Martedì 10 febbraio l’ASSIL, l’Associazione dei produttori di illuminazione, ha presentato al Senato i risultati di un report realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano che ha misurato i benefici dello smart lighting per l’illuminazione pubblica italiana. Di come efficientare gli oltre dieci milioni di punti luce pubblici si discute da mesi, in particolare dallo scorso ottobre, quando è stato presentato il Decreto legge a firma della senatrice della Lega Clotilde Minasi.
Il decreto, che deve ancora essere discusso dalle Camere, punta a favorire l’adozione di sistemi di illuminazione intelligenti e digitalizzati, basati su tecnologie LED, sensori di luminosità e piattaforme di gestione remota, in grado di integrare funzioni di monitoraggio, automazione e manutenzione predittiva.
L’obiettivo è duplice: da un lato ridurre i costi di gestione e manutenzione per le amministrazioni pubbliche, dall’altro migliorare sicurezza, qualità del servizio e sostenibilità ambientale attraverso un controllo centralizzato e intelligente delle reti di illuminazione.
I benefici dello smart lighting
A oggi il 65% dei punti luce è già stato convertito alla tecnologia LED, ma lo studio presentato delinea scenari che vanno oltre la semplice sostituzione dei circa 3,5 milioni di corpi illuminanti obsoleti. La diffusione capillare di sistemi intelligenti, coerenti con i princìpi delle smart city e con gli obiettivi della direttiva EPBD (Energy Performance of Building Directive), porterebbe invece a un risparmio di 2,4 GWh di elettricità, che equivale alla riduzione di 619 tonnellate di CO₂. Le stime sui risparmi energetici (fino al 70-80% rispetto agli impianti tradizionali) ed economici sono promettenti per un paese che mira alla neutralità climatica entro il 2050 attraverso l’efficienza energetica e il taglio alle emissioni climalteranti.
“Vogliamo alzare la qualità dell’illuminazione pubblica anche in un’ottica di crescita del patrimonio immobiliare”, ha dichiarato Carlo Comandini, presidente ASSIL. “Il vero salto di qualità sta nei sistemi di controllo digitale: sensori, gestione dinamica della luce, con un’illuminazione che varia nelle diverse fasi della giornata e delle stagioni. Ogni ambito applicativo ha la sua luce, puntando al risparmio energetico e valorizzando l’integrazione tra luce naturale e artificiale.”
Secondo Comandini l’ammodernamento dell’illuminazione pubblica in Italia è già a buon punto ma servono nuovi investimenti per raggiungere gli obiettivi del PNIEC. Investimenti che, sottolinea, garantirebbero un ritorno economico già nel medio periodo, soprattutto a fronte dei costi elevati dell’energia elettrica in Italia.
Entro sei mesi dall’approvazione del testo, la Conferenza stato-regioni dovrà adottare le linee guida nazionali per l’efficientamento dell’illuminazione pubblica e degli edifici pubblici, promuovendo l’uso di sistemi digitalizzati di ultima generazione. Le linee guida saranno aggiornate con cadenza triennale, al fine di garantire un costante allineamento con l’evoluzione tecnologica e con le migliori pratiche europee in materia di illuminazione intelligente.
Il diritto all’oscurità
Sistemi di illuminazione pubblica intelligente limiterebbero anche l’inquinamento luminoso dei grandi centri urbani, che secondo un crescente numero di ricerche scientifiche può avere effetti negativi duraturi sulla salute umana e della fauna selvatica. Per esempio, in un ambiente con molta luce artificiale notturna, aumentano le probabilità che la retina venga esposta a fotoni che potrebbero alterare il ritmo circadiano, cioè “l'orologio biologico” interno di circa 24 ore che regola il ciclo sonno-veglia.
L’installazione di sensori intelligenti, quindi, oltre a risparmiare energia, garantirebbe anche con maggiore facilità il diritto all’oscurità (The Right to Dark Skies), che è riconosciuto dall'UNESCO nell’ambito della conservazione del patrimonio culturale e naturale per le generazioni future, indicando la necessità di proteggere l'ambiente naturale e la salute umana dall'inquinamento luminoso.
In copertina: immagine Envato
