I tir tornano a circolare, ma per la filiera dei rifiuti del Mezzogiorno l'emergenza non può ancora dirsi superata. Dopo giorni di blocchi stradali, difficoltà di approvvigionamento del carburante e interruzioni dei collegamenti con gli impianti, la progressiva sospensione delle proteste degli autotrasportatori apre la strada al ripristino dei servizi. Resta, tuttavia, da recuperare il ritardo accumulato lungo l'intera catena di gestione dei rifiuti urbani.
La svolta è arrivata con il nuovo intervento del Governo, che ha stanziato ulteriori 105,2 milioni di euro per l'autotrasporto, nell'ambito di un pacchetto complessivo da 175 milioni destinato anche all'agricoltura e alla pesca. Una risposta che ha favorito l'allentamento delle mobilitazioni, pur senza cancellare le ragioni economiche della protesta. Il prossimo passaggio sarà il tavolo convocato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per il 27 ottobre.
Intanto, in Campania sono stati rimossi i presìdi autostradali nel Casertano e nel Salernitano, mentre in Sicilia è stato sciolto anche l'ultimo presidio di Gela. Segnali di normalizzazione arrivano dalla Calabria, dove stanno riprendendo le forniture. Ma la riapertura delle strade non coincide automaticamente con il ritorno alla piena operatività delle aziende di igiene urbana. La crisi ha infatti mostrato quanto il sistema dei rifiuti sia esposto alle interruzioni della logistica.
Da una parte, i mezzi dedicati alla raccolta porta a porta e allo spazzamento hanno dovuto fare i conti con la carenza di gasolio. Dall'altra, l'impossibilità di trasferire i materiali raccolti verso gli impianti di trattamento, compostaggio e recupero ha determinato rallentamenti nei conferimenti e difficoltà nella gestione degli stoccaggi intermedi. Una doppia strozzatura che ha coinvolto amministrazioni locali, aziende pubbliche e operatori privati, trasformando una protesta nata dal caro carburanti in una prova di tenuta per i servizi pubblici essenziali.
Campania, la ripartenza dopo i blocchi
La Campania è stata tra le regioni maggiormente colpite dalle conseguenze della mobilitazione. “I Comuni campani hanno segnalato preoccupazioni legate alle difficoltà di approvvigionamento del carburante e ai blocchi dell'autotrasporto, con possibili ripercussioni sulla raccolta dei rifiuti, sui conferimenti agli impianti e, più in generale, sulla continuità dei servizi essenziali”, commenta Francesco Morra, presidente di ANCI Campania. “Abbiamo tempestivamente interessato i cinque prefetti, chiedendo attenzione e coordinamento istituzionale, e avviato un confronto costruttivo con la Regione anche sul tema del trasporto scolastico, e continuiamo a monitorare la situazione”.
L'intervento del Governo e la progressiva rimozione dei blocchi rappresentano adesso un primo passaggio verso il superamento delle criticità. “È quello che auspichiamo, nell'interesse dei cittadini e delle cittadine e delle amministrazioni locali”, aggiunge Morra. “Il protrarsi dei blocchi avrebbe rischiato di causare disservizi, criticità igienico-sanitarie e ulteriori difficoltà per i Comuni, già impegnati quotidianamente a garantire servizi fondamentali.” Il presidente di ANCI Campania auspica che le misure adottate dal Governo consentano un rapido ritorno alla normalità e che prosegua il confronto con le categorie interessate, per individuare risposte condivise e durature. “La tutela dei servizi pubblici e delle comunità deve restare una priorità assoluta”, conclude.
Nel capoluogo regionale, ASIA Napoli ha dovuto affrontare criticità sia nella fornitura di carburante per la flotta aziendale sia nella rete dei conferimenti fuori città. La rimozione dei presìdi non elimina immediatamente queste difficoltà. Numerosi distributori campani risultano ancora senza carburante e il ripristino degli approvvigionamenti procede gradualmente.
Assoambiente: “Servirà tempo per tornare alla piena normalità”
A confermare le difficoltà dell'intera filiera è Elisabetta Perrotta, direttrice di Assoambiente. “I blocchi degli autotrasportatori hanno determinato significative difficoltà operative per le imprese della gestione dei rifiuti, soprattutto in Campania, rallentando i conferimenti agli impianti e il successivo trasferimento dei materiali verso le destinazioni finali”, spiega. “Si tratta di una filiera strettamente interconnessa, nella quale le difficoltà nei trasporti possono ripercuotersi rapidamente sull'intero ciclo di gestione dei rifiuti.”
Ai problemi logistici si sono aggiunti quelli relativi all'approvvigionamento del carburante. La progressiva rimozione dei blocchi rappresenta dunque un segnale positivo, ma non sufficiente a cancellare nell'immediato le conseguenze dell'interruzione delle attività. “Nelle ultime ore registriamo, tuttavia, i primi segnali incoraggianti: diversi presìdi sono in fase di rimozione e stanno gradualmente riprendendo i conferimenti. È un'evoluzione positiva, anche se occorrerà del tempo per tornare alla piena normalità”, sottolinea Perrotta. “Le imprese stanno compiendo uno sforzo organizzativo straordinario per recuperare i ritardi accumulati e garantire la continuità delle attività, con un inevitabile aggravio dei costi legato alla riorganizzazione dei trasporti, ai tempi di attesa e alla necessità di ricorrere a turni aggiuntivi.”
