Dal 20 al 26 aprile torna la Milano Design Week: la settimana milanese del design che trasforma la città in un grande laboratorio creativo. Un evento di respiro internazionale che ogni anno porta a Milano le visioni del design da tutto il mondo, in un’unica grande vetrina che, anche nel 2026, promette di svelare in che direzione guardano i designer di oggi e di domani.
Da anni, ormai, la redazione di Materia Rinnovabile guarda da vicino e con interesse alle idee presentate dalle realtà creative internazionali, dai collettivi e designer indipendenti alle aziende che investono in progetti sperimentali, fino alle grandi realtà industriali. Perché? Ogni anno, sempre di più, l’attenzione in fase di progettazione, tra sperimentazione artigianale e produzione industriale, guarda alla sostenibilità e alla circolarità. Riuso, riciclo, neomateriali, biodesign ed ecodesign sono ormai diventate parole chiave del modo di fare e progettare, nonché, spesso, etichette ambitissime di operazioni di greenwashing.
Fra progetti di innovazione genuini e brillanti e operazioni più pigre, che usano il “green” come semplice specchietto per le allodole, la Milano Design Week si conferma ogni anno uno degli eventi di riferimento per osservare in che modo il design contemporaneo, e la progettualità dietro le grandi e piccole cose, stia abbracciando le sfide della transizione ecologica.
Dalla Fiera Milano a Rho, dove ha luogo la manifestazione cardine del Salone del Mobile, fino alle strade di Milano animate dagli opening, dagli eventi glamour e dalle forme appariscenti delle installazioni del Fuorisalone, l’intera città si prepara a trasformarsi in un labirinto colorato da esplorare. Come ogni anno, i distretti protagonisti sono cinque: Brera, 5 Vie, Zona Tortona, Porta Venezia e Isola.
Il Fuorisalone che guarda all’ambiente
Quest’anno il Fuorisalone si sviluppa attorno a un tema guida: “Essere Progetto”. Uno slogan che ripensa il ruolo del design nel mondo contemporaneo. Un mondo che, inevitabilmente, fa i conti con sfide nuove, e per certi versi mai affrontate, come, sottolineiamo noi, l’esaurimento delle risorse, l’inquinamento e gli impatti della produzione, oltre alla necessità di usi e consumi più responsabili.
Cosa ci aspettiamo di trovare quest’anno? Progetti focalizzati sulla trasformazione dei materiali, capaci di favorire l’economia circolare e ridurre sprechi e rifiuti, intervenendo su durabilità, riparabilità, possibilità di aggiornamento e riciclabilità dei prodotti stessi. Progetti basati su materiali bio-based, riciclati e innovativi, in linea con una traiettoria ormai sempre più evidente nel panorama progettuale contemporaneo.
A Tortona, il filo portante sarà lo slogan Thinking Better, Look Back to Shape the Future, una riflessione su come memoria, artigianalità e innovazione possano convergere in una progettazione consapevole e sostenibile. Fra i vari progetti, c’è da mettere sotto la lente “Urban Jungle”, una giungla urbana in chiave fantastica che punta a parlare di benessere sostenibile attraverso foglie e fiori giganti e invita a riconoscere la magnificenza della natura come motore di vita. Un progetto che vuole “diventare strumento educativo per avvicinare un pubblico trasversale alla creatività sostenibile”.
Altro punto di riferimento è BASE Milano, dove attenzioniamo in particolare l’esposizione collettiva Exhibit, che vedrà coinvolti più di ottanta designer da oltre una ventina di paesi, con progetti provenienti da accademie, università, studi di progettazione e designer emergenti. Il percorso espositivo si articolerà attorno a quattro traiettorie tematiche, fra cui una denominata Environmentalism, focalizzata su ecologie, sostenibilità e biodesign, e che si preannuncia come uno dei nuclei più interessanti da osservare.
