Il nuovo consiglio di amministrazione di CoReVe, il Consorzio per il riciclo del vetro, ha nominato Graziano Marcovecchio nuovo presidente per il prossimo triennio.
La nomina arriva dopo anni di crescita della raccolta differenziata e con un risultato che colloca l’Italia tra i paesi europei più avanzati nel riciclo degli imballaggi in vetro. Nel 2025 il tasso di riciclo ha raggiunto l’82,1%, contro l’80,3% del 2024. Il dato supera di oltre sette punti percentuali l’obiettivo europeo del 75% fissato per il 2030.
In questo momento, quindi, la filiera italiana si trova davanti a una sfida diversa rispetto al passato: non soltanto aumentare la quantità raccolta, ma fare in modo che una quota sempre maggiore possa essere effettivamente riciclata.
Dalla quantità alla qualità
Il prossimo salto di qualità passa quindi dalla composizione del materiale raccolto. La presenza di materiali estranei può infatti ridurre la quantità di vetro effettivamente recuperabile e rendere più complesso il trattamento negli impianti. Migliorare la raccolta significa, in altre parole, far arrivare alle fasi successive un rottame più pulito, più facilmente trasformabile in nuova materia prima per l’industria vetraria.
È un passaggio che coinvolge l’intera filiera. Comuni e gestori della raccolta, impianti di trattamento, vetrerie e imprese consorziate sono chiamati a lavorare in modo sempre più coordinato per valorizzare il materiale intercettato dai cittadini. La qualità del rottame diventa così un elemento centrale sia per l’efficienza del riciclo sia per garantire materia prima seconda all’industria del vetro cavo, comparto nel quale l’Italia figura tra i principali produttori mondiali.
“L’82,1% raggiunto nel 2025 è un risultato importante, che testimonia la solidità della filiera italiana del riciclo del vetro e ci conferma sul podio europeo”, ha dichiarato Marcovecchio. “Ma un risultato così importante non deve essere un punto di arrivo.” Per il neopresidente, la priorità sarà ridurre la presenza di materiali estranei affinché il vetro raccolto possa essere trattato con la massima efficienza. Una direzione che, nelle sue parole, richiederà il contributo di tutti, dai comuni ai gestori, dagli impianti alle vetrerie fino ai cittadini.
Un nuovo quadro europeo
La questione della qualità si intreccia con l’evoluzione delle politiche europee sugli imballaggi. Con l’entrata in applicazione del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, noto come PPWR, la filiera dovrà rafforzare riciclabilità, raccolta e riciclo e contribuire a sviluppare il mercato delle materie prime seconde. CoReVe sarà quindi chiamato ad accompagnare questo processo insieme agli altri soggetti del sistema, consolidando i risultati raggiunti e spingendo verso una maggiore circolarità.
Per Marcovecchio il nuovo incarico porta anche un’esperienza maturata direttamente nell’industria del vetro. Entrato in Pilkington nel 1989, ha assunto incarichi di responsabilità crescente fino alla presidenza di Pilkington Italia, che ricopre dal 2012. Dal 2018 ha inoltre guidato Assovetro per due mandati.
Il passaggio di consegne segue i sette anni di presidenza di Gianni Scotti, che CoReVe ha ringraziato per il lavoro svolto in una fase segnata da forti turbolenze economiche e di mercato. Durante il suo mandato, il Consorzio ha sostenuto anche iniziative di sensibilizzazione dei cittadini e interventi con i comuni, compresi progetti cofinanziati per migliorare la raccolta differenziata e la qualità del vetro avviato a riciclo. Con il nuovo presidente, la filiera si prepara dunque a misurarsi con un obiettivo meno visibile dei grandi numeri ma decisivo per la sua evoluzione: trasformare una raccolta più accurata in più vetro riciclato e in nuova materia prima davvero.
In copertina: Graziano Marcovecchio