In provincia di Avellino, Irpiniambiente ha annunciato il ripristino dell'approvvigionamento di carburante e del rifornimento degli automezzi, comunicando la ripresa regolare delle raccolte da domani, sabato 24 ottobre. A Benevento, invece, l'emergenza ha imposto una riorganizzazione straordinaria della filiera. L'amministratore unico di ASIA Benevento, Donato Madaro, ha spiegato che l'azienda è stata costretta a rifornirsi presso distributori privati locali e a riorientare i flussi dell'organico. Tensioni operative analoghe hanno interessato anche le province di Caserta e Salerno.
Sicilia, quando il blocco dei trasporti ferma gli impianti
In Sicilia, dove è stato rimosso anche l'ultimo presidio ancora attivo a Gela, la crisi ha evidenziato un'altra vulnerabilità strutturale: la dipendenza degli impianti di trattamento dalla possibilità di trasferire regolarmente i materiali in uscita. Martedì 20 ottobre, RAP Palermo aveva diffuso un avviso urgente segnalando come i blocchi sull'autostrada A19 Palermo-Catania e allo svincolo di via Oreto avessero compromesso la viabilità operativa verso la discarica di Bellolampo e i centri comunali di raccolta. L'azienda aveva evidenziato rallentamenti critici nella raccolta differenziata di plastica e organico e nello svuotamento dei cassoni scarrabili.
Nel Catanese, dal 20 ottobre, il sindaco di Gravina di Catania, Massimiliano Giammusso, aveva dovuto sospendere il servizio porta a porta a causa della paralisi dell'impianto di trattamento meccanico biologico di Sicula Trasporti. La società aveva bloccato i conferimenti in ingresso, non potendo trasferire presso impianti terzi i sovvalli, ossia gli scarti derivanti dal trattamento primario dei rifiuti. È uno degli esempi più significativi dell'effetto domino prodotto dalla crisi: anche quando la raccolta locale dispone di mezzi e personale, l'impossibilità di liberare gli spazi negli impianti può compromettere la continuità del servizio. La ripresa della circolazione dei mezzi pesanti apre adesso la fase del recupero dei conferimenti arretrati.
Puglia, il nodo delle scorte di carburante
In Puglia la crisi si è manifestata soprattutto attraverso le difficoltà di approvvigionamento diretto del carburante necessario ai mezzi di spazzamento e compattazione, alle quali si sono aggiunti i rallentamenti nei trasporti verso gli impianti di destinazione. A Foggia, AMIU Puglia ha segnalato pesanti ripercussioni sull'intero ciclo di igiene urbana. L'azienda, in coordinamento con Comune, Prefettura e Questura, si è attivata per individuare forniture straordinarie di gasolio, senza poter escludere ritardi o sospensioni temporanee dei turni porta a porta e della pulizia stradale.
Ad Andria, il gestore Gial-Si.Eco ha lanciato l'allarme per la progressiva riduzione delle scorte di carburante degli autoparchi e per le difficoltà di trasferimento dei rifiuti agli impianti di trattamento finale. A Minervino di Lecce, amministrazione comunale e società di gestione hanno segnalato il rischio di sospensione dei servizi di raccolta a causa del mancato arrivo delle autobotti di benzina e gasolio.
Basilicata, i piccoli Comuni alle prese con l'interruzione dei servizi
In Basilicata, le conseguenze dei blocchi si sono concentrate lungo alcune arterie strategiche, tra cui la Statale 106 Jonica, la Sinnica, il raccordo Sicignano-Potenza e il nodo industriale di Tito Scalo. La combinazione tra interruzione dei flussi merci e difficoltà di rifornimento dei mezzi aziendali ha inciso direttamente sulla raccolta differenziata dei piccoli e medi Comuni.
La FP CGIL di Potenza ha segnalato l'interruzione delle attività di igiene urbana a San Fele, Ruvo del Monte e Rapone, dove i compattatori non erano più nelle condizioni di completare i percorsi di raccolta o raggiungere gli impianti di destinazione. Particolarmente critica la situazione registrata a Maratea, dove il servizio di igiene urbana è stato completamente sospeso. L'impossibilità di reperire carburante sul mercato locale e le difficoltà nei collegamenti verso le piattaforme di trattamento hanno costretto l'amministrazione a chiedere ai residenti e alle attività commerciali di trattenere temporaneamente i rifiuti all'interno delle proprie pertinenze. La graduale riapertura dei collegamenti rappresenta un primo presupposto per il ripristino dei servizi, la cui effettiva ripresa dipende anche dalla disponibilità di carburante e dalla capacità di ricezione degli impianti.
Calabria verso la normalizzazione
Anche in Calabria la mobilitazione degli autotrasportatori ha prodotto conseguenze dirette sulla gestione dei rifiuti, in particolare lungo la fascia del Tirreno cosentino. Nei comuni di Praia a Mare e Tortora, le imprese private affidatarie dei servizi di igiene urbana avevano comunicato alle rispettive amministrazioni la sospensione a tempo indeterminato del servizio di raccolta porta a porta a partire dal 21 ottobre. La situazione regionale sta adesso evolvendo verso una progressiva normalizzazione.
Dopo la decisione di Fedralog di sospendere la protesta, sono stati rimossi anche i presìdi sulla Statale 106 nel Crotonese, mentre hanno ripreso a circolare i mezzi destinati al rifornimento delle attività commerciali. La mobilitazione resta comunque sospesa in attesa del confronto ministeriale del 27 ottobre. Gli autotrasportatori non escludono nuove iniziative qualora le risposte alle richieste economiche della categoria fossero ritenute insufficienti.
In copertina: foto di Luca Ponti, Agenzia IPA
