Riciclare i prodotti assorbenti per la persona (PAP), come per esempio i pannolini per bambini, rappresenta una sfida importante, ma non insuperabile: già oggi in Italia sono infatti attivi numerosi impianti dedicati a questa tipologia di rifiuto. Inoltre, cittadine e cittadini italiani sono disposti a pagare i pannolini fino al 50% in più a confezione, se questo ne garantisce un corretto riciclo. A dirlo è una ricerca di mercato commissionata da Legambiente all’Istituto internazionale Mizzuori, che si è svolta con il supporto di i-Foria (azienda specializzata nel riciclo di prodotti assorbenti) e di alcune stazioni appaltanti del PNRR.
Lo studio, che ha coinvolto 502 genitori di neonati, ha analizzato ben 87.850 scelte comportamentali utilizzando anche modelli di intelligenza artificiale per esaminare la percezione dell’impatto ambientale dei pannolini usati. L’obiettivo dell’indagine di mercato è sensibilizzare le istituzioni e la cittadinanza verso soluzioni più sostenibili: una raccolta differenziata e un corretto riciclo di questi prodotti permettono infatti di recuperare cellulosa e plastiche ad alto valore, materie prime seconde pienamente riutilizzabili, nell’ottica di un’economia sempre più circolare.
I risultati della ricerca di mercato
Secondo l’indagine, presentata a Ecomondo 2025, i genitori prendono la maggior parte delle decisioni di acquisto dei pannolini in base al prezzo (58%), seguito dalla marca (25%) e, in ultimo luogo, dalle dichiarazioni sul riciclo (17%). Sono però anche disposti a pagarli di più perché vengano riciclati correttamente, un dato elevato soprattutto nel Nord-Est e nel Meridione. Oltre il 45% dei rispondenti è molto o estremamente preoccupato per l’impatto dei rifiuti derivanti dai pannolini, e otto genitori su dieci preferiscono il riciclo alla discarica o all’incenerimento.
La ricerca sottolinea anche il ruolo fondamentale delle amministrazioni comunali nel riciclo di questo tipo di rifiuti, invitandole a collaborare maggiormente con partner tecnici credibili sul tema. Questo perché, secondo i risultati dell’indagine, i genitori dubitano che i comuni da soli abbiano le competenze necessarie in materia di riciclo. Più di metà dei partecipanti è infatti insoddisfatta dei servizi ricevuti in cambio del pagamento della tassa sui rifiuti.
Il riciclo dei pannolini in Italia
Oggi, 20 milioni di cittadine e cittadini italiani sono già serviti da raccolta differenziata di pannolini: dove il porta a porta è più diffuso, il residuo indifferenziato è minimo. Tuttavia, anche se i comuni organizzano raccolte dedicate, i pannolini possono finire comunque negli impianti di smaltimento tradizionale. Un rischio che si può evitare, secondo la ricerca, tramite azioni di sensibilizzazione sul tema e una maggiore qualità dei servizi offerti dalle municipalità.
Nonostante alcune criticità, le soluzioni innovative per uno smaltimento più sostenibile sono già ampiamente operative in Italia. L’azienda i-Foria, per esempio, ha sviluppato una tecnologia proprietaria unica al mondo per il riciclo dei prodotti assorbenti per la persona, che consente di recuperare integralmente i materiali ad alto valore contenuti in questi rifiuti (plastica, cellulosa e polimeri superassorbenti) trasformandoli in materie prime seconde, riutilizzabili in nuovi cicli produttivi. L’Italia si dimostra quindi leader nel settore del riciclo dei pannolini, non solo per la raccolta e le innovazioni tecnologiche, ma anche per l’infrastruttura regolatoria e gli investimenti in 15 nuovi impianti dedicati, sostenuti dai fondi del PNRR e attualmente in fase di gara.
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In copertina: immagine Envato
