Dal 1° marzo il Gruppo Magis è pienamente operativo con il nuovo brand nato dall’evoluzione di AGSM AIM. Il debutto ufficiale sul mercato è avvenuto a KEY – The Energy Transition Expo, la fiera dell’energia che si tiene a Rimini dal 4 al 6 marzo, e di cui Materia Rinnovabile è media partner.
L’operazione rappresenta il completamento di un processo di integrazione industriale, che vede l’azienda contare su circa 1,9 miliardi di euro di ricavi, oltre 2.000 dipendenti e 900.000 clienti. Il piano industriale prevede più di 1 miliardo di euro di investimenti in rinnovabili, reti energetiche e servizi sostenibili. Ma tutto questo si colloca in un contesto nazionale e globale sempre più instabile, soprattutto con gli ultimi risvolti della crisi in Medio Oriente. A cui però l’azienda vuole rispondere con nervi saldi, resilienza e una visione di lungo periodo. Ne abbiamo parlato con Alessandro Russo, amministratore delegato di Magis, che abbiamo incontrato e intervistato proprio qui a Key Energy.
Magis debutta ufficialmente a Key Energy: perché questo rebranding e quali sono gli obiettivi di lungo termine che sottende?
Il rebranding è la punta di un iceberg che è il nostro piano industriale, approvato a luglio, con cui abbiamo provato a immaginare un percorso di crescita con il focus su un processo di transizione. Infatti il sottotitolo della nascita di Magis è proprio “Benvenuta transizione”, perché vediamo un mondo che sta cambiando e in cui forse qualcuno sta pensando che il tema della transizione possa essere messo da parte in nome di altre e più importanti sfide, ma noi crediamo che la madre di tutte le sfide sia proprio quella di guidare la complessità di queste transizioni, quindi vogliamo mettere l'azienda al centro di questo processo per sostenere le comunità in questo percorso di crescita. Magis nasce anche come azienda locale, quindi vogliamo continuare a presidiare questo radicamento ma unendo sempre di più la dimensione nazionale: oggi siamo i primi fornitori in Italia della pubblica amministrazione, perciò siamo già un player di caratura nazionale, ma vogliamo esserlo sempre di più raccontando una storia alternativa a quella che tutti raccontano. Ovvero: l'energia per noi in futuro sarà sempre meno una commodity. Scegliere un fornitore energetico diventerà sempre di più una scelta etica, valoriale, di qualità. Ed è questo che oggi ci ha spinti a ripensare la nostra immagine e raccontare questa nostra identità, sapendo che nei prossimi anni vedremo dei consumatori sempre più attenti al risparmio, al consumo, a capire esattamente come è fatto il costo della bolletta. Quindi pensiamo che sia importante, in un mercato più proattivo, associare dei valori che portino a considerare un bene non solo come una commodity ma come un servizio che viene offerto in più, perché la credibilità dell'operatore è molto importante.
Avete messo le persone al centro della campagna di comunicazione. Come le aiuterete a adottare comportamenti virtuosi e ad avere servizi energetici centrati proprio su di loro e sulle famiglie?
Prima di tutto con la trasparenza. Le bollette oggi sono ancora difficilmente leggibili. Noi vogliamo lavorare per mettere i cittadini nella condizione di conoscere bene i propri consumi prima ancora che il prezzo. E questo lo faremo anche con degli strumenti digitali, per esempio un'app dedicata. Andremo poi a sviluppare dei sistemi che consentano al consumatore di diventare un prosumer e quindi di poter dialogare con l'azienda, per capire, per esempio, qual è il momento migliore per accendere una lavatrice, oppure come sfruttare al meglio il proprio hub di ricarica della colonnina del garage per l'auto elettrica. Oggi queste attività non sono core perché questo tipo di sensibilità non è ancora così diffusa, non è mainstream, ma noi crediamo che sarà proprio questa la sfida del futuro. E quindi, in un mondo in cui tutti raccontano l’energia attraverso i testimonial, noi abbiamo scelto dei testimoni, che sono le persone che con la loro professionalità garantiscono che l'energia arrivi nelle case delle famiglie in maniera economica ma anche con un alto livello di qualità, con attenzione alla sostenibilità e all'etica della professione.
