Sostenibile, accessibile, futuristica. Benidorm è stata la città pioniera delle buone pratiche del turismo sostenibile nel 2025. Premiata dalla Commissione europea nell’ambito dell’iniziativa Smart Tourism come città Green Pioneer, accanto alla Smart Capital Torino, questa sorprendente città sul Mediterraneo, nota per i grattacieli e la vivace movida notturna, ha dimostrato di essere una vera avanguardista in termini di sviluppo sostenibile, programmazione del turismo intelligente e tutela ambientale.
Un riconoscimento che l’ha vista capofila dell’anno che si sta per chiudere, raccogliendo il testimone dell’italiana Grosseto e superando nella rosa delle candidate finaliste Aveiro (Portogallo), Jūrmala e Liepāja (Lettonia), Nea Propontida (Grecia), Panevėžys (Lituania) e Sliven (Bulgaria).
Quest’anno la redazione di Materia Rinnovabile ha avuto l’occasione di visitarla, per capire cosa abbia convinto la Commissione europea e osservare da vicino un modello di sviluppo turistico sorprendente, rispettoso dell’ambiente, della comunità locale e, soprattutto, accessibile a 360 gradi.
Un modello verticale replicabile in tutto il mondo
Benidorm si riconosce a colpo d’occhio per uno skyline inconfondibile e unico nel bacino mediterraneo: una distesa di grattacieli scintillanti. Un aspetto atipico e affascinante che le è valso l’appellativo di “New York del Mediterraneo”.
La sua forma urbana è il risultato della collocazione geografica dell’abitato, stretto tra i monti alle spalle e il mare di fronte. Barriere naturali che, già a metà del secolo scorso, hanno imposto un limite all’espansione orizzontale della città. La svolta arriva nel 1956, quando l’amministrazione decide di puntare sulla crescita in altezza, pianificando uno sviluppo verticale per preservare il territorio circostante.
Grazie a questa scelta, a quasi settant’anni di distanza, Benidorm è oggi un esempio pionieristico di pianificazione urbana sostenibile. A differenza di molte città in forte crescita turistica ed economica, ha scelto un modello compatto ed efficiente, capace di ottimizzare l’uso del suolo e delle risorse naturali.
Il Piano generale di ordinamento urbano del 1956, rivoluzionario per l’epoca, si dimostra ancora oggi funzionale e replicabile. Strade ampie, orientamento strategico degli edifici in base a spiagge, clima e venti, un’urbanistica pensata per l’efficienza energetica, l’uso razionale dell’acqua, una mobilità intelligente e inclusiva, la valorizzazione delle aree verdi e il controllo costante della qualità dell’aria.
Grazie al modello verticale, Benidorm occupa solo 38 km² di suolo, di cui oltre il 61% costituito da aree protette. All’interno di questo perimetro, il 70% degli spostamenti avviene a piedi, riducendo l’uso dell’auto e di conseguenza l’inquinamento. I risultati si vedono: Benidorm rientra tra le sette città spagnole con oltre 50.000 abitanti che vantano la migliore qualità dell’aria secondo l’OMS, risultando una delle realtà europee con il più basso impatto ambientale pro capite.
La concentrazione edilizia consente una distribuzione più efficiente dell’elettricità, abbattendo i costi di illuminazione pubblica e climatizzazione, e una gestione altamente performante del ciclo idrico, con un rendimento del 95% della rete di approvvigionamento.
L’urbanistica compatta ha inoltre favorito la creazione di parchi, giardini e ampie zone pedonali, migliorando la qualità della vita di residenti e visitatori. Anche la raccolta dei rifiuti beneficia di questo assetto, avvenendo in circa metà del tempo rispetto ad altre città di pari dimensioni.
Adattamento al cambiamento climatico, efficienza energetica e gestione dell’acqua
Nel 2021 Benidorm ha avviato il Piano strategico per il cambiamento climatico (CCP), diventando la prima città spagnola sopra i 50.000 abitanti a dotarsi di questo strumento. L’obiettivo è ambizioso, ridurre del 40% le emissioni di CO₂ e aumentare del 27% l’uso di energie rinnovabili.
A oggi il 40% del piano è già stato attuato, attraverso interventi che includono l’integrazione di energia sostenibile nell’illuminazione pubblica, nei trasporti, negli edifici comunali e nella gestione dei rifiuti. Dal 2018 tutti gli edifici municipali e l’illuminazione pubblica sono alimentati al 100% da energia rinnovabile. L’installazione di impianti fotovoltaici e l’adozione della tecnologia LED hanno permesso una riduzione dei costi elettrici del 51,8%.
Anche sul fronte idrico Benidorm rappresenta un modello virtuoso da analizzare e replicare. La città ha raggiunto un’efficienza del 95% di recupero e riutilizzo, contro una media nazionale del 70%. Nonostante un aumento del 40% della popolazione e del 26% dei pernottamenti alberghieri negli ultimi 36 anni, il consumo complessivo di acqua è diminuito del 18%. Sono numeri da record.
