuove edizioni, che raccontano questa trasformazione profonda: non solo ambientale, ma culturale.
Chernobyl Herbarium. La vita dopo il disastro nucleare
di Michael Marder (Mimesis)
A quarant’anni dal disastro di disastro di Chernobyl, torna con una nuova edizione un’opera ibrida tra filosofia e arte, insieme saggio, opera poetica e archivio visivo, che racconta la resilienza delle piante segnate dalla radioattività. Non c’è linearità, ma una costellazione di tracce che restituiscono il trauma e, insieme, la possibilità di una rigenerazione. Testi frammentari e immagini vegetali restituiscono una “coscienza esplosa”, invitando a ripensare il rapporto tra tecnologia e natura. Marder, che è docente nei Paesi Baschi e si occupa di pensiero ecologico, invita così a guardare oltre l’idea di dominio umano sulla natura, ascoltando la voce silenziosa ma tenace delle piante.
La matematica della creatività
di Marcus du Sautoy (Bollati Boringhieri)
E se la matematica fosse una lingua poetica? Du Sautoy, professore a Oxford e divulgatore di fama internazionale, avvia con queste pagine un viaggio sorprendente, dove numeri e formule si intrecciano con arte, musica e natura. Dalle spirali delle conchiglie alla struttura dei sonetti, dai frattali alle architetture, tutto sembra rispondere a un ordine invisibile. Il risultato è un racconto affascinante, che smonta la separazione tra scienza e creatività, per ricordare che comprendere il mondo significa anche saperne cogliere le armonie nascoste.
Comunicare l’Europa tra crisi e transizioni
di Marinella Belluati (il Mulino)
Come si racconta l’Europa? Dalla diplomazia alle piattaforme digitali, il volume analizza come l’Unione Europea costruisce la propria sfera pubblica. Ne emerge un quadro complesso, in cui informazione e partecipazione diventano strumenti cruciali per la democrazia. Belluati, docente all’Università di Torino e titolare di una Jean Monnet Chair, offre una lettura lucida di un progetto politico ancora in costruzione, in cui la comunicazione emerge come infrastruttura democratica essenziale, soprattutto nelle crisi.
Green Jobs
di Tessa Gelisio e Marco Gisotti (Edizioni Ambiente)
In un tempo in cui la parola “transizione” rischia di diventare uno slogan, questo libro la riporta a terra, dentro le vite e le professioni, raccontando, attraverso cento schede dettagliate, un mercato del lavoro in metamorfosi: mestieri che scompaiono, altri che nascono, molti che cambiano pelle. Dall’energia all’agricoltura, dalla finanza alla comunicazione, emerge un futuro in cui sostenibilità e competenze tecniche si intrecciano. Gelisio, divulgatrice e imprenditrice ambientale, e Gisotti, tra i primi in Italia a raccontare i green jobs, offrono una bussola concreta per orientarsi.
Cattivo maestro. Bertrand Russell: logico, ateo, libertino, pacifista
di Piergiorgio Odifreddi (Raffaello Cortina Editore)
Una biografia appassionata e provocatoria dedicata a Bertrand Russell, simbolo del pensiero libero del Novecento. Premio Nobel per la letteratura nel 1950, ha combattuto contro la religione e la superstizione, e a favore dell’amore libero. Incarcerato due volte per pacifismo (la seconda a novant’anni), ha istituito un tribunale contro i crimini di guerra degli Stati Uniti in Vietnam. Tra logica, impegno politico e battaglie civili, Odifreddi, matematico e divulgatore, docente tra Italia e Stati Uniti e tra le voci più note della cultura scientifica italiana, racconta un intellettuale radicale, un pensatore “immorale”, capace di sfidare potere e convenzioni.
Agroecologia
di Francesco Lami (il Mulino)
Un viaggio tra campi, insetti, suoli e biodiversità, per ripensare l’agricoltura come ecosistema. questo libro racconta un’agricoltura diversa, capace di lavorare con la natura anziché contro di essa. Lami, che insegna all’Università di Bologna e si occupa di entomologia ed ecologia, guida il lettore dentro la complessità degli ecosistemi agricoli, dove ogni elemento – dai microrganismi agli impollinatori – ha un ruolo. L’agroecologia emerge così come una pratica concreta, non un’utopia, con soluzioni concrete per produrre cibo senza distruggere l’ambiente.
Harriet Taylor Mill
di Maria Laura Lanzillo (Carocci)
Una biografia che restituisce voce e spessore a Harriet Taylor Mill, troppo a lungo relegata nell’ombra del marito. Lanzillo docente all’Università di Bologna ed esperta di storia delle idee politiche, ricostruisce il suo pensiero sull’emancipazione femminile, mostrando come le radici della disuguaglianza attraversino ancora le nostre società. Il libro non è solo un recupero storico, ma un invito a ripensare la cittadinanza come processo incompiuto.
Per una civiltà della Terra
di Mauro Ceruti e Francesco Bellusci (Aboca)
In un’epoca attraversata da crisi intrecciate, Ceruti e Bellusci propongono un cambio di sguardo: ripensare l’umanità come comunità planetaria. Il libro è un invito a superare paure e chiusure per costruire una “civiltà della Terra”, un nuovo umanesimo fondato su complessità, solidarietà e cooperazione. Non mancano indicazioni concrete, dall’educazione al diritto internazionale. Ceruti, tra i principali teorici del pensiero complesso, e Bellusci, docente e saggista, offrono una riflessione che è insieme filosofica e politica, urgente e necessaria.
Materie prime che muovono il mondo
di Elio Giamello (il Mulino)
Dietro ogni oggetto quotidiano si nasconde una geografia invisibile fatta di minerali, miniere e conflitti. Con questo libro, Giamello, professore emerito di chimica dei materiali all’Università di Torino, racconta la storia di litio, coltan e terre rare, mostrando come la transizione energetica sia anche una questione geopolitica, illuminando le contraddizioni di un modello che consuma risorse finite e invitando a ripensare il ciclo produttivo in chiave circolare.
In copertina: foto di Micky White, Unsplash
