Come si può andare oltre, quando si parla di sostenibilità? Per i partecipanti alla 14ª edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, appena conclusosi all’Università Bocconi di Milano, la risposta passa soprattutto dalla capacità di costruire relazioni, coinvolgere le nuove generazioni e trasformare le idee in azioni. Dal 6 all’8 ottobre, l’evento ha riunito imprese, organizzazioni e società civile intorno a una domanda che è diventata anche il filo conduttore dell’edizione 2026: “Cosa significa per te andare oltre?”.
A raccogliere le risposte è stata Vox Pop AI, un’installazione interattiva realizzata con More Interactive. Circa duecento persone hanno condiviso pensieri e proposte, poi elaborati dall’intelligenza artificiale per restituire una lettura in tempo reale delle opinioni e delle sensibilità presenti al Salone. Ne è emerso un quadro in cui la sostenibilità non è soltanto una questione ambientale, ma un bisogno collettivo che riguarda la qualità delle relazioni, gli spazi in cui viviamo e le opportunità offerte alle persone.
Tra le parole più ricorrenti figurano comunità, fiducia e giovani. Accanto a queste, ambiente, impatto e territorio indicano la necessità di ripensare la mobilità, accelerare la produzione di energia pulita e recuperare aree dismesse, restituendole alla vita delle comunità. L’obiettivo è superare una visione della sostenibilità come semplice etichetta, per integrarla nelle scelte economiche e sociali di ogni giorno.
Il coinvolgimento delle nuove generazioni è stato uno degli elementi più evidenti dell’iniziativa. Oltre duecento studenti hanno partecipato alle attività, contribuendo a creare occasioni di dialogo tra età ed esperienze diverse. Nel complesso, il Salone ha registrato 6.500 presenze, con 546 relatori e 254 aziende e organizzazioni coinvolte in 120 eventi.
“Se qualcuno crede che i temi della sostenibilità siano andati in soffitta, lo invito a venire al Salone il prossimo anno”, ha commentato Rossella Sobrero, del gruppo promotore. La partecipazione, ha sottolineato, dimostra che questi temi restano centrali per le organizzazioni e per le persone, soprattutto per i giovani, che chiedono alle aziende un impegno più concreto. Tra le priorità richiamate durante l’edizione figurano anche pace, inclusività e transizione energetica.
Dalle promesse alle abitudini quotidiane
Al Salone, l’idea di passare dalle parole ai fatti ha preso forma anche attraverso attività rivolte direttamente al pubblico. Con la “Capsula del tempo”, realizzata in collaborazione con AWorld, i visitatori hanno potuto scegliere tramite app fino a tre comportamenti sostenibili da mantenere nel corso dell’anno, accompagnati da promemoria e strumenti di monitoraggio.
Anche nel 2026 è stato superato il traguardo di mille impegni. A questo risultato corrisponderà la realizzazione, da parte di Rete Clima, di una zona umida nel Bosco della CSR a Nova Milanese, in provincia di Monza e Brianza.
Le scelte più frequenti raccontano una sostenibilità fatta di gesti accessibili: utilizzare borracce riutilizzabili, percorrere a piedi le distanze inferiori a due chilometri, donare gli abiti non più utilizzati, riparare gli oggetti anziché sostituirli e acquistare prodotti di seconda mano. Anche la cucina antispreco ha raccolto interesse, segno che la riduzione dei rifiuti può cominciare dalle abitudini domestiche.
Proprio lo spreco alimentare è stato al centro di Altromangiare, un’attività interattiva che ha coinvolto soprattutto i visitatori più giovani. La sfida consisteva nell’organizzare correttamente un frigorifero, tenendo conto delle temperature di conservazione e delle indicazioni riportate sulle etichette. Un esercizio pratico che richiama una questione più ampia, dalla gestione degli alimenti nelle case al recupero delle eccedenze nella filiera produttiva. L’iniziativa si è svolta a dieci anni dall’entrata in vigore della Legge Gadda 166/2016, dedicata proprio al recupero delle eccedenze alimentari.
L’arte come strumento di cambiamento
Il tema “Look Beyond” ha trovato spazio anche nell’arte, scelta dal Salone per avvicinare alla sostenibilità pubblici diversi, compresi i bambini. All’ingresso dell’Università Bocconi, il collettivo milanese Orticanoodles ha realizzato dal vivo un’opera composta da dodici grandi pannelli, sviluppata durante i tre giorni della manifestazione.
Le immagini rappresentano alcuni strumenti simbolici per immaginare il cambiamento: il cervello e il cuore, un timone per mantenere la direzione, una barchetta di carta che richiama il valore dei sogni e libri associati alla conoscenza. Terminato l’evento, i pannelli saranno donati a sei scuole milanesi, così che il messaggio possa continuare a circolare anche fuori dagli spazi del Salone.
La manifestazione è stata promossa da Università Bocconi, Sustainability Makers, Global Compact Network Italia, ASviS, Fondazione Sodalitas, Unioncamere e Koinètica, e anche per questa edizione è previsto il percorso per ottenere la certificazione ISO 20121, lo standard internazionale per la gestione sostenibile degli eventi, con la verifica di conformità affidata a Bureau Veritas Italia.
Tra riflessioni, impegni personali e iniziative culturali, il Salone restituisce così un’idea di sostenibilità che non si esaurisce negli obiettivi ambientali o nelle strategie aziendali. Andare oltre significa anche cambiare prospettiva, condividere responsabilità e creare condizioni perché le trasformazioni possano durare. Un lavoro che richiede il contributo delle imprese, delle istituzioni e dei cittadini, ma che trova nelle nuove generazioni uno dei suoi motori più importanti.
In copertina: Orticanoodles al lavoro, foto di Salone della CSR e dell’innovazione sociale