Il distretto di Porta Venezia ritorna con un approccio proattivo attraverso la mostra diffusa Design is Act, una chiamata all’azione in tempi difficili che sottolinea il ruolo del design come azione concreta, un gesto capace di connettere pensiero e materia, immaginazione e impatto reale, prendendo anche posizione su temi etici e politici. Un’idea ispirata all’eredità teorica del designer argentino Tomás Maldonado, il cui celebre testo La speranza progettuale venne pubblicato cinquant’anni fa, quando già si parlava di inquinamento, danni all’ambiente e limiti planetari da non superare. Fra i 56 progetti della mostra diffusa, ci aspettiamo installazioni e produzioni capaci di riflettere questo pensiero.
Nel quartiere di Isola si distinguono i progetti di No Space for Waste e quelli di Materially. No Space for Waste torna per la sua terza edizione, ampliando il proprio raggio d’azione ai temi già esplorati nelle precedenti mostre di Isola, come Materialized, Circolare e Is One Life Enough?. La rassegna riunisce progetti incentrati sul design circolare, su processi produttivi misurati e sul riutilizzo di risorse scartate o sottoutilizzate. Mettendo in evidenza designer che promuovono approcci più responsabili alla produzione e al consumo, punta a dimostrare come il rifiuto possa essere reinterpretato e diventare una risorsa di valore.
Tra i partecipanti figurano studi come Re-Edit, con un progetto che riflette su upcycling, bio-reingegnerizzazione e lavorazione del legno, e Yubero Torno, la cui collezione è sviluppata attraverso la tradizionale tornitura del legno. La rassegna è arricchita da workshop dedicati a materiali naturali, tecniche “lente” e nuove modalità di riuso.
Materially e il nuovo stato della materia
Sempre a Isola, negli spazi dell’iconico edificio Stecca3, nel cuore della Biblioteca degli Alberi, segnaliamo The New State of Materials, la mostra-evento a cura di Materially, società di consulenza indipendente e punto di riferimento in Italia e a livello internazionale per la ricerca, la selezione e l’applicazione di soluzioni materiche. Realtà che anche quest’anno si preannuncia come uno degli osservatori più interessanti sul tema.
In quali direzioni si proietta l’innovazione? Quali traguardi di sostenibilità e performance hanno raggiunto oggi le diverse categorie di materiali? E a quali sfide, oltre a quelle ambientali, possono contribuire? Sono alcune delle domande a cui la mostra proverà a dare risposta.
Materially si concentra sulla comprensione e sull’approfondimento del ruolo e delle potenzialità dei materiali nei processi progettuali, presentando una selezione di materie realizzate secondo princìpi di innovazione, circolarità e decarbonizzazione, dalle alternative alla plastica al legno, dai materiali smart a quelli bio-based, fino alle finiture per metalli e ai materiali di seconda generazione per la manifattura digitale e tradizionale.
Come sottolinea Chiara Rodriquez, presidente e CEO di Materially: “La scelta del tema di quest’anno, The New State of Materials, riflette sulla condizione del panorama dell’innovazione dei materiali: uno state articolato, non monodirezionale, piuttosto definito dai molteplici approcci di chi progetta e investe sul futuro. Circular Biofiber, Sensitive Environments, Renewable AM sono solo alcune delle prospettive d’azione che abbiamo osservato tra i materiali in mostra e che esprimono anche le richieste di un mercato in transizione verso un’economia circolare, interattiva, customizzata e digitale”.
Tra le novità in mostra troviamo, fra gli altri: Balena, con i suoi polimeri bio-based avanzati; Impact Acoustic, pannelli fonoassorbenti realizzati con fibre di cellulosa di cotone e terre naturali; Kastamonu Italia, pannelli per l’arredamento derivati da legno riciclato post-consumer; Kinari, materiale biodegradabile a base di cellulosa per stampa; Kloak Studio, con i suoi biomateriali prodotti da buccia di cipolla; Parastruct, una startup che sviluppa soluzioni circolari per edilizia, interni e arredamento a partire da risorse secondarie; Re-Up, con i suoi complementi d’arredo realizzati in tutto o in parte con plastica da fonti rinnovabili o riciclate di Versalis; gli imballaggi industriali da micelio e scarti agricoli di SMUSH Materials; le vernici in polvere ad alte prestazioni estetiche e funzionali ST Powder Coatings, e molto altro.
In copertina: Kastamonu Italia © Materially

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