Una brughiera sconfinata che si perde all’orizzonte, stagni brulicanti di vita e il freddo mare della Scozia. Sono alcune delle immagini che si possono osservare sul sito di Oxygen Conservation, azienda britannica nata per affrontare la crisi climatica e il collasso della biodiversità puntando sulla conservazione su larga scala.

“Investiamo capitali privati per acquisire vasti terreni, sviluppare prodotti legati al capitale naturale, tra cui crediti di carbonio, generare rendimenti finanziari e reinvestirli”, ci racconta Elena Doms, direttrice per l’Europa dell’azienda. “Gestiamo l'intero ciclo di vita degli asset, dall'acquisizione dei terreni allo sviluppo dei progetti, fino alla gestione del portafoglio e alla creazione di valore.”

Conservazione su larga scala

Oxygen Conservation è una piattaforma dedicata alla conservazione e alla tutela del capitale naturale. L’azienda acquisisce, ripristina e gestisce ampie aree naturali, con l’obiettivo primario di generare un impatto positivo sull’ambiente e sulle comunità locali, creando al contempo valore economico come risultato del processo. “Il nostro portafoglio ha attualmente un valore di circa 400 milioni di sterline. Gestiamo oltre 20.000 ettari di terreno e questo portfolio collega oltre 200.000 ettari in totale”, continua Doms. Su questi terreni l’azienda sviluppa diversi prodotti legati al capitale naturale (tra cui crediti di carbonio, Biodiversity Net Gain units e nature credits) che rappresentano la principale fonte di creazione di valore. A questi si affiancano altri asset presenti nelle tenute, come il patrimonio immobiliare, che conta oltre cento edifici distribuiti nelle proprietà, progetti di energia rinnovabile e iniziative di ecoturismo.

Oltre alla vasta estensione, i terreni si distinguono per la loro grande varietà, spaziando dai boschi alle torbiere fino all’agricoltura rigenerativa. L’azienda gestisce infatti 12 tenute distribuite in tutto il Regno Unito, dalla Cornovaglia alle Highlands scozzesi. Ogni tenuta è unica per caratteristiche geografiche e ambientali, tipologia di suolo e biodiversità che la popola. Per questo motivo non viene adottato un approccio standardizzato e gli interventi di gestione e ripristino variano da luogo a luogo. “Nel sud dell’Inghilterra, ad esempio, gestiamo un’area di straordinaria foresta pluviale atlantica, dove il nostro lavoro si concentra soprattutto sulla protezione degli ecosistemi esistenti e sul favorirne l’espansione naturale”, spiega Elly Steers, Head of Marketing di Oxygen Conservation. “Uno scenario molto diverso si trova invece nelle aree al confine con la Scozia, dove alcuni territori erano in passato utilizzati come riserve di caccia e fortemente modellati dalle attività umane. In questi contesti lavoriamo alla rigenerazione degli ecosistemi, con l’obiettivo di riportare il paesaggio il più possibile vicino alle sue condizioni naturali originarie.”

Il legame con territorio e comunità

Uno dei primi passi che l’azienda compie dopo l’acquisizione di un terreno è effettuare una valutazione approfondita dell’area. Questo processo include l’analisi dell’uso storico del territorio, l’identificazione delle specie presenti, lo studio del suolo e lo sviluppo di strategie per coinvolgere le persone del posto. Ad esempio, la comunità può sentirsi parte del progetto visitando le tenute e incontrando il team di Oxygen Conservation. Da questi incontri sono nate anche diverse opportunità di collaborazione, che hanno portato alla creazione di posti di lavoro, tirocini e attività di volontariato. In questo modo si genera un impatto positivo non solo sull’ambiente, ma anche sul tessuto sociale dei territori coinvolti.

“Naturalmente, alcune persone sono scettiche, il che è del tutto comprensibile. La negatività che riceviamo deriva sempre dalla paura del cambiamento”, sottolinea Steers. “Il nostro ruolo non è quello di costringere qualcuno a cambiare opinione, ma piuttosto di fornire informazioni e agire con la massima trasparenza.” Proprio per questo, sul sito dell’azienda è presente una sezione intitolata Criticateci, dove vengono affrontati e chiariti i dubbi più frequenti. Una sezione in continuo aggiornamento perché, grazie all’esperienza, alla ricerca e al dialogo, la visione d’impresa evolve nel tempo.

L’azienda organizza inoltre incontri con le comunità locali, open day, partecipa alle riunioni dei consigli comunali e promuove iniziative (come newsletter e altri materiali informativi) con l’obiettivo di costruire nel tempo un rapporto di fiducia e dialogo con le persone del territorio.

Crediti di carbonio e nuovi mercati

Visti i risultati ottenuti sul mercato britannico, uno dei prossimi obiettivi di Oxygen Conservation è estendere il proprio modello di business anche in Europa. Secondo i dati dell’European Environment Agency, oltre l'80% degli habitat protetti presenti nel continente europeo si trova in condizioni mediocri o critiche, il 60-70% dei suoli è degradato e solo il 37% delle acque superficiali gode di un buono stato ecologico. “Al momento stiamo discutendo con gli investitori e valutando da dove iniziare”, sottolinea Elena Doms. “Ci stiamo concentrando su tre regioni prioritarie: l'Europa occidentale, in particolare la Francia e la Spagna; i paesi nordici (Danimarca, Finlandia e Svezia); e i paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania).” Anche l’Italia, tra i paesi europei con la maggiore ricchezza di biodiversità, figura tra le regioni di interesse per l’azienda.

Un elemento centrale del modello di Oxygen Conservation è lo sviluppo di strumenti finanziari legati al capitale naturale, in particolare i crediti di carbonio. “Nel nostro portafoglio abbiamo attualmente circa due milioni di crediti di carbonio, principalmente generati da progetti di ripristino e conservazione di boschi e torbiere. Questo lo rende il più grande portafoglio di crediti di carbonio del Regno Unito”, spiega Doms. I crediti vengono sviluppati seguendo standard riconosciuti come il Woodland Carbon Code, che prevedono verifiche indipendenti e controlli periodici nel tempo. Inoltre, come ci racconta Elena Doms, “tecnologie come i rilievi LiDAR, la mappatura con droni e il geotagging ci consentono di fornire un prodotto di alta qualità e di grande trasparenza. Il nostro obiettivo è quello di costruire partnership, più che semplici transazioni tra acquirente e venditore”.

Anche per questo l’azienda ha sviluppato una propria piattaforma di monitoraggio, chiamata Oxygen Intelligence, che consente agli acquirenti di seguire l’evoluzione dei progetti nel tempo, osservando indicatori come carbonio, biodiversità, qualità dell’acqua e salute del suolo. Strumenti pensati per convogliare capitali privati, oggi più che mai indispensabili, verso il ripristino della natura.

 

In copertina: foto di Oxygen Conservation