
Un esemplare maschio di basettino (Panurus biarmicus), un uccello dal piumaggio fulvo e la testa grigio perla, zampetta tra i canneti della Riserva naturale delle torbiere del Sebino. Questo ambiente è un rifugio ideale per molte specie animali, che qui trovano luoghi sicuri dove riprodursi e nutrirsi. Le torbiere rappresentano infatti la zona umida più importante per ragioni ecologiche e per estensione della provincia di Brescia.
Per tutelare questi ecosistemi preziosi, Acque Bresciane, gestore unico del servizio idrico integrato provinciale, ha avviato un percorso nature positive, con l’obiettivo di mettere la natura al centro delle scelte aziendali e di proteggere in particolare le aree umide e la biodiversità che custodiscono.
La rigenerazione delle torbiere del Sebino
Le zone umide, pur occupando solo una piccola parte della superficie terrestre a livello globale, circa il 6%, hanno un ruolo ecologico decisivo: ospitano più o meno il 40% della biodiversità, catturano e immagazzinano CO₂, regolano i cicli dell’acqua e contribuiscono al ripristino delle falde acquifere. Proprio per questo il territorio delle torbiere del Sebino rappresenta un’area prioritaria per gli interventi di ripristino promossi da Acque Bresciane.
Il progetto, cofinanziato per il 50% dalla società benefit, riguarda la riforestazione e la riqualificazione delle Torbiere del Sebino, una zona umida di importanza internazionale secondo la Convenzione di Ramsar. È stato realizzato nell’ambito del Bando BioClima della Regione Lombardia, avviato cinque anni fa, e sviluppato con il supporto di Etifor, società di consulenza ambientale e spin-off dell’Università di Padova. L’obiettivo è ripristinare la funzionalità ecologica dell’area, rafforzando la sua capacità di ospitare specie native e fornire servizi ecosistemici essenziali.
In quest’ottica, negli ultimi anni, Acque Bresciane ha piantato oltre 1500 alberi e arbusti autoctoni, come querce, frassini e sanguinelle. L’intervento ha consentito di recuperare habitat forestali rari, come le foreste riparie e alluvionali, sostituendo le specie invasive e creando più di un ettaro di nuovi habitat per anfibi, uccelli acquatici e altri animali. La piantumazione ha portato alla creazione di barriere verdi in grado di filtrare gli inquinanti atmosferici e di ridurre il rumore proveniente dalla vicina viabilità. Oltre alle iniziative sul territorio, sono state promosse attività di educazione ambientale per far conoscere a cittadini e visitatori il valore ecologico delle Torbiere e l’importanza di proteggere la biodiversità.
“La sostenibilità per noi non è un obbligo normativo, ma una scelta strategica. Rendicontiamo in modo trasparente e investiamo per migliorare l’impatto su ambiente, società e persone. Progetti come questo dimostrano che la tutela della risorsa acqua è inseparabile dalla salvaguardia degli ecosistemi”, racconta a Materia Rinnovabile Veronica Vismara, responsabile sostenibilità di Acque Bresciane.
Gli interventi messi in campo, per i quali Acque Bresciane è stata premiata a novembre dalla Regione Lombardia, non portano benefici soltanto alla biodiversità, ma sono fondamentali anche per mitigare la crisi climatica grazie alla capacità dell’ecosistema di stoccare CO₂, e per migliorare la qualità e la gestione della risorsa idrica. Grazie alla riqualificazione, ogni anno circa 220 metri cubi d’acqua in più vengono assorbiti dal terreno, mentre l’ecosistema rigenerato permette lo stoccaggio di ulteriori 7,9 tonnellate di anidride carbonica all’anno.
“Questo riconoscimento conferma che la strada intrapresa è quella giusta: non ci limitiamo a ridurre gli impatti, ma vogliamo generare effetti positivi sugli ecosistemi. Il progetto delle Torbiere è un esempio concreto di come pubblico e privato possano collaborare per la tutela della biodiversità e la lotta al cambiamento climatico”, sottolinea Pierluigi Toscani, presidente di Acque Bresciane.
In futuro verrà anche realizzata una vasca di prima pioggia con sistema di grigliatura sotto il piano campagna, per trattenere sedimenti e inquinanti, proteggendo l’acqua e la biodiversità della zona secondo l’approccio nature positive di Acque Bresciane.
Nuovi alberi sulle rive dell’Oglio
L’impegno di Acque Bresciane per la tutela della natura non si ferma alle Torbiere del Sebino. Poco più a sud, lungo le rive dell’Oglio, si estende il Parco Oglio Nord, attraversato dall’omonimo fiume e minacciato dalla presenza di specie invasive, dal degrado delle rive e dagli effetti sempre più intensi degli eventi climatici estremi.
Qui, tra saliceti e zone umide, si trovano ben otto siti “Natura 2000”, rifugi preziosi per specie come il cormorano, l’airone cenerino e il germano reale.
Per riqualificare l’area, sempre nell’ambito del bando BioClima, Acque Bresciane ha deciso di finanziare l’impianto e la manutenzione di 100 nuovi alberi, interventi che saranno realizzati entro la fine del 2025 con il supporto di WOWnature, l’iniziativa di Etifor.
Con questo intervento, Acque Bresciane riconferma il proprio impegno: prendersi cura dell’ecosistema, ripristinare gli habitat e la biodiversità, andando oltre la semplice riduzione degli impatti aziendali, ma producendo benefici concreti per la natura.
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In copertina: immagine Envato