Magis nasce tra Verona e Vicenza, ma quali sono i mercati di riferimento per questa prima fase di espansione?
Noi oggi siamo molto forti con la PA e ci stiamo espandendo un po’ a macchia d'olio, a partire dal Veneto. Puntiamo ad avere una copertura importante nelle grandi città, quindi sicuramente tutti i grandi centri del Veneto, ma anche Milano, Bologna, Roma e Napoli.
Quale peso può avere per l'industria veneta finalmente avere una utility regionale con uno sguardo nazionale?
La nostra sfida è provare a rappresentare un modello diverso rispetto alla utility regionale, quindi vogliamo provare a creare delle comunità in ogni luogo in cui andremo a costruire una rete di clienti. Certamente il Veneto è per noi casa, e le ricadute che portiamo in Veneto sono ormai strutturate da decenni di lavoro che abbiamo fatto, ma vogliamo provare a raccontarci non come l'azienda veneta che compete con le altre regioni d’Italia, bensì come un'azienda che ha un modello, ha una visione e un modo di rapportarsi con i cittadini, e questo modello è replicabile in qualsiasi altro contesto.
Per la parte impianti, quali target avete?
Vogliamo arrivare a produrre un terawatt di energia da fonti rinnovabili. Tutti i nostri investimenti saranno green. Oggi noi copriamo circa il 10% della nostra vendita attraverso la produzione, ma vogliamo arrivare al 25%. Per farlo già nel 2025 abbiamo concluso delle importanti operazioni di acquisizione di asset eolici e fotovoltaici, ma vogliamo affiancare a queste acquisizioni anche delle opere che andremo a realizzare attraverso la nostra ingegneria, perché la transizione non si fa solo comprando opere che già esistono o che sono già in funzione ma anche andando a realizzarne di nuove, e la nostra sfida è quindi mettere insieme queste due competenze.
Guardando alla situazione internazionale attuale: pensa che il fatto di avere prezzi di gas e petrolio in netta crescita, e che probabilmente resteranno alti per tutto l'anno, favorirà gli investimenti in rinnovabili?
Io spero che il prezzo dell’energia non rimanga alto per tutto l'anno, d’altronde gli scenari che avevamo ipotizzato fino una settimana fa ci davano dei prezzi in calo. È chiaro che l’effetto delle vicende geopolitiche non si può ancora misurare, dal mio punto di vista, nel medio-lungo periodo, però penso che dobbiamo anche avere il coraggio di dire che gli investimenti in rinnovabili non si possono fare soltanto quando ci sono i prezzi alti e le rendite favorevoli, ma bisogna farli con una visione che vada oltre la dimensione del breve periodo, che punti a immaginare uno scenario e a puntare su quello scenario per cercare di efficientare. Perché altrimenti il rischio è che ci si immobilizzi oppure che si vada a singhiozzo. E invece dobbiamo andare con una visione lunga, con una meta da raggiungere e con un passo costante che non si faccia influenzare da fattori esogeni.
Qui a Key Energy qual è la percezione del mondo dell'energia rinnovabile in Italia?
Ci sono tantissime tecnologie che stanno esplodendo e che sicuramente porteranno dei benefici ai consumatori e quindi c'è entusiasmo, che però è evidentemente frenato da questa incertezza alimentata da uno scenario globale in cui non è facile prendere delle decisioni, in cui qualcuno magari rimane in attesa prima di capire cosa fare. Noi non faremo questo, andremo avanti: il nostro fare industria è a prescindere dal contesto. Vogliamo dare fiducia a una visione di medio-lungo periodo e non alla quotidianità.
Perché Magis?
Magis perché vuol dire “di più”. Magis contiene dentro di sé AGSM e AIM, le due società che si sono fuse, e questo voler dire “di più” è anche una promessa: che chi sceglierà noi non avrà soltanto due vecchie municipalizzate che si sono messe insieme, ma avrà un grande operatore nazionale che, partendo dal suo radicamento sul territorio veneto, offrirà un prodotto come oggi non lo offre nessuno.
In copertina: foto Magis a Key Energy
