
Un enorme massa di detriti, acqua e fango che in pochi istanti ha travolto edifici, strade, ponti e centinaia di persone, molte delle quali risultano ancora disperse. Sono terrificanti le immagini che giungono dal Nepal, dove oggi, mercoledì 26 agosto, un’inondazione lampo ha colpito il distretto di Rasuwa, al confine con il Tibet cinese. Alle 20, ora italiana, i morti accertati sono oltre 150, secondo quanto riporta Reuters citando la polizia locale. Tra i dispersi anche numerosi turisti, oltre 300, di diverse nazionalità.
A distanza di alcune ore dall’evento, mentre proseguono le operazioni di soccorso, resta non confermata la dinamica che avrebbe provocato una delle più gravi catastrofi degli ultimi anni nell’area himalayana, ma le prime analisi delle immagini satellitari indicano che l’evento potrebbe essere stato causato da un GLOF, glacial lake outburst flood, un’inondazione causata dall’improvviso collasso di una parte inferiore di un ghiacciaio, precipitata nel fondovalle e trasformata in una massa di ghiaccio, rocce, acqua e sedimenti.
Secondo le autorità locali, resta il rischio di un secondo distacco, mentre le operazioni di soccorso ed evacuazione sono rese più complesse dalla distruzione di strade e infrastrutture.
Il collasso del ghiacciaio e la formazione della piena
Le immagini satellitari realizzate da Planet Labs prima e dopo l’evento e analizzate da Reuters mostrano un enorme cambiamento del paesaggio: un’area di versanti montani prima ricoperta da vegetazione risulta ora sepolta da detriti e sedimenti.
Secondo Vikram Gupta, specialista in geologia ingegneristica e docente presso la Sikkim University in India, intervistato da Reuters «è confermato che una parte consistente della lingua del ghiacciaio è collassata, dando inizio all’evento, probabilmente trascinando con sé una notevole quantità di rocce e sedimenti”.
Il distacco avrebbe quindi generato una grande valanga di ghiaccio e materiale roccioso, precipitata verso il fondovalle. Nel suo percorso, questa massa avrebbe mobilitato ulteriori sedimenti e interferito con il corso del Lhende Khola, contribuendo alla formazione della piena che si è poi propagata rapidamente lungo la valle.
La dinamica esatta è al momento ancora oggetto di analisi, ma le immagini satellitari rappresentano uno degli elementi più importanti per la ricostruzione dell’evento. Il confronto tra le immagini precedenti e successive alla catastrofe permette infatti di individuare l’area da cui si sarebbe staccata una parte del ghiacciaio e la traiettoria seguita dai materiali verso valle.
Il rischio di uno sbarramento naturale
A preoccupare è ora però un cumulo di detriti rimasto a monte che continua a ostacolare il corso del Lhende Khola, creando il rischio di una nuova piena. Quando una frana, una valanga di rocce o una massa di ghiaccio blocca temporaneamente un fiume, l’acqua può infatti accumularsi dietro lo sbarramento naturale e, se la barriera cede, anche parzialmente, il rilascio improvviso dell’acqua può generare una nuova ondata di piena, capace di trasportare sedimenti e materiale detritico lungo tutta la valle.
Per questo le autorità nepalesi hanno evacuato la zona e invitato le comunità che vivono lungo i corsi d’acqua a rimanere vigili, mentre l’India ha emesso allerte per rischio di inondazioni negli stati del Bihar e dell’Uttar Pradesh, attraversati da diversi fiumi che scendono dall’Himalaya verso le pianure.
Nel frattempo, l’India ha inviato 10 tonnellate di aiuti, mentre la Federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa ha stanziato un milione di franchi svizzeri attraverso il Disaster Response Emergency Fund per sostenere la Croce Rossa nepalese. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, esprimendo la propria solidarietà alle persone colpite dal disastro, ha annunciato l’attivazione di Copernicus per contribuire alla mappatura delle aree interessate e supportare le attività di risposta, oltre alla disponibilità all’invio di ulteriori aiuti.
Il primo ministro nepalese Balendra Shah ha invitato il paese a restare unito: “Il dolore e le perdite che avete subìto non sono piccoli. Ma voglio assicurarvi che non siete soli in questo momento difficile: lo stato è al vostro fianco con tutti i suoi mezzi e le sue risorse”, ha dichiarato in un messaggio pubblicato sui social media. “Vi prego di avere pazienza. Il governo si assume la piena responsabilità per il vostro soccorso, le cure, il cibo e l’alloggio. In momenti di una simile catastrofe, dobbiamo tutti restare uniti.”
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In copertina: foto di JNA via ZUMA Press Wire, Agenzia IPA
