In una casa di Brescia, una batteria al litio da 10 kWh si carica in silenzio alle due del pomeriggio, quando il fotovoltaico sul tetto produce più di quanto la famiglia consumi. Alle sette di sera, senza che nessuno tocchi un interruttore, restituisce energia alla rete nel momento di massimo picco. Il proprietario non se ne accorge. Eppure, sta facendo qualcosa di radicalmente nuovo: sta partecipando al bilanciamento del sistema elettrico nazionale.
La flessibilità energetica (la capacità di spostare nel tempo produzione e consumo di elettricità) è il pezzo mancante della transizione. L'Italia ha oltre 1,96 milioni di famiglie con impianti solari, un parco di veicoli elettrici in crescita e un obiettivo PNIEC di almeno 6 GW di capacità flessibile aggiuntiva entro il 2030. Ma tra il potenziale e la realtà si frappongono barriere normative, culturali e di scala che rischiano di trasformare un'opportunità industriale in un ritardo strutturale.
Ne abbiamo parlato con Annette Peters, Chief Commercial Officer di E.ON Italia, che in Europa sta costruendo uno dei primi ecosistemi commerciali di flessibilità distribuita, dalle batterie domestiche al Vehicle-to-Grid con BMW, dai PPA industriali all'orchestrazione di migliaia di asset connessi. Una conversazione su tecnologia, regolazione e sul momento in cui la flessibilità smetterà di essere un progetto pilota per diventare la norma.
Come spiegherebbe la flessibilità a un cittadino comune? E perché, proprio ora, è diventata una priorità strategica per E.ON Italia?
La flessibilità energetica può sembrare un concetto tecnico, ma nella sua essenza è molto semplice: significa usare l’energia in modo più intelligente, consumandola, accumulandola o persino condividendola nel momento giusto. Per una famiglia, diventare più “smart” potrebbe voler dire caricare una batteria quando l’elettricità costa meno, utilizzare l’energia solare quando è disponibile, oppure lasciare che un sistema intelligente ottimizzi automaticamente i consumi in background. Per il sistema nel suo complesso, significa bilanciare domanda e offerta in modo più efficiente, soprattutto man mano che facciamo sempre più affidamento su fonti rinnovabili come il solare e l’eolico. Ecco perché la flessibilità è diventata una priorità proprio adesso. Il nostro sistema energetico sta cambiando più rapidamente che mai: più veicoli elettrici, più pompe di calore, più generazione distribuita. Senza flessibilità, tutto questo genera pressione sulla rete e costi più elevati per tutti. E.ON è un pioniere della flessibilità energetica in Europa e in Italia e agisce come orchestratore tra clienti, asset e rete: trasformiamo installazioni e dispositivi individuali in valore collettivo per il sistema. Nella pratica, questo sta già diventando realtà: progetti pilota con clienti reali stanno collegando batterie domestiche al sistema attraverso dispositivi semplici e un controllo automatizzato, consentendo alle famiglie di contribuire alla stabilità della rete senza modificare le proprie abitudini quotidiane.
Nel settore si parla sempre più di prosumer e flexumer, persone che non solo consumano energia, ma la producono, la accumulano e la cedono alla rete. Quanto è realistico questo scenario per il cliente medio italiano?
Perché questo modello diventi mainstream, devono convergere tre condizioni. Primo, la tecnologia deve essere semplice e integrata. I clienti non dovrebbero dover gestire attivamente la complessità: l’automazione dovrebbe funzionare in background. Secondo, il modello deve essere economicamente attrattivo. Le famiglie devono percepire risparmi chiari e tangibili. Terzo, c’è un aspetto culturale: fiducia e consapevolezza. Le persone devono sentirsi sicure che questi sistemi siano affidabili e realmente vantaggiosi. In E.ON, il feedback che raccogliamo dai progetti pilota è fondamentale: lo utilizziamo per mettere a punto incentivi e logiche di controllo prima di estendere le soluzioni su scala più ampia. Ci concentriamo quindi sulla rimozione di queste barriere offrendo soluzioni facili da usare, trasparenti e progettate intorno ai bisogni reali dei clienti — così che la flessibilità diventi qualcosa di naturale, non qualcosa di tecnico.
