Procida si prepara a diventare per tre giorni la capitale internazionale dell’economia circolare. Dal 20 al 22 maggio 2026 l’isola campana ospiterà infatti la nona edizione del SUM 2026 – The International Multidisciplinary Symposium on Circular Economy and Urban Mining, uno dei principali appuntamenti scientifici mondiali dedicati alla gestione sostenibile delle risorse, al recupero dei materiali e alle nuove frontiere dell’urban mining.

Il programma ufficiale del Simposio è stato pubblicato dopo mesi di selezione e revisione scientifica di centinaia di contributi provenienti da università, centri di ricerca e aziende internazionali. Il risultato è un’agenda articolata che comprenderà oltre 150 presentazioni, workshop e sessioni parallele dedicate ai temi più urgenti della transizione ecologica.

L’evento, patrocinato dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, da ISPRA e da ENEA, conferma il ruolo crescente dell’Italia nel dibattito internazionale sull’economia circolare. A fare da cornice sarà Procida, destinazione sempre più associata a turismo sostenibile, innovazione culturale e valorizzazione del territorio.

Ricerca scientifica e sfide ambientali

Il cuore del SUM 2026 sarà il confronto tra ricerca accademica, industria e istituzioni. Le quattro sessioni internazionali previste dal programma saranno integrate da una track interamente in lingua italiana, pensata per favorire il dialogo con aziende, amministrazioni locali e operatori del settore ambientale.

Secondo la segreteria scientifica del Simposio, il programma evidenzia una crescente preoccupazione legata all’aumento della domanda globale di materie prime critiche. Tecnologie strategiche come batterie, pannelli fotovoltaici, dispositivi elettronici e sistemi per le energie rinnovabili dipendono infatti da materiali sempre più scarsi e geopoliticamente sensibili.

Parallelamente, cresce anche la quantità di rifiuti tecnologici prodotti ogni anno. Una situazione che rischia di aggravare problemi ambientali già rilevanti, come l’accumulo di microplastiche, la diffusione di PFAS e la dispersione di contaminanti persistenti nei cicli di riciclo.

Proprio per affrontare questi temi il Simposio dedicherà ampio spazio a soluzioni concrete per la gestione dei rifiuti, il recupero di materie prime seconde e la riduzione dell’impatto ambientale dei processi industriali. L’obiettivo è favorire un approccio multidisciplinare capace di unire tecnologia, normativa, economia e salute pubblica.

Procida tra innovazione e turismo sostenibile

Oltre al valore scientifico, il SUM 2026 rappresenta anche un’opportunità per promuovere un modello di turismo congressuale sostenibile. Negli ultimi anni Procida ha rafforzato la propria immagine internazionale grazie a eventi culturali e iniziative legate all’innovazione ambientale, attirando un pubblico sempre più attento ai temi della sostenibilità.

Il programma prevede numerosi momenti interattivi e workshop pensati per favorire il confronto diretto tra ricercatori, policy maker e aziende. Un segnale chiaro di come il mondo della ricerca stia progressivamente superando i confini accademici per confrontarsi con le esigenze concrete dell’industria e delle istituzioni.

L’apertura ufficiale sarà affidata ad Andrew A. Cunningham dell’Institute of Zoology della Zoological Society of London. La sua lectio magistralis, intitolata One Health and Sustainability: two sides of the same coin, approfondirà il legame tra perdita di biodiversità, salute umana e crisi ambientale, partendo dalle lezioni apprese durante la pandemia di Covid-19 e dall’emergere di nuove malattie zoonotiche.

Tra gli ospiti internazionali attesi figurano inoltre esperti provenienti da discipline molto diverse tra loro, dall’ingegneria ambientale alla farmacologia, dal diritto ambientale all’economia sostenibile. Una scelta che riflette la filosofia stessa del SUM: affrontare le grandi sfide ambientali attraverso la collaborazione tra competenze differenti.

 

Cover: Procida, foto Envato