Trascorrere almeno 120 minuti a settimana immersi nella natura fa bene alla salute e al benessere mentale. Lo conferma uno studio su 20.000 persone dell’Università di Exeter, secondo cui i benefici emergono solo oltre questa soglia minima, a prescindere che il tempo venga trascorso tutto in un’unica uscita al parco o distribuito nell’arco della settimana. Il contatto con l’ambiente naturale si rivela un potente alleato per la salute: aiuta a combattere lo stress, abbassare la pressione sanguigna, rafforzare il sistema immunitario, ridurre ansia e aggressività, migliorare l’umore e aumentare la capacità di concentrazione.

Forest bathing nel Parco del Respiro

Nel cuore del Trentino, una delle aree italiane con la più alta copertura forestale, il Parco del Respiro a Fai della Paganella si presenta come un’autentica oasi di benessere psico-fisico. Qui si pratica il forest bathing, o shinrin-yoku, un’antica disciplina giapponese che invita a riconnettersi con la natura attraverso una semplice ma profonda esperienza: camminare lentamente nel bosco, respirare, lasciarsi incantare dal paesaggio, ascoltare i suoni e, soprattutto, prendersi del tempo per sé, lontano dal ritmo frenetico della quotidianità.
“Stare nel bosco per almeno due ore porta benefici concreti alla nostra salute: abbassa i livelli dell’ormone dello stress, riequilibra il battito cardiaco e la pressione sanguigna. Questi sono alcuni dei primi parametri monitorati in Giappone già negli anni ‘80, quando le prime ricerche sullo shinrin-yoku cercavano soluzioni efficaci al problema del tecno-stress”, spiega Massimiliano Corrà, istruttore e formatore di forest bathing.

Il Parco del Respiro è aperto a tutti, 24 ore su 24, e si sviluppa su 36 ettari di foresta principalmente di abeti e faggi, offrendo quattro sentieri collegati tra loro. L’unico biglietto da pagare è il rispetto per il bosco, che ci restituisce benessere e quel legame con la natura che l’uomo moderno sta dimenticando, ma che deve riscoprire. “Le sessioni di forest bathing durano in media 3 ore, ma possono estendersi fino a 6, per godere appieno dell’esperienza immersiva. In questi luoghi si pratica anche il tree-hugging,” continua Corrà.
Il parco ospita anche una varietà di attività complementari, dallo yoga ai laboratori per bambini, fino a eventi culturali come il salotto letterario o il Festival Orme. “Portiamo le attività fuori dalle quattro mura per far vivere la natura in tutte le sue forme e poter godere di tutti i suoi benefici, anche attraverso la cultura”.

Acqua termale e boschi a Comano

Il Parco del Respiro non è l’unico luogo in Trentino dove la natura diventa cura. Poco distante, alle Terme di Comano, la salute nasce dall’ambiente naturale, ma in una forma diversa: qui è l’acqua a diventare protagonista del benessere. “È un’acqua bicarbonato-calcio-magnesiaca, elementi utili al corpo umano soprattutto nell’ambito della dermatologia. Inoltre, ricerche in ambito microbiologico hanno scoperto che l’acqua ha un microbiota molto ricco, con microrganismi dal forte potere antinfiammatorio, rigenerante e immuno-modulante”, spiega Elena Andreolli, consigliera delegata delle Terme di Comano.
L’acqua di Comano, che deriva dall’unione di una falda risalente al Giurassico con l’acqua proveniente dalle rocce dolomitiche attraverso la pioggia, è alla base di percorsi terapeutici dedicati alla cura di patologie dermatologiche, delle vie respiratorie e dell’apparato ginecologico. “È soprattutto un’acqua con una forte azione a livello dermatologico: interviene in modo efficace anche sulla dermatite atopica, che colpisce oltre il 20% dei bambini. Attraverso i bagni e l’assunzione dell’acqua, la pelle riesce a riequilibrare il difetto della barriera cutanea e a ritornare in salute”.

Ma il benessere a Comano non si ferma all’acqua. Il parco di 14 ettari che circonda le terme è in fase di certificazione come centro di terapia forestale, in collaborazione con il CNR. “Stiamo monitorando i monoterpeni emessi dalle piante: si è visto che riducono stress e ansia e migliorano il sonno”, continua Andreolli. “Per abbinare il paesaggio al soggiorno di benessere presso la nostra struttura, organizziamo attività quotidiane nel bosco, come camminate a piedi nudi, yoga, nordic walking e forest bathing”.

Il centro termale è anche un modello di sostenibilità: il 74% dell’energia elettrica proviene da fonti rinnovabili, in gran parte da impianti idroelettrici. Inoltre, il parco, che ospita 870 alberi censiti, assorbe ogni anno circa 250 tonnellate di CO₂. Non meno importante è l’elemento sociale: “l’azienda è di proprietà pubblica, fondata su un lascito del 1826 che la restituiva alle comunità locali con l’obiettivo di aiutare i più bisognosi. Lo statuto pone l’attenzione sulla creazione di attività a sostegno del territorio, e per questo si privilegia l’assunzione di personale locale, promuovendo l’alta fidelizzazione e adottando politiche solidali nei momenti di crisi, come durante la pandemia”, conclude Andreolli.

 

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In copertina: Madonna di Campiglio, Val Rendena, Cascate Vallesinella, foto di Paolo Bisti Luconi