Secondo il Ministero dell'ambiente, entro il 2030 il sistema elettrico italiano avrà bisogno di almeno 6 GW di capacità di flessibilità aggiuntiva per sostenere la crescita prevista di veicoli elettrici, pompe di calore e nuova generazione rinnovabile. Come si posiziona E.ON Italia rispetto a questo obiettivo?
Il nostro focus è quello di scalare la partecipazione collegando asset distribuiti come batterie domestiche e veicoli elettrici in una flessibilità aggregata affidabile per il sistema energetico, mantenendo al tempo stesso semplici i processi di onboarding dei clienti e l’automazione, così che la flessibilità possa evolvere da progetti pilota a soluzione di massa. La principale sfida oggi non è la tecnologia, è la scalabilità. I quadri regolatori devono premiare la flessibilità, ridurre la complessità e rendere più semplice la partecipazione di famiglie e imprese. Anche il costo dell’elettricità resta un ostacolo: prezzi elevati rendono più difficile adottare l’elettrificazione e consumi flessibili. Per questo le politiche pubbliche svolgono un ruolo cruciale. Misure che riducano il costo dell’elettricità, semplifichino la regolazione e abilitino nuovi modelli di business sono essenziali per sbloccare la flessibilità su larga scala e renderla accessibile a tutti.
E.ON ha sviluppato in Italia strumenti come Smarty Link per la gestione intelligente delle batterie domestiche. Può raccontarci come funziona nella pratica quotidiana di una famiglia?
Con E.ON Smarty Link stiamo rendendo la flessibilità una realtà concreta per le famiglie. Attraverso un piccolo dispositivo che il cliente collega a una qualsiasi presa elettrica, ci connettiamo alla batteria domestica tramite il Wi-Fi di casa del cliente. Inviamo comandi da remoto per caricare o scaricare quantità molto ridotte di energia quando il sistema nazionale ne ha bisogno, contribuendo a bilanciare l’energia rinnovabile e mantenendo al tempo stesso semplice l’esperienza del cliente. Per esempio, il sistema può immagazzinare energia solare durante il giorno e utilizzarla la sera, oppure caricare la batteria quando i prezzi dell’elettricità sono più bassi, rendendo l’uso dell’energia più intelligente, più efficiente e più conveniente per il cliente. L’aspetto fondamentale è che il sistema funziona automaticamente in background, senza richiedere ai clienti di cambiare le proprie abitudini, offrendo un valore tangibile in termini di maggiore controllo, efficienza e comodità. Allo stesso tempo, la trasparenza è essenziale per creare fiducia. Attraverso gli strumenti digitali di E.ON, i clienti possono monitorare i flussi energetici e restare informati, combinando l’automazione in background con chiarezza e controllo in primo piano. Per una famiglia, questo significa diventare più smart e beneficiare di nuove tecnologie e soluzioni senza complessità aggiuntiva. Un elemento chiave che rende possibile questo approccio è la nostra app E.ON, che ha ricevuto un riconoscimento di prodotto per la sua user experience. Oggi offre ai clienti un’interfaccia unica e intuitiva per il monitoraggio dell’energia, e costituisce la base per una gestione della flessibilità semplice e orientata al cliente nel prossimo futuro. In termini di risparmio, il valore deriva da un migliore utilizzo dell’energia autoprodotta e da modelli di consumo ottimizzati. Il beneficio effettivo dipende quindi in larga misura da fattori come la capacità della batteria e il comportamento di consumo del singolo nucleo familiare. Per rendere il beneficio tangibile per i nostri clienti fin dal primo giorno, attualmente offriamo un bonus annuale fino a 120 euro, che viene accreditato direttamente sulla bolletta energetica del cliente.
