Lunedì 21 settembre, la Città Metropolitana di Milano e la società consortile Ecopneus hanno firmato un protocollo d’intesa per promuovere e stimolare la domanda di asfalti modificati con polverino di gomma derivato dal riciclo di pneumatici fuori uso (PFU). L’iniziativa nasce per offrire strumenti di supporto alle pubbliche amministrazioni che faticano a introdurre nei bandi i criteri ambientali minimi (CAM) per la costruzione e la manutenzione delle strade. 
Come confermano anche le evidenze scientifiche, gli asfalti modificati con gomma da PFU garantiscono maggiore durabilità, migliori prestazioni rispetto agli sbalzi termici e una riduzione misurabile del rumore da traffico. Ora serve coinvolgere più comuni e provare a sbloccare un mercato molto promettente in ottica circolare.

Molti comuni non hanno le competenze per applicare i CAM

La collaborazione tra Ecopneus e Milano prevede l'inserimento di soluzioni con gomma riciclata nei capitolati di gara per opere pubbliche; la diffusione di documentazione tecnica per l’inserimento dei criteri ambientali minimi nei bandi; la partecipazione congiunta a eventi e azioni di formazione e informazione rivolte ai comuni e agli stakeholder del territorio metropolitano.

“L’impiego di materiali provenienti dal riciclo delle pavimentazioni stradali e nelle barriere acustiche, rappresenta un esempio concreto di come economia circolare e infrastrutture possano dialogare, riducendo il consumo di risorse vergini, abbattendo le emissioni e migliorando al contempo il comfort acustico dei cittadini”, ha dichiarato durante la conferenza Daniela Caputo, consigliera delegata alla mobilità di Città Metropolitana di Milano.

Secondo Giuseppina Carnimeo, direttrice generale di Ecopneus, il green procurement può stimolare la creazione di un mercato di materie prime seconde stabile. “Auspichiamo però la creazione di un regime sanzionatorio che penalizzi chi non applica i CAM negli appalti”, spiega a Materia Rinnovabile. “Per ora è tutto un po’ lasciato alla buona volontà dei comuni.”

Secondo i dati del primo monitoraggio su CAM infrastrutture dell'Osservatorio appalti verdi di Legambiente, sono i comuni capoluogo (sede di un ente provinciale, di una città metropolitana o di una regione) i più virtuosi: quasi l’89% ha già utilizzato i CAM nei bandi emessi nel 2025. I comuni periferici invece sono ancora indietro: il 40% delle amministrazioni interpellate ha dichiarato di non averli applicati. Il fenomeno riguarda da vicino la Lombardia, dove 29 dei 91 comuni non capoluogo hanno fatto registrare un indice di attuazione medio del 30%.

Oggi il polverino di gomma, utilizzato nelle miscele per la realizzazione di asfalti modificati, copre oltre 800 km di strada in Italia. Rappresenta ancora solo il 2% dell’output riciclato da Ecopneus, mentre il granulato impiegato per la pavimentazione dei playground e degli impianti sportivi rimane il prodotto più acquistato.

Per la direttrice Carnimeo è difficile quantificare la differenza di prezzo tra l’asfalto tradizionale e il bitume a cui viene aggiunto il polverino: “C’è ovviamente un costo di lavorazione da considerare. Ma visto che il prodotto riciclato necessita di minor manutenzione è difficile fare una valutazione economica”.

Come procede il riciclo degli pneumatici

Lo scorso anno Ecopneus ha raccolto oltre 199.000 tonnellate di pneumatici fuori uso, avviandone a riciclo circa il 51% del peso. Secondo una stima calcolata con il metodo life cycle assesment, la valorizzazione degli pneumatici a fine vita ha permesso di evitare oltre 131.000 tonnellate di CO₂ equivalente e prevenire il consumo di risorse fossili per oltre 1,2 milioni di MWh.

Gli asfalti con gomma riciclata inoltre riducono il rumore generato dal rotolamento degli pneumatici da 3 a 5 decibel, resistono all’usura e durano più a lungo. “Abbiamo dimostrato che contengono anche le vibrazioni generate dai tram”, dichiara Serena Sgarioto, innovation manager di Ecopneus. Tuttavia, ci sono ancora margini di miglioramento. Oltre 200.000 tonnellate sfuggono ancora al sistema EPR e poco meno della metà degli pneumatici raccolti finisce nel termovalorizzatore.

La firma del protocollo d’intesa ha segnato anche la 45ª tappa de I Cantieri della Transizione Ecologica, la campagna nazionale itinerante di Legambiente che mappa i progetti e le innovazioni che rendono concreta la transizione ecologica in Italia. “Il lavoro di affiancamento di Ecopneus è fondamentale nell’accompagnare concretamente gli enti locali con formazione e strumenti operativi”, ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, centrando anche l’obiettivo di Ecopneus, che, partendo dalle amministrazioni più grandi fino a quelle sottodimensionate, vuole accelerare la transizione circolare, comune dopo comune.

 

In copertina: foto Ecopneus