
C’è una cosa che oggi ogni azienda europea sembra avere come priorità: allacciare nuovi legami con la superpotenza cinese. All'inizio del 2026, il presidente Xi Jinping ha raggiunto una serie di importanti intese con diversi leader dei Paesi europei, tracciando la rotta e fornendo indicazioni strategiche per lo sviluppo delle relazioni tra Cina ed Europa. Si è aggiunta l’incertezza dei rapporti con gli USA, complicata dai dazi e dall’instabilità americana.
Nonostante la congiuntura geopolitica l'economia cinese continua a mostrare una solida base, con numerosi punti di forza, una forte resilienza e un enorme potenziale per le aziende del Vecchio Continente. Dalle missioni commerciali agli eventi fieristici, aumenta la domanda di opportunità di networking con aziende, cluster e pubblica amministrazione cinesi, in un ambiente economico e culturale che non è sempre semplice per l’imprenditore occidentale.
Una delle aree chiave è quella della green economy, dell’economia circolare e della decarbonizzazione: la Cina ha costruito negli ultimi dieci anni la filiera industriale più completa al mondo per le tecnologie verdi: pannelli fotovoltaici, batterie, veicoli elettrici, trattamento dei rifiuti. Ma il mercato interno della decarbonizzazione industriale ha ancora bisogno di know-how, impiantistica e sistemi di controllo ambientale. È lì che l'Italia, con la sua eredità manifatturiera nei sistemi ingegneristici, nel trattamento delle acque, nella gestione dei rifiuti e nel monitoraggio ambientale, trova ancora spazio competitivo.
In quest’ottica si colloca l’Italy-China Circular Economy Forum, iniziativa del gruppo fieristico IEG, che prosegue e sviluppa il lavoro già fatto precedentemente con Ecomondo China. L’evento B2B, che si terrà a Shanghai l’11 e 12 giugno, punta a creare un momento di alto livello di incontro tra aziende e istituzioni, grazie anche al supporto di ICE, l’agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane. Materia Rinnovabile sarà media partner e moderatore dell’evento.
Fare networking a Shanghai
“Nella cornice di Shanghai, hub del business internazionale in Cina, il Forum nasce con l’obiettivo di offrire alle aziende europee un’opportunità concreta e mirata per presentarsi al mercato cinese”, spiega Alessandra Astolfi, dirigente IEG - Italian Exhibition Group e responsabile delle iniziative internazionali della fiera Ecomondo. Nel corso di due giornate, le imprese potranno illustrare la propria realtà a stakeholder che rappresentano e guidano realmente il mercato: rappresentanti governativi cinesi, istituzioni europee presenti sul territorio, istituti di ricerca e decision maker di aziende leader.
“Il programma prevede inoltre dei business meeting mirati con buyer selezionati, oltre a visite guidate presso aziende e parchi industriali locali. Un’occasione strategica sia per le aziende già attive in Cina, che desiderano consolidare la propria presenza, sia per quelle che si affacciano per la prima volta a questo mercato”, spiega Ilaria Cevoli, International Project Manager di Ecomondo, che cura l’evento di Shanghai.
IEG ha deciso di trasformare il format fieristico delle edizioni precedenti in qualcosa di più. “Il contesto era cambiato: ci trovavamo a operare in un mercato con player molto grandi e consolidati, e ci siamo resi conto che replicare la logica fieristica tradizionale non aveva più lo stesso senso strategico”, continua Cevoli. “Abbiamo quindi convertito l'evento in un forum bilaterale, una giornata e mezza di confronto ad alto livello, con due anime distinte: una parte più istituzionale, che coinvolge ambasciata, consolato e Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, insieme alle controparti tecnologiche e governative cinesi; e una parte più orientata ai mercati e agli scambi tecnologici. Tre i temi verticali: decarbonizzazione industriale, gestione avanzata dei rifiuti e capitale naturale”. Argomenti su cui le aziende europee hanno molto da dire e su cui la Cina, per ragioni diverse, sente una pressione crescente.
“Sulla decarbonizzazione dei settori pesanti, la Cina ha obiettivi ambiziosi (carbon neutrality al 2060), ma l'attuabilità nelle industrie hard-to-abate è ancora un territorio aperto”, osserva Astolfi. “Sull'economia circolare e la gestione dei rifiuti, l’Europa ha costruito in trent'anni un sistema ingegneristico di eccellenza, sia dal punto di vista dei processi che della visione sistemica. E poi c'è il tema del capitale naturale: la Cina ha pagato un prezzo altissimo per decenni di crescita senza preoccuparsi della propria natura. Recuperare quella relazione è anche una questione di competitività, non solo di etica ambientale.”
Fra i brand che hanno già confermato la loro adesione: Nextchem, leader della chimica sostenibile e verde; Danieli specializzato in tecnologie siderurgiche e green steel; Loccioni, eccellenza italiana dell'efficienza energetica e industriale con un modello di Green Factory costruito quindici anni fa nelle Marche; COBAT Consorzi per il riciclo dei materiali e la gestione a fine vita delle batterie; CIC per la parte del rifiuto organico e del compost; Versalis per la chimica verde e i biomateriali. Un ecosistema variegato, che copre una parte importante della filiera dell'economia circolare europea.
Ecomondo però non guarda solo alla Cina, conclude Astolfi: “Per chi è interessato a diversificare il proprio business il gruppo IEG guarda con interesse al Messico dove siamo già presenti con Ecomondo Mexico, ma anche all’India, all’Africa, al Canada, dove presto potrebbero sorgere nuove, importanti iniziative internazionali, di interesse per l’intero ecosistema industriale europeo”.
In copertina: foto IEG

Google Calendar
Outlook Calendar
Apple Calendar
Yahoo Calendar