Martedì 9 giugno, durante i negoziati intermedi di Bonn, in Germania, la presidenza turca della prossima conferenza sul clima (COP31) ha annunciato nuovi obiettivi per l'elettrificazione dei consumi energetici, la riduzione della produzione di rifiuti e l'efficientamento del settore edilizio, allo scopo di rendere le città più resilienti alla crisi climatica.

Il documento, intitolato Global Climate Action Agenda, propone di aumentare la quota di elettricità sui consumi finali di energia, passando dal 20% attuale al 35% entro il 2035. “Elettrificando la vita quotidiana, dai trasporti agli edifici e all'industria, possiamo proteggere famiglie e imprese dalla volatilità dei mercati energetici. L’obiettivo del 35% entro il 2035 “sarà una delle priorità fondamentali della nostra presidenza della COP31”, ha dichiarato Murat Kurum, ministro dell'Ambiente, dell'Urbanizzazione e dei Cambiamenti climatici turco. Concepito per supportare l'attuazione dell'Accordo di Parigi e quindi contribuire a frenare il riscaldamento globale (possibilmente a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali), il target si basa sulle analisi dell'Agenzia Internazionale dell'Energia e dell'Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili.

La presidenza di Kurum mira a trovare consenso anche sull’economia circolare: entro il 2035 la produzione di rifiuti dovrà dimezzarsi. Occhi puntati in particolare sullo spreco alimentare, che genera il 10% delle emissioni globali, principalmente sottoforma di metano, un gas serra 80 volte più potente dell'anidride carbonica.
La terza priorità, infine, è ridurre l'intensità del consumo energetico nel settore edile di almeno il 25% entro il 2035.

Antalya 2026 sarà la COP dell’implementazione?

Da Bonn traspare un certo ottimismo. Questa iniziativa potrebbe assumere un certo peso proprio ad Antalya, in Turchia, dove si terrà a novembre la trentunesima conferenza sul clima. “Non è ovviamente una decisione presa per consenso dalla COP, ma in questa nuova fase documenti del genere possono contare di più rispetto a iniziative passate, che spesso sono rimaste sulle carta”, commenta a Materia Rinnovabile Jacopo Bencini, esperto in diplomazia del clima e negoziati UNFCCC e tra le altre cose presidente dell’associazione Italian Climate Network.

André Aranha Corrêa do Lago, presidente brasiliano della deludente COP30, l’aveva definita “fase post-negoziale”, cioè il momento di tradurre in azioni concrete ciò che è stato deciso nell’Accordo di Parigi, nonostante la crisi del multilateralismo. In una lettera congiunta diffusa a maggio, i due paesi ospitanti (Turchia e formalmente Australia) hanno affermato che la COP31 sarà la “COP dell’implementazione" e una "COP del futuro": l'obiettivo esplicito è concretizzare i risultati del primo Global Stocktake del 2023, il bilancio quinquennale che ha fotografato i progressi fatti a partire dal 2020.

Un segnale positivo della presidenza

Puntare sull'elettrificazione, e di conseguenza aprire alle fonti rinnovabili e a basso impatto climatico una fetta maggiore del mercato energetico, è una risposta concreta alla crisi geopolitica che sta indirettamente mettendo in ginocchio diversi paesi, soprattutto nel Sud-Est Asiatico. La chiusura dello stretto di Hormuz e il calo delle esportazioni di gas, petrolio e fertilizzanti sintetici ha infatti innescato un rincaro globale delle materie prime energetiche. E a pagarne il prezzo più salato sono le economie più fragili.

“Accelerare la transizione energetica attenuerà gli shock energetici, proteggerà meglio le nostre economie e le nostre famiglie dagli alti costi e contribuirà a mantenere la curva delle emissioni in calo”, ha dichiarato Chris Bowen, ministro dell’Ambiente australiano che presiederà le negoziazioni ad Antalya.

L'iniziativa della presidenza della COP31 è stata accolta positivamente anche dagli osservatori indipendenti, tra cui Jessica Isaacs del Polsky Center for the Global Energy Transition (World Resources Institute), che osserva: "È un segnale forte. L'elettrificazione con energia pulita, combinata con una maggiore efficienza energetica, è essenziale per rafforzare la sicurezza energetica e proteggere famiglie e imprese dagli shock di prezzo derivanti dalla dipendenza da combustibili fossili”.

 

In copertina: Belem, COP30 - protesta silenziosa nell'ultimo giorno del vertice. Foto di Bianca Otero/ZUMA Press Wire/Shutterstock (15872464f) / Agenzia IPA