A settembre 2025, E.ON e BMW hanno lanciato in Germania il primo servizio commerciale Vehicle-to-Grid per clienti privati: i possessori di un BMW iX3 possono ricevere fino a 720 euro all'anno di bonus, potendo di fatto azzerare i costi di ricarica per circa 14.000 km percorsi. È un modello replicabile in Italia?
L’iniziativa Vehicle-to-Grid in Germania mostra cosa può diventare la flessibilità quando tecnologia, regolazione e partnership si combinano in modo efficace. L’idea è semplice ma potente: un veicolo elettrico non è soltanto un consumatore di energia, ma anche un asset di accumulo che può supportare la rete. In cambio, i clienti ricevono benefici economici, rendendo la mobilità elettrica ancora più attrattiva. Ciò che questa iniziativa dimostra è che la flessibilità può passare da progetto pilota a realtà commerciale: una proposta pensata per il cliente, logiche di controllo automatizzate sviluppate con i partner e benefici economici tangibili. Il ruolo di E.ON è orchestrare questi elementi, connettendo asset distribuiti, tecnologia e rete, così che, quando la regolazione e le infrastrutture italiane lo consentiranno, flussi di valore analoghi possano essere implementati in modo efficiente e su larga scala.
La flessibilità richiede una filiera insolita: energetici, case automobilistiche, operatori di rete, produttori di hardware, istituzioni. Come si costruisce un ecosistema del genere in Italia, dove la filiera industriale è frammentata e spesso dominata da PMI? E.ON ha già partnership attive in questo senso nel mercato italiano?
La sfida è il coordinamento. L’opportunità è costruire soluzioni pratiche e scalabili, che generino valore immediato, soprattutto per le imprese che si confrontano con costi energetici elevati e volatili. Un buon esempio è la nostra partnership con Metallurgica Marcora, azienda siderurgica italiana. Insieme abbiamo sviluppato un impianto fotovoltaico da 999 kWp presso il loro sito produttivo, che oggi genera circa 1,2 GWh di energia rinnovabile all’anno, coprendo circa il 30% del fabbisogno elettrico dell’azienda. Ciò che rende questo modello particolarmente rilevante è il modo in cui abbassa le barriere. Attraverso un Power Purchase Agreement di lungo termine, Metallurgica Marcora beneficia di energia pulita, generata localmente, a prezzi stabili e competitivi, senza alcun investimento iniziale. E.ON sviluppa, possiede e gestisce l’asset, garantendone performance e continuità. Progetti come questo costruiscono le fondamenta − generazione rinnovabile locale a prezzi stabili − e preparano il terreno per il livello successivo dell’evoluzione del sistema energetico, cioè la flessibilità: connettere e orchestrare asset affinché possano rispondere ai bisogni del sistema, ridurre picchi e volatilità e generare valore tangibile per i clienti. È esattamente questo il tipo di approccio ecosistemico di cui abbiamo bisogno: combinare domanda industriale, competenze energetiche e modelli finanziari su misura che riducano le barriere per le imprese e rendano la transizione economicamente accessibile. Non solo riduce le emissioni e protegge le aziende dalla volatilità del mercato, ma rafforza anche la loro competitività e il loro posizionamento ESG. Più in generale, abilitare la flessibilità, sia nell’industria sia nelle famiglie, significa connettere asset, partner e tecnologie in un unico sistema coerente. Il nostro ruolo in E.ON è coordinare questa complessità, rendendola semplice e di valore per i clienti. Perché, alla fine, la flessibilità non riguarda solo le infrastrutture, riguarda la creazione di un sistema che funzioni meglio per le persone e per le imprese, rendendo l’energia più prevedibile, più sostenibile e soprattutto più accessibile dal punto di vista economico.
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In copertina: Annette Peters
