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Nell’Unione Europea si generano 6 milioni di veicoli fuori uso all’anno, secondo Eurostat. Di questi, oltre un milione in Italia, che vanta il primato europeo per possesso di automobili, con 672 auto e 897 veicoli ogni 1.000 abitanti (dati ISPRA 2022). Il parco auto italiano è sempre più vecchio, con un’età media che supera i 12 anni.
In questo comparto la filiera nazionale di recupero totale di materie prime ha raggiunto una percentuale pari all’84,7%, ben lontana dall’obiettivo europeo del 95%, come emerge da uno studio della Fondazione per lo sviluppo sostenibile. Numeri che fanno capire quanto sia importante agire al più presto in direzione di una gestione sostenibile e trasparente della componentistica automotive fuori uso.
Un network di oltre 140 autodemolitori
In questo contesto si inserisce Cyclus, la Rete Certificata Autodemolitori avviata nel 2023 da Haiki Cobat, player di punta per l’economia circolare, che ha così aggiunto un importante tassello alla sua offerta dedicata all’End of Life Veichles (ELV). Del network fanno attualmente parte sette marchi automobilistici e oltre 140 player italiani dell’autodemolizione, ai quali, grazie alla piattaforma certificata Percorso Cobat, viene garantita trasparenza, tracciabilità e sicurezza dei dati al servizio della circolarità.
Il quadro normativo in Italia e in Europa
In Italia il comparto dei veicoli a fine vita è regolato dal Decreto Legislativo 119 del 2020, in attuazione della direttiva UE 2018/849, che ha modificato la direttiva 2000/53/CE. Si attende ora il nuovo Regolamento Europeo sull’ELV, avanzato dalla Commissione nel luglio 2023 e attualmente all’esame del Parlamento: la direzione è quella di assegnare alle case automobilistiche un ruolo sempre più centrale in questo processo, attraverso obiettivi minimi di contenuto riciclato e rafforzamento della responsabilità estesa del produttore (EPR), a garanzia della sostenibilità economica delle attività di demolizione e riciclo.
Inoltre, vengono introdotti nuovi requisiti per gli operatori dell’autodemolizione, in modo da spingere il recupero di materie prime critiche, alluminio e plastiche, e previste misure più stringenti per le esportazioni di veicoli a fine vita fuori dall’UE, prevedendo un rafforzamento dei controlli e la digitalizzazione delle procedure.
Cyclus e Percorso Cobat: come funzionano
I diversi aderenti alla Rete Cyclus (il cui nome, dal latino tardo, richiama il moto circolare) hanno a loro disposizione la piattaforma digitale certificata Percorso Cobat, che offre evoluti strumenti di monitoraggio e rendicontazione, oltre a report, statistiche e schede automezzi, assicurando la corretta gestione di ogni componente di qualsiasi tipo di veicolo, inclusi i modelli ibridi ed elettrici.
In questo modo le case automobilistiche possono visualizzare i dati relativi alle vetture che hanno immesso sul mercato, la cui protezione è garantita dal software certificato Certiquality. Inoltre, possono accedere a una rete di impianti certificati e possono verificare in tempo reale il raggiungimento degli obiettivi di riciclo.
Da parte loro gli autodemolitori possono inserire le informazioni relative a ogni veicolo in ingresso, possono accreditarsi presso le case automobilistiche, accedendo così a una rete di eccellenza garantita, e possono ottenere la certificazione del proprio impianto sulla base della valutazione effettuata dagli specialisti di Certiquality.
Ottimizzare i processi di avvio a riciclo
“Promuovere le buone pratiche di recupero e riciclo è per noi un obiettivo costitutivo: da tempo siamo chiamati a dare sostanza a un cambio di passo nella gestione del fine vita e il comparto dell’auto su questo ha dimostrato lungimiranza e senso pratico”, sottolinea Claudio De Persio, amministratore delegato di Haiki Cobat e Haiki+, gruppo impegnato da anni nell’efficientamento del modello di riciclo dei rifiuti in Italia attraverso un percorso di sostenibilità e legalità.
“Con Cyclus stiamo accompagnando questo processo di sostenibilità in modo pieno, fornendo una soluzione innovativa ed efficiente per facilitare il raggiungimento degli obiettivi essenziali di tutela ambientale e di trasparenza.”
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In copertina: immagine Envato