Un sistema avanzato di gestione idrica che spreca solo il 5% delle sue acque e che consente di sostenere picchi di domanda superiori al 700% durante l’alta stagione turistica. Il tutto grazie all’ottimizzazione dell’approvvigionamento, della pressione e della capacità di depurazione. Il 36% dell’acqua trattata, inoltre, viene riutilizzato per agricoltura, irrigazione dei giardini e pulizia delle strade.
Tutela degli ecosistemi costieri e marini, dalla Posidonia alle spiagge
Per affrontare gli impatti del cambiamento climatico, Benidorm ha adottato una serie di misure a protezione dell’ambiente naturale. Dall’installazione di vasche antitempesta per la raccolta dell’acqua, alla creazione di canalizzazioni per rallentare i flussi idrici, fino all’ammodernamento dei sistemi di drenaggio, la città lavora attivamente per ridurre il rischio di alluvioni ed erosione costiera.
Grande attenzione è rivolta alla conservazione degli ecosistemi marini, attraverso aree protette e pratiche di gestione sostenibile delle spiagge. Centrale è il lavoro di tutela della Posidonia oceanica, pianta endemica fondamentale per la qualità delle acque, la biodiversità marina e la protezione delle coste dall’erosione.
Passeggiando sulle spiagge cittadine, perfettamente integrate nel contesto urbano, si notano i segni di una crescita florida della Posidonia, costantemente monitorata. Secondo gli ultimi dati, le praterie registrano una crescita annuale compresa tra 1 e 3 cm.
Le spiagge sono mantenute secondo rigorosi criteri ambientali, con sistemi di pulizia privi di sostanze chimiche e l’uso di attrezzature eco-compatibili. Un esempio concreto e replicabile per molte altre realtà costiere del Mediterraneo esposte a rischi climatici simili.
La gestione dell’overtourism, il trionfo dell’accessibilità e l’addio alle barriere architettoniche
Per anni Benidorm è stata identificata come una meta legata quasi esclusivamente a mare e movida. Nel tempo, però, ha saputo gestire in modo intelligente i flussi turistici provenienti da tutta Europa (principalmente dal Regno Unito), intercettando le esigenze dei visitatori e quelle della comunità locale. Il risultato è un modello capace di evitare le conseguenze dannose dell’overtourism, garantire servizi di qualità e, soprattutto, una convivenza equilibrata tra residenti e turisti.
Oggi Benidorm è una delle città più accessibili d’Europa. Un vero e proprio paradiso dell’accessibilità a 360 gradi. Il centro urbano, le attrazioni e persino le spiagge sono fruibili senza barriere da persone con disabilità motorie e sensoriali. Rampe, ascensori, pavimentazioni tattili, semafori acustici e servizi di supporto (noleggi agevolati di mezzi elettrici per anziani e disabili) rendono l’esperienza inclusiva e sicura.
La città ha decisamente ampliato e diversificato la propria offerta, includendo turismo sanitario, educativo ed ecoturismo. Questo ha permesso di ridurre il turismo stagionale (abbracciando un range più ampio di accoglienza turistica) e ampliare il pubblico, attirando non solo giovani in cerca di divertimento, ma anche visitatori interessati a natura, benessere e salute.
Spiagge libere e accessibili, campi da golf progettati secondo criteri ecologici, parchi tematici sostenibili e itinerari culturali legati al patrimonio locale attraggono visitatori durante tutto l’anno, favorendo una distribuzione più equilibrata dei ricavi e la creazione di posti di lavoro e un’occupazione stabile per gli abitanti locali.
Su questa scia, Benidorm è stata la prima destinazione spagnola a certificare il proprio impegno verso il turismo senior, adattando infrastrutture e servizi alle esigenze dei viaggiatori over 60. Colpisce, ad esempio, la presenza di presidi di primo soccorso lungo tutto il litorale, con defibrillatori e personale qualificato, oltre a servizi innovativi come biblioteche multilingue in spiaggia e sistemi di riuso delle attrezzature balneari (riuso di gonfiabili e giocattoli da spiaggia per famiglie).
Infine, la gestione sostenibile delle spiagge è supportata da tecnologie smart. Come per esempio applicazioni che forniscono informazioni in tempo reale su meteo e condizioni del litorale e sistemi di monitoraggio dei flussi che consentono di prevenire il sovraffollamento. Un approccio che migliora l’esperienza turistica, riduce la pressione sulle risorse naturali e rappresenta un modello replicabile per altre destinazioni europee.
In copertina: lo skyline inconfondibile di Benidorm, la New York del Mediterraneo. Tutte le foto in questo articolo sono di Annamaria Duello
