Nel 2025 il mercato italiano delle auto elettriche torna a mostrare segnali di ripresa dopo un biennio complesso. Secondo il decimo White Paper sulla mobilità sostenibile pubblicato da Repower, le immatricolazioni di veicoli elettrici a batteria (BEV) hanno raggiunto quota 94.000 unità, in crescita del 46% rispetto alle circa 64.000 del 2024. La quota sul totale delle immatricolazioni è salita al 6,2%, recuperando due punti percentuali rispetto al 4,2% degli anni precedenti.
La crescita è stata sostenuta in larga parte dagli incentivi pubblici, che hanno generato circa 55.000 voucher di acquisto e concentrato una parte significativa delle immatricolazioni negli ultimi mesi dell’anno. Nonostante il recupero dell’elettrico, il mercato complessivo dell’auto continua però a mostrare segnali di debolezza: nel 2025 le immatricolazioni totali sono scese a circa 1,52 milioni di veicoli, in calo del 2,1% rispetto al 2024 e ancora lontane dai livelli del 2019.
Una transizione che entra nella fase “post ideologica”
Dal punto di vista tecnologico e industriale, la ripresa dell’elettrico si inserisce in una fase di evoluzione del settore. Ambrogio Cassini, head of emobility di Repower, spiega a Materia Rinnovabile che il mercato sta progressivamente superando la fase iniziale della transizione. "Dopo un biennio complesso, il mercato delle auto elettriche è tornato a crescere, seppur non con lo stesso ritmo ovunque. È vero, è sostenuto dalle politiche di incentivazione ma anche da una rete di ricarica sempre più capillare ed efficiente: è un’evidenza incoraggiante, che non cancella le criticità strutturali del comparto automotive, ma emblematico di una crescita tecnologica che sta progressivamente uscendo da una fase pionieristica, scandita principalmente da vincoli di carattere regolatorio, per entrare in una stagione di maggiore maturità e reale apertura al mercato."
In questo contesto Repower descrive la mobilità elettrica come entrata in una nuova fase del proprio sviluppo. "Per questo, nel nostro white paper, parliamo di fase ‘post ideologica’, per sottolineare che oggi l’elettrico rappresenta una soluzione che non va scelta per una questione di valori o responsabilità, almeno non solo, ma perché ha senso come tecnologia ormai matura", aggiunge Cassini.
Guardando ai prossimi anni, il fattore tecnologico potrebbe contribuire a rendere il mercato meno dipendente dagli strumenti di sostegno pubblico. "In futuro sono convinto che la continua crescita tecnologica sarà fondamentale per ‘svincolare’ il mercato dell’elettrico dalle misure straordinarie della politica: l’aumento dell’offerta di modelli elettrici nei segmenti strategici ed economicamente più accessibili, l’evoluzione delle batterie, l’ingresso dell’intelligenza artificiale nei veicoli e nelle infrastrutture, la crescita delle e-bike e del turismo ‘dolce’, la digitalizzazione delle città e le nuove frontiere della nautica elettrica sono già oggi, e lo saranno anche in futuro, le chiavi di volta di una mobilità sostenibile sempre più articolata, che va oltre l’automobile privata e coinvolge interi ecosistemi urbani, industriali e turistici”, aggiunge l’esperto.
La rete di ricarica continua a crescere
Parallelamente alla crescita delle immatricolazioni, continua ad ampliarsi la rete infrastrutturale dedicata alla mobilità elettrica. Secondo i dati riportati nel white paper, alla fine del 2025 l’Italia contava oltre 70.000 punti di ricarica pubblici, con un incremento di circa il 16% rispetto all’anno precedente. La crescita riguarda anche la qualità dell’infrastruttura: circa la metà delle nuove installazioni è rappresentata da punti di ricarica veloci o ultra-veloci. Nonostante questi progressi, la diffusione delle colonnine continua a essere percepita come insufficiente da una parte significativa degli utenti.
"La capillarità della rete di punti di ricarica è indubbiamente un fattore strategico per lo sviluppo dell’auto elettrica, ma è vero: la percezione di insufficienza resta diffusa. Il white paper contiene i risultati di un’indagine di YouGov per Repower da cui emerge che solo 2 italiani su 10 pensano che ci siano abbastanza colonnine di ricarica", prosegue Cassini. I numeri disponibili mostrano però una dinamica di crescita costante: "I dati raccontano che su questo terreno si registrano progressi continui: alla fine del 2025 l’Italia contava oltre 70.000 punti di ricarica a uso pubblico, con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente”.
Per gli operatori energetici la sfida riguarda quindi non solo lo sviluppo della rete ma anche la sua integrazione nei contesti economici e territoriali: "Il nostro compito da operatori della mobilità dev’essere quello di contribuire a cambiare tale percezione, non solo nella divulgazione, ma anche e soprattutto nella sostanza, con iniziative concrete", spiega Cassini.
La sfida delle infrastrutture e della diffusione sul territorio
La trasformazione in corso non riguarda soltanto l’automobile privata ma un insieme più ampio di servizi e infrastrutture legati alla mobilità sostenibile. Il white paper evidenzia infatti l’espansione di nuovi ambiti applicativi, dalle e-bike alla nautica elettrica, fino alla digitalizzazione delle città e all’integrazione tra mobilità ed energia. In questo quadro si inseriscono anche modelli di sviluppo della ricarica che coinvolgono direttamente imprese e strutture private.
"In particolare, in Repower abbiamo l’obiettivo e l’ambizione di creare il circuito di punti di ricarica privati ad accesso pubblico più capillare in Italia", conclude Cassini. “Con Repower Charging Net più di mille aziende hanno già deciso di attivare presso le loro strutture almeno un punto di ricarica aperto al pubblico, contribuendo in modo tangibile alla diffusione della mobilità elettrica su tutto il territorio nazionale.”
In copertina: immagine Envato
