Da Stoccolma – C'è un momento preciso in cui si capisce di essere arrivati nell'arcipelago di Stoccolma. Non è quando il traghetto lascia il porto di Strömkajen, né quando compaiono i primi scogli di granito sull'acqua del Baltico, tipici dell’area. È la realizzazione del suono della natura intorno a te: nessuna macchina, solo il vento tra i pini, il cigolìo dei pedali e i canti di beccacce, sterne e cince. Un viaggio in solitaria per celebrare la giornata mondiale della bicicletta.

Parto da Djurgården, l'isola verde nel cuore della città, una mattina di inizio giugno in cui il sole è già altissimo alle sei. Le bici sono state noleggiate da Stockholm Adventures, in pieno centro di Stoccolma. Da lì seguo le piste ciclabili del centro, costeggiando il museo Vasa, passando davanti all'ABBA Museum, poi per il bellissimo Rosendall Terrass (in cui fermarsi per mangiare se partite il pomeriggio) e salendo verso Djursholm, sobborgo nordico di ville in legno bianche e giardini curati con una serietà che rasenta l'ossessione. Perdetevi e godetevi mille sentieri di questo parco urbano.

Breve traghetto – con trasporto bici gratuito – fino al porto di Nacka Strand dove le anatre si ignorano magnificamente a vicenda, starnazzando impenitenti. Pochi turisti, solo una banchina moderna, rinata da una vecchia area industriale, con ristoranti sul molo e l'acqua che riflette le barche ferme. Ordinate da Datum un toast con i gamberi e gamberi affumicati con uova di pesce, sorseggiando una birra svedese, e osservate le navi che entrano dal mare. Consigliato un pernottamento nell’incantevole hotel J, adiacente al porto.

Di nuovo si inforcano i pedali e si continua verso Bogesundslandet, penisola boscosa dove ci si immerge nelle foreste di abeti e betulle su strade di ghiaia silenziosa. Il bosco odora di resina e terra bagnata. Non ci sono cartelli pubblicitari. Non ci sono bar. È la Svezia come tutti la immaginiamo. Dopo una quarantina di chilometri (e qualche traghetto) si arriva a Vaxholm, nota anche come "la capitale dell'arcipelago": un titolo che suona strano per un paese di quattromila abitanti, ma che diventa ovvio appena si arriva sul lungomare. Case di legno color giallo tuorlo e rosso Falun si specchiano nell'acqua, i moli brulicano di barche a vela e kayak, e dall'altra parte del canale si erge la fortezza cinquecentesca, silenziosa e solida come un promemoria che anche qui, su questi scogli sperduti, è passata la storia.

Mi fermo al caffè del porto: un “kafé” di legno grezzo con la terrazza sull'acqua, dove il caffè svedese arriva lungo e caldo in una tazza che sembra un secchio, con un pezzo di kanelbulle alla cannella, dolce identitario per la cerimonia della fika, il dessert pomeridiano svedese. La fika non è solo una pausa: è una pratica filosofica. Sedetevi, guardate l'acqua, guardate ancora le barche che passano. E aspettate che qualcosa – che fino a quel momento sembrava così importante – smetta di sembrare urgente.

Il finale e il rientro in centro lo si pianifica a caso, come spesso accade in bici. Sulla strada del ritorno, un cartello indica un molo pubblico. Lascio la bici contro un pino, scendo sulla roccia levigata che entra dritta nell'acqua − granito grigio-rosa, caldo sotto i piedi − e mi butto. L'acqua del Baltico a giugno è fredda abbastanza da togliere il respiro per tre secondi esatti, ma per qualcuno è la cosa più piacevole del mondo. Intorno non c'è nessuno.

Il percorso totale è di circa 95 chilometri, con un dislivello modesto e quattro traversate in traghetto. Il Vaxholm Loop è la rotta ciclistica più popolare da Stoccolma, ma non temete di trovate affollamento. Concentratevi sulla strada, sui pedali, sul suono delle ruote. E dimenticate ogni cosa. Buona giornata mondiale della bicicletta!

 

In copertina: immagine